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Alcune immagini contenute in questo blog sono state reperite dalla rete, ove non espressamente indicato il diritto di autore.
Tuttavia, se qualcuno rivendicasse diritti di proprietà, può segnalarlo al mio indirizzo e-mail: provvederei alla immediata rimozione delle immagini stesse.
Lo scorpioncino a destra è stato disegnato da Nicoletta Costa dalla quale ho avuto autorizzazione alla pubblicazione.


giovedì 29 dicembre 2011

Prendi un sorriso

















Prendi un sorriso,
regalalo a chi non l’ha mai avuto.
Prendi un raggio di sole,
fallo volare là dove regna la notte.
Scopri una sorgente,
fa bagnare chi vive nel fango.
Prendi una lacrima,
posala sul volto di chi non ha pianto.
Prendi il coraggio,
mettilo nell’animo di chi non sa lottare.
Scopri la vita,
raccontala a chi non sa capirla.
Prendi la speranza,
e vivi nella sua luce.
Prendi la bontà,
e donala a chi non sa donare.
Scopri l’amore,
e fallo conoscere al mondo.
[M. Gandhi]

Un bel progetto vita quello di Gandhi che vorrei copiare sulla prima pagina della mia Moleskine rossa (dono di mio figlio Cristian) ;forse  troppo grande, quasi utopistico, ma almeno una, una di quelle esortazioni , se realizzate, renderebbe il mondo migliore.

lunedì 26 dicembre 2011

Serene Festività a tutti voi ...

...che di qui passerete o che siete già passati trovando assenza e silenzio.

Quando il cuore è gonfio di amarezza e delusione e sente il deserto dell' anima, ahimé, anche la tastiera tace. Ma tutto si elabora e lentamente va sullo sfondo.

Oggi ho nostalgia del mio vecchio camino ...



Non ho voglia
di tuffarmi
in un gomitolo
di strade
......

Qui
non si sente
altro
che il caldo buono
Sto
con le quattro
capriole
di fumo
del focolare. (Ungaretti)

Questo è lo stato d' animo, ma voi amici blogger; voi che ci siete sempre senza nulla esigere, mi siete molto cari e vi abbraccio tutti.  Serene Festività.

sabato 26 novembre 2011

Gioia!


La mia piccola grande donna :-)




























Momenti indimenticabili ... Grazie alla vita!

lunedì 21 novembre 2011

La panchina vuota

Lo scatto è di mio figlio Cristian che immortala un suggestivo dettaglio
di una villa di Varese.
















"Che dolcezza infantile,
nella mattinata tranquilla ..."
Garcia Lorca


L'ombra si distende sul tappeto di foglie;
fasci di luce trafiggono i rami
e la panchina vuota rimembra gli incontri ...
... e intanto, fiduciosa,  attende ...

domenica 13 novembre 2011

L'olivo

Pianta secolare dove da piccoli i miei figli erano soliti costruire la casa sull'albero.
Lo scatto è di mio figlio Cristian;questa immagina a me tanto cara, segna il passaggio
generazionale; anch'io da piccolissima, giocavo e aiutavo i grandi intorno a questa pianta.
















Ricordo che il mio papà ( non è più tra noi dal 28 giugno 2006) quando nacque il mio primo figlio piantò 30 nuove pianticelle di olivo leccino in un fazzoletto di terra ben assolato:

- Cresceranno con lui e quando sarà adulto daranno olio per la sua famiglia e io sarò ricordato.

Alla nascita del secondogenito (tre anni dopo il primo) piantò alberi da frutta intorno al confine: fichi, mele, (anche le meline rosse per le decorazioni),  susine... ancora 20 pianticelle di leccino.

- Vedranno la generosità della terra, l' abbondanza e la prosperità e intanto il nonno sarà ricordato.

Alla nascita della terza figlia, (dopo 10 anni dal primo):
- Be'...c' è una nuova generazione, le giovani famiglie saranno tre ... ci vogliono nuovi arbusti di olivo, lì sulla collina, sul terreno di tua madre, tra le piante secolari, c' è abbastanza spazio per 20 pianticelle, per la sua nascita giovani piantine del tipo meditarraneo, la dritta per capirsi, quelle che qui a Civitella Casanova i nostri contadini hanno sempre prediletto. E anche queste cresceranno con loro, a fianco alle piante secolari; e intanto il nonno sarà ricordato.

Ora che non ci sei papà, ora che le piante di leccino sono giovani rigogliose, e le dritte, prosperose adolescenti, sei più che mai in mezzo a noi.
Anche ora, come nei tempi più belli, quando la mamma ci aspettava a casa allietando la nostra fatica col buon cibol caldo, la raccolta delle olive deve essere  una festa  e come allora, al tramonto, ci ristoremo al calore delle tagliatelle con fagioli e il baccalà arrostito al caminetto... e sul finire, i nostri fritti tradizionalidi al mais e uvetta; quelli tipici che non possono mai mancare dopo una giornata di raccolto.

domenica 6 novembre 2011

Un pensiero di solidarietà per la Liguria

Simbolicamente da una grande voce


Aggiungo un brano del grande Faber, scritto in occasione dell'alluvione del 1970 a Genova. Tristi e tragici ricordi, ma l'impavido popolo ligure ce la farà anche questa volta.




Fantastica band ...

lunedì 31 ottobre 2011

sabato 29 ottobre 2011

Lu pisci spada




Alessia e Cristian, da alcuni giorni attirano la mia attenzione su questo antico pezzo di Domenico Modugno: è una tenerissima love story che Mimmo stesso illustra prima dell' esibizione.
L'interpretazione sopperisce perfettamente l'eventuale incomprensione della lingua sicula.
Due parole per Modugno: una diretta senza effetti speciali, pochi accordi, ma con una partecipazione che non lascia indifferenti.

venerdì 21 ottobre 2011

La morte del raìs

Non riesco a gioire della sua morte, né riesco ad esultare col giovanissimo ribelle che ostenta la pistola d'oro, ormai inutile per il dittatore senza vita...

Provo solo amarezza: possibile che la storia non insegni nulla?
In ogni dittatura c'è un momento in cui il popolo non riconosce più il padrone assoluto che abusa del potere con ogni mezzo. Quando un popolo giunge a tale consapevolezza è disposto a tutto, pur di rovesciare quel potere;  è solo questione di tempo. Basta guardare il passato recente oltre al passato remoto.

Perché non leggere i segni premonitori di tale ribellione ed andarsene pacificamente ...

In aprile alludevo a Gheddafi con un brano di Augusto Daolio in questo post.

martedì 18 ottobre 2011

Signora Libertà ...



Testo da interpretare più che da comprendere...Come si conviene a ogni testo poetico.

sabato 15 ottobre 2011

Perché alcuni blogger decidono di non essere più presenti?

E' un fenomeno non infrequente nella blogosfera, ma mi coglie sempre impreparata e con un senso di vuoto e di frustrazione.

Caratteristica saliente: sono coloro i quali hanno sempre postato con assidua regolarità, con cura di dettagli, con foto, citazioni; con quella cura che ti lascia intendere anche un certo investimento in tempo ed impegno; intuisci nei loro post una non improvvisazione, non estemporaneità o se c'è, è sempre molto curata.

Non cito nomi e non mi permetto nessuna interpretazione, nel rispetto della sottesa volontà di voler restare con sé stessi senza più condividere; ma perché cancellare le proprie tracce... Alla conoscenza di questa motivazione sì, sarei molto interessata; e non per pura curiosità; il comportamento umano e le sue ragioni mi interessano profondamente, in quanto rivelatori di uno spicchio di quella complessità che non sarà mai completamente svelata.

domenica 9 ottobre 2011

venerdì 7 ottobre 2011

L'uomo che sussurrava il futuro

Due parole di omaggio per un genio.
Riporto il pensiero espresso da mio figlio Dennis sulla bacheca di FB, che materializza esattamente il mio. Non riformulo, né aggiungo;la gessatura che mi blocca interamente la mano destra e l' avambraccio(rottura dello scafoide), mi crea disagio anche con la tastiera.

"C'è un vero Progresso solo quando i Vantaggi di una Nuova Tecnologia sono per Tutti"

" ...mi fa solo un po' sorridere il pensiero che il 90% degli utilizzatori apple ignorano quasi la totalità del potenziale dei prodotti che hanno...ma gli interessa solo che ci sia la mela. Magari per loro Steve Jobs è solo l'inventore dell'iphone...... :)
Io non sono riuscito mai a digerire la Apple e i paletti imposti dai loro prodotti...non penso che avrò mai niente con la mela dietro, ma non posso non levarmi il cappello di fronte a una persona che ha cambiato realmente il concetto di tecnologia contemporanea....e soprattutto di marketing e di brand, perchè è proprio il marketing che ha rivoluzionato con la sua genialità..."

In questo senso è,anche per me, l'uomo che sussurava il fututo. Addio Steve Jobs...Omaggio al tuo coraggio oltre che alla tua genialità.



Questo video fu con me condiviso da mia figlia, a conclusione dei miei esami all' Università, qualche mese fa.

venerdì 23 settembre 2011

A chi non è mai successo?

Chi può dire di non aver vissuto, anche per un attimo, queste sensazioni...
Magari nell'adolescenza, nei primi tumulti emotivi ...

Le stupende note di Aznavour esplorano immagini oniriche.

venerdì 19 agosto 2011

Ma il cielo è sempre più blu

Sebra un nonsense, una serie di immagini oniriche evocate da una voce graffiante, urlata, quasi disperata che poi rassicura: "ma il cielo è sempre più blu"
Rino, a soli 24 anni,nel 1975 con assoluta creatività, lucidità, ironia e autoironia ha scolpito un bassorilievo della società contemporanea, incredibilmente attuale.
100.000 copie vendute nella sola stagione estiva di quell' anno; un successone per questo giovane talento dai canoni insoliti, allora ignoto ai più.

Ma il cielo è sempre più blu: nel ritornello che suggella i versi, si può avvertire un messaggio beneaugurante, di ottimismo, che di questi tempi è quanto mai urgente- ahinoi!-


domenica 14 agosto 2011

Ferragosto, ovvero, Feriae Augusti

Mi piace soffermarmi sulle origini di questa festa che sono antichissime e dai significati molteplici per sovrapposizioni ed interposizione di sacro e profano, pagano e cristiano.

La festa, o meglio, i rituali del festeggiamento alla Madre di tutti gli uomini, risalgono al Neolitico, quando l' uomo adottò il modello di vita stanziale di allevatore-raccoglitore-agricoltore.
Dopo i raccolti, testimonianza della fecondità e generosità della terra, gli uomini e le donne del tempo, sentirono il bisogno di innalzare altari votivi su cui offrire i prodotti della terra alla Madre di tutte le messi e regina della fecondità: l' immensa regina del cielo, della terra e del sottosuolo.
Possiamo immaginare le forme rituali che accompagnavano l' offerta: fuochi, danze propiziatorie ...

Con la cristianità le offerte votive, i fuochi, i banchetti ed ogni tipo di ritualità furono dedicate alla Vergine Maria Assunta in cielo che in ogni regione assume la sua connotazione.
Nelle zone rurali, dopo le cerimonie liturgiche che prevedevano a volte anche la benedizione dei bambini (primizia per eccellenza) seguiva la consumazione comunitaria del cibo, per lo più il pane nelle sue varie forme, sull' erba, davanti al sagrato della chiesa.

Etimologicamente la parola significa "Le ferie di Augusto", una festa in cui si celebrava il raccolto dei cereali, spostata da settembre ad Agosto dall' imperatore Augusto: il mese che portava il suo nome. I rituali prevedevano banchetti ed ogni sorta di eccesso, cui potevano prendere parte anche schiavi e serve, soprattutto al suo culmine, il 15 di agosto appunto; occasione unica che vedeva l' abolizione delle classi sociali.

Bene ... oggi ognuno festeggia come crede, religiosamente o in forme più goderecce, ma tutto- grigliate di carne o pesce, fuochi artificiali, falò, altra "erba", processioni- tutto affonda le radici ed acquista un senso in un passato lontano.

BUON FERRAGOSTO A TUTTI!

giovedì 7 luglio 2011

Rivedendo e riascoltando il mio francese 3

Magnifique, même en italien!






...e ancora morirò
di gioia e di paura
quando il sipario sale ...

(emozioni tipiche dell' artistia che si appresta con rinnovata passione all' interpretazione dello stesso copione, grazie a lui, sempre nuovo e inedito.)

martedì 5 luglio 2011

Non vogliamo essere oscurati


Nel link tutte le informazioni e tutto ciò che si può fare per fermare questo ennesimo attentato alla libertà di espressione e di parola.

Si è ben capita la potenzialità della rete; la rete, ancor prima di essere strumento, applicativo, server ... la rete siamo noi; la rete è l' insieme di persone che fanno circolare idee, conoscenze, pensieri, cultura...
Persone che creano un contesto senza confini geografici, un contesto privo di fisicità, apparentemente immateriale, ma sostenuto dal pensiero. Ed è questo che si vuole limitare, fondamentalmente;
voglio capire la difesa del diritto d' autore, ma le modalità con cui questo si vuole realizzare sa di censura, di violazione di quella libertà costituzionale recitata nell' articolo 21; certo, non poteva includere internet quale mezzo di diffusione, tuttavia i padri costituenti han fatto riferimento ad "ogni altro mezzo di diffusione" con la loro consueta lungimiranza.

« Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.
Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell'autorità giudiziaria nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l'indicazione dei responsabili.
In tali casi, quando vi sia assoluta urgenza e non sia possibile il tempestivo intervento dell'autorità giudiziaria, il sequestro della stampa periodica può essere eseguito da ufficiali di polizia giudiziaria, che devono immediatamente, e non mai oltre ventiquattro ore, fare denunzia all'autorità giudiziaria. Se questa non lo convalida nelle ventiquattro ore successive, il sequestro s'intende revocato e privo di ogni effetto.
La legge può stabilire, con norme di carattere generale, che siano resi noti i mezzi di finanziamento della stampa periodica.
Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume. La legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire e a reprimere le violazioni. »

giovedì 30 giugno 2011

Riflessi di un pomeriggio di prima estate

Ho sempre amato quell' atmosfera un po' inquietante che precede un temporale.
Da bambina mi incantavo a guardare gli alberi scossi dal vento; anzi, ero convinta che fossero gli alberi a produrre il vento scuotendosi.
Attribuivo loro caratteristiche umane e mi sembravano creature adirate con noi, al punto da scatenare vento e pioggia. La natura nello stravolgimento degli elementi, esercita il suo fascino;  ti comunica quanto sei piccolo e quanta potenza c' è in lei, tanto che non puoi sognarti di arginarla, puoi solo ripararti.
E allora ami e ringrazi anche per la tua "tana", così accogliente e discreta, per le sue trasparenze, per le sue comodità, per il tuo letto, per il libro che ti attende, lì sul comodino ...













Il "mio" cielo, in questo momento, è così.

Rivedendo e riascoltando il mio francese 2

mercoledì 29 giugno 2011

papà...



... in una calda notte estiva di 5 anni fa te ne andavi per sempre ...

E' doloroso materializzare queste parole, il nodo mi stringe la gola...il rimpianto di non averti più... la sensazione di non aver fatto per te tutto il possibile ... sono pensieri che mi porto in sottofondo.
Mi viene da pensare al grande amore che hai sempre avuto per me; non è potuto svanire, mi dico. Le incomprensioni del periodo adolescenziale e giovanile si sono attenuate col tempo, in modo fisiologico, senza che ce ne accorgessimo.
Con l' arrivo  dei tuoi adorati nipotini ci siamo ritrovati del tutto.

Poi, nel bel mezzo della nostra bella vita, la morte della mamma ci ha inflitto un colpo terribile. Abbiamo trovato un nuovo equilibrio, rivisto i nostri ruoli; anche a tarda età, eri eternamente giovane, autonomo; sembrava che la senilità non ti dovesse mai toccare ... Sai quanto mi fa male soffermarmi sull' epilogo della tua vita ...

Poco fa guardavo le visite della giornata e mi sono sorpresa che qualcuno si sia soffermato proprio qui ;

 e qui : ->(profumo di lavanda)

lunedì 27 giugno 2011

Itsi bitsi petit bikini


Come prepararsi a rispolverare il vecchio francese scolastico, alla vigilia di un corso intensivo?
Un caro saluto a tutti voi.

martedì 14 giugno 2011

EUREKA!!



















Prima di lanciarmi a capofitto su relazioni, schede, registri, studio, voglio condividere con voi un pensiero mattutino che è sicuramente comune a  tutti noi.
Tra i vincitori di questa consultazione ci siamo noi: blogosfera e social network, una comunità reale di cittadini; ognuno di noi ha fatto informazione, non propaganda. Ha espresso il proprio pensiero motivandolo con qualsiasi linguaggio: citazioni, riferimenti legislativi, poesie, video, vignette loghi .... Abbiamo contribuito a smuovere macigni, a svegliare i dormienti; abbiamo fermamente inseguito un sogno nel quale speravamo tanto, ma per il quale abbiamo anche temuto.

Perciò voglio brindare, di primo mattino, all' era della consapevolezza, alla sconfitta del sonnifero mentale!






giovedì 9 giugno 2011

Messaggio referendario finale 2

Ciao a tutti ... Tanto per smentirmi sono ancora qui.

Noi decisi che attivamente abbiamo caldeggiato il referendum del 12 e 13 giugno, possiamo fare un' ulteriore buona azione: votare prima delle 12.00 del primo giorno.

Le rilevazioni sulle percentuali delle affluenze saranno sicuramente rese note, mi voglio augurare, da qualche emittente televisiva o radiofonica: la percentuale, se rilevante, potrebbe servire a smuovere gli indecisi, i dubbiosi e gli ignavi.

Pare che il tempo ci voglia dare una mano: si parla di nubi irregolari per domenica...


mercoledì 8 giugno 2011

Messaggio referendario finale


















Termina con questa simpatica gif, il mio promuovere questo importante referendum, almeno sul web.
Sarò momentaneamente lontana, causa impegni inenarrabili e dico - Mai più una cosa del  genere mi dovrà capitare - perché sono io che mi caccio in simili situazioni.
Mi affaccerò per leggere i vostri post, le vostre novità, i vostri commenti. Vi voglio bene.

venerdì 3 giugno 2011

L' acqua dono inestimabile

E l’acqua zampillò dalla sorgente,
-Che vuoi per dissetarmi?-
Le chiese un fiorellino.
– Niente

E l’acqua del ruscello
per la scesa del monte profumato
giunse a un campo di grano appena nato,
-Che vuoi per dissetarci?-
Le chiesero vocine fioche fioche.
E l'acqua si donò dicendo:
-Niente!

Il grano maturò, si fece spiga,
e l'acqua ora danzava nel mulino.
-Che vuoi per macinarci?-
Ancora:
-Niente!

Mario Comassi

Uno scatto di mio figlio Cristian - San Vito - Abruzzo

mercoledì 1 giugno 2011

Eppure il vento soffia ancora!!!!!

La Corte di Cassazione ha stabilito che il 12 e 13 giugno si terrà il referendum sul nucleare!!!

(Semplice associazione)



Dopo le manovre per ritirare il quesito più noto, finalmente garantito il diritto alla parola dei cittadini: i referendum dunque sono quattro, come stabilito originariamente.

martedì 31 maggio 2011

Vento in poppa!

Un augurio per tutti noi : che il vento continui a soffiare nella stessa direzione !!! Speriamo di esultare anche il 12 giugno!!!!

venerdì 27 maggio 2011

Ciao "Unodicinque"!













Non posso esimermi dal dedicare due parole di commiato a questo amico di rete discreto, sensibile, presente, che in punta di piedi se n' è andato. E' tanto che attendevo ansiosa un suo post. Dire che sono attonita e tristissima è dire poco  ... le parole in questi casi, sono povera cosa.

Ciao amico caro '- Già mi manchi ...
http://neuccidepiulalinguachelaspada.blogspot.com/

lunedì 23 maggio 2011

La cicogna e i pulcini
















Pulcini (Calcio)
"Pulcino è il termine con cui in gergo calcistico si definisce ciascuno dei giocatori che forma una delle squadre giovanili di una società calcistica. Più specificamente rientrano nella sezione pulcini i bambini di età compresa tra gli 8 e i 10 anni.
Fino agli anni novanta questa era la sezione più giovane di ciascuna squadra. Attualmente alcune società sportive accettano iscrizioni anche per i bambini più precoci, tra i 6 e i 7 anni, mentre altre preferiscono creare una sezione dedicata che spesso si definisce, un po' ironicamente, con il nome di "ovetti".
I pulcini non utilizzano durante il campionato tutta l'area del campo da calcio regolamentare, ma apponendo due porte removibili ai margini della regolamentare area di gioco, creano un campo più ristretto che occupa una sola metà del campo da calcio tradizionale."

Che ci azzecca la cicogna con i pulcini calcistici? No, non sono impazzita, tranquilli :))
Sto solo partecipando a un gioco stupendo, invitata dall' amico Exodus: piacevolmente sorpresa della mia inclusione nel suo elenco,ora mi guardo intorno, smarrita e spaesata, credo di non essere all’ altezza di questo premio.
Ma procediamo con ordine; le regole sono queste:
  1. Andate su Wikipedia e selezionate "Una voce a caso". Non importa cosa compare, quella sarà la voce del vostro premio.
  2. Leggete la pagina (non necessariamente da cima a fondo) che vi è capitata sotto mano e così, banalmente, copiate le informazioni nel post che creerete per il premio. Il post dovrà contenere insomma una sorta di "Lo sapevate che...?" della pagina che a caso avete trovato su wikipedia. Non barate, non vale cliccare due volte sul link. 
  3. Al fondo del post spremete le meningi e cercate di ricordare se con quella pagina avete qualcosa a che fare. Aneddoti, ricordi, storie, fantasie, curiosità, qualsiasi cosa.
  4. Girate il premio a 5 dei vostri blog preferiti. E' concesso uno scarto di +-1 blog. (ovvero minimo 4 massimo 6, ma meglio 5.).
Bene! Diligentemente scrivo nella barra di ricerca "Una voce a caso". E cosa viene fuorti? Guarda un po': la voce "Pulcini(calcio) con quel che ho copiato.

NOOOO!!! Sto per abbandonare!
Anzi no: magari faccio un altro tentativo, sperando in un ancoraggio più adatto!!!
NOOO!!! C' è scritto chiaramente nel regolamento che non si può barare!
Ma guarda un po' cosa mi capita in una domenica mattina ... Il calcio con me non ha nulla a che vedere: è la passione di uno dei figli e di mio marito in quanto hanno praticato questo sport... E poi? Niente...la tastiera siferma qui... Sto per ritirarmi, ma ...

Mi allontano piano piano dai pulcini del calcio e mi sovvengono i pulcini veri... Chiudo gli occhi. Accolgo nel palmo delle mani unite un batuffolino caldo, giallo; me lo accosto alla guancia, percepisco una tenerezza infinita; ascolto il tenero pigolìo; ricordi lontani, lontanissimi...
Quante volte, da piccolissima, ho assistito, a fianco a mia madre, al miracolo della nascita dei pulcini! Con gli occhi spalancati, pupille dilatate, il sospiro sospeso, ho visto quell'uovo che prendeva vita, che lasciava intravvedere un esserino pigolante, bisognoso di rompere la barriere, ed abitare nel mondo...
Ero in età prescolare, è tanto che non ci pensavo, ma ora il ricordo è nitido.
 Quell' anno non fu così, capitò qualcosa che non capii o non ricordo: i pulcini non nacquero. Furono acquistati.

L' episodio s' intreccia con il mio essere unica figlia, desiderosa da sempre di una sorella o di un fratello. Sebbene la mia infanzia sia stata stupenda per innumerevoli motivi, l' essere figlia unica è per me ancora oggi, fonte di un sottile dispiacere, di una solitudine mai colmata; compensata sì dalle belle amicizie, dai rapporti di lavoro, dai rapporti parentali, dalla mia nuova famiglia. Ma un fratello una sorella, quelli sì, mi sono sempre mancati...
E credo che siano cosa diversa e insostituibile; lo evinco anche dal rapporto tra i miei tre figli.
Ebbene, in una mattina di primavera inoltrata, mia madre, pensando di far cosa a me gradita mi disse rientrando in casa:
- Vai a vedere un po’; sotto l’ albero del fico c’ è una bella sorpresa per te .La cicogna ti ha portato una bella cosa!
Quella della cicogna era un adagio in auge peri bambini nati negli anni 50.

Mi precipito, sperando di trovare un bambino in ossa e ciccia.E invece ?! Una nuvola gialla di festosi pulcini  Per sedare il mio evidente disappunto arriva la spiegazione:
- Non aveva bambini disponibili, perciò ti ha portato dei pulcini la cicogna…

Non so descrivere quale turbinìo di emozioni mi prese: certo è che la rabbia e la delusione furono incontenibili! Mia madre era rientrata in casa e io mi avventai su quegli esserini; a uno a uno li presi per la testa e li agitai furiosamente fino a quando non pigolavano più.
Niente bambini??? Allora, niente pulcini!!!! Ecco!

Quando mamma tornò-(lei era la mansuetudine fatta persona)- alla vista della strage degli innocenti, perse il controllo; non riusciva a spiegarsi per quale motivo mi ero trasformata in una bimba che lei stentava a riconoscere. Una sonora sculacciata la presi, e alla grande ...
Ma non era quello il motivo del mio pianto disperato; mi chiedevo come poteva quella sciocca cicogna pensare di sostituire un bambino con i pulcini; E la mamma? Come poteva barattare i pulcini con un bambino? E perché mi puniva? Non doveva essere solidale con me?
Mi sentivo indignata, ma a quattro anni gli strumenti per esprimere tali sentimenti non li avevo.
La mia furia continuò, mi diressi all’ angolo delle erbe aromatiche; e giù a pestare prezzemolo, sedano e basilico! Giornata terribile …

Per diverso tempo ebbi disturbi del sonno, mi svegliavo tremante e sudata e trovavo i miei genitori vicino a me svegli e preoccupati. Parlarono di questa cosa al medico di famiglia, raccontando tutto.
Il dottor Giovannino scuoteva la testa e intanto mi passava le dita tra i riccioli sorridendomi bonario.
Una frase me la ricordo benissimo:
- Non siete cattivi genitori. State tranquilli. Solo che questa bambina va trattata come se fosse adulta. Niente stratagemmi:
"La mamma non può avere altri bambini perché rischierebbe di stare tanto male e poi non potrebbe più prendersi cura di te".
Ecco, bastava dire semplicemente così, in modo chiaro e veritiero; la bambina avrebbe subito capito e piano piano si sarebbe fatta una ragione. Ma non è tardi. Seguite questa semplice regolla e tutto andrà a meraviglia."

Il dottor Giovanni è stato il nostro medico: della mia famiglia di origine e quella attuale. A lui ho affidato anche i miei figli. E’ stato il nostro grande punto di riferimento in tutte le tappe e le circostanze della vita; anche dopo essere andato in pensione, fino a che una malattia non se l’ è portato via…

Sono andata lontano lontano, travolta da uno tsunami di ricordi che vanno ben oltre quello che ho scritto;
ho riso e ho pianto.


Ora il passaggio ad altri cinque amici: qui mi imbarazzo sempre. La tentazione sarebbe quella di includere tutti i blog che seguo, in quanto, per definizioone, sono tutti preferiti; ma devo attenermi alla regola. Saranno 5, come richiesto, saranno quelli che associo di gettito al gioco per motivi che non mi chiedo:

Lara: http://estateincantata.blogspot.com/
Sciarada: http://animamundi-sciarada.blogspot.com/
Lucida Follia: http://conciliarestanca.blogspot.com/
Luigina: http://luiginabs.blogspot.com/
Folletto del Vento: http://basadone.blogspot.com/

Qualunque associazione vogliamo esternare vivacizza ulteriormente la nostra persona che si cela solo apparentemente dietro lo schermo. Anzi, proprio la sua smaterializzazione insita nell' assenza di quella sensorialità che di norma ci annuncia agli altri, è la via di accesso al profondo, ad un frammento di essenza che crea quelle assonanze ed affinità che si esprimono  nelle nostre relazioni di rete. A presto leggervi!

domenica 15 maggio 2011

Piero Calamandrei: 11 febbraio 1950 - Discorso in difesa della scuola pubblica


"Ci siano pure scuole di partito o scuole di chiesa. Ma lo Stato le deve sorvegliare, le deve regolare; le deve tenere nei loro limiti e deve riuscire a far meglio di loro. La scuola di Stato, insomma, deve essere una garanzia, perché non si scivoli in quello che sarebbe la fine della scuola e forse la fine della democrazia e della libertà, cioè nella scuola di partito.

Come si fa a istituire in un paese la scuola di partito? Si può fare in due modi. Uno è quello del totalitarismo aperto, confessato. Lo abbiamo esperimentato, ahimè. Credo che tutti qui ve ne ricordiate, quantunque molta gente non se ne ricordi più. Lo abbiamo sperimentato sotto il fascismo. Tutte le scuole diventano scuole di Stato: la scuola privata non è più permessa, ma lo Stato diventa un partito e quindi tutte le scuole sono scuole di Stato, ma per questo sono anche scuole di partito. Ma c'è un'altra forma per arrivare a trasformare la scuola di Stato in scuola di partito o di setta. Il totalitarismo subdolo, indiretto, torpido, come certe polmoniti torpide che vengono senza febbre, ma che sono pericolosissime... Facciamo l'ipotesi, così astrattamente, che ci sia un partito al potere, un partito dominante, il quale però formalmente vuole rispettare la Costituzione, non la vuole violare in sostanza. Non vuol fare la marcia su Roma e trasformare l'aula in alloggiamento per i manipoli; ma vuol istituire, senza parere, una larvata dittatura. Allora, che cosa fare per impadronirsi delle scuole e per trasformare le scuole di Stato in scuole di partito? Si accorge che le scuole di Stato hanno il difetto di essere imparziali. C'è una certa resistenza; in quelle scuole c'è sempre, perfino sotto il fascismo c'è stata. Allora, il partito dominante segue un'altra strada (è tutta un'ipotesi teorica, intendiamoci). Comincia a trascurare le scuole pubbliche, a screditarle, ad impoverirle. Lascia che si anemizzino e comincia a favorire le scuole private. Non tutte le scuole private. Le scuole del suo partito, di quel partito. Ed allora tutte le cure cominciano ad andare a queste scuole private. Cure di denaro e di privilegi. Si comincia persino a consigliare i ragazzi ad andare a queste scuole, perché in fondo sono migliori si dice di quelle di Stato. E magari si danno dei premi, come ora vi dirò, o si propone di dare dei premi a quei cittadini che saranno disposti a mandare i loro figlioli invece che alle scuole pubbliche alle scuole private. A "quelle" scuole private. Gli esami sono più facili, si studia meno e si riesce meglio. Così la scuola privata diventa una scuola privilegiata. Il partito dominante, non potendo trasformare apertamente le scuole di Stato in scuole di partito, manda in malora le scuole di Stato per dare la prevalenza alle sue scuole private. Attenzione, amici, in questo convegno questo è il punto che bisogna discutere. Attenzione, questa è la ricetta. Bisogna tener d'occhio i cuochi di questa bassa cucina. L'operazione si fa in tre modi: ve l'ho già detto: rovinare le scuole di Stato. Lasciare che vadano in malora. Impoverire i loro bilanci. Ignorare i loro bisogni. Attenuare la sorveglianza e il controllo sulle scuole private. Non controllarne la serietà. Lasciare che vi insegnino insegnanti che non hanno i titoli minimi per insegnare. Lasciare che gli esami siano burlette. Dare alle scuole private denaro pubblico. Questo è il punto. Dare alle scuole private denaro pubblico"



Piero Calamandrei ragionava per ipotesi, in astratto, lo dice lui stesso, e tutto il discorso si contestualizza nel fronte di defascistizzazione che la scuola pubblica e i suoi legislatori stavano realizzando, ma qualche elemento profetico per le sorti della scuola pubblica del XXI secolo, ahimé si può ravvisare. Che ne poteva sapere l' amato Calamandrei?!
Non intendo screditare la scuola privata: ho avuto modo di conoscervi straordinari insegnanti nel corso delle mie esperienze di commissario esterno,  per il passaggio alla classe successiva, in quelle non parificate. Ma allo stesso modo non voglio che si screditi  la scuola pubblica.Né a parole né a fatti.
Un governo democratico favorisce una comune convivenza, lasciando ai genitori democraticamente la libertàdi scelta.

sabato 14 maggio 2011

Lorenzo Cherubini - Opinioni sulla scuola pubblica

Con link di rimando al sito nonunodimeno.net


















"Quando nostra figlia è arrivata all’età della scuola io e mia moglie ne abbiamo parlato e abbiamo deciso: scuola pubblica. Potevamo permetterci di scegliere e abbiamo scelto. Abbiamo pensato che fosse giusto così, per lei. E’ nostra figlia ed è la persona a cui teniamo di più al mondo ma è anche una bimba italiana e l’Italia ha una Scuola Pubblica.
Sapevamo di inserirla in una realtà problematica ma era proprio quello il motivo della scelta.Un luogo pubblico, che fosse di sua proprietà in quanto giovane cittadina, che non fosse gestito come un’azienda e che non basasse i suoi principi su una dottrina religiosa per quanto ogni religione venisse accolta. Un luogo pubblico, di tutti e per tutti, scenario di conquiste e di errori, di piccole miserie e di grandi orizzonti, teatro di diversi saperi e di diverse ignoranze. C’è da imparare anche dalle ignoranze, non solo dai saperi selezionati. La scuola è per tutti, deve essere per tutti, è bello che sia così, è una grande conquista avere una scuola pubblica, specialmente quella dell’obbligo.Io li ho visti i paesi dove la scuola pubblica è solo una parola, si sta peggio anche se una minoranza esigua sta col sedere al calduccio e impara tre lingue. A che serve sapere tre lingue se non sai come parlare con uno diverso da te ?
Il nostro presidente del consiglio dicendo quello che ha detto offende milioni di famiglie e migliaia di persone che all’insegnamento dedicano il loro tempo migliore, con cura, con affetto vero per quei ragazzi.Tra le persone che conosco e tra i miei parenti ci sono stati e ci sono professori di scuola, maestre, ho una cugina che è insegnante di sostegno in una scuola di provincia. Li sento parlare e non sono dei cinici, fanno il loro lavoro con passione civile tra mille difficoltà e per la maggior parte degli insegnanti della scuola pubblica è così. Perchè offenderli? Perchè demotivarli? Perché usare un termine come “inculcare”? E’ una parola brutta che parla di un mondo che non deve esistere più.La scuola pubblica non è in competizione con le scuole private, non è la lotta tra Rai e Mediaset o tra due supermercati per conquistarsi uno spettatore o un cliente in più, non mettiamola su questo piano...La scuola di Stato è quella che si finanzia con le tasse dei cittadini, anche di quelli che non hanno figli e anche di quelli che mandano i figli alla scuola privata, è questo il punto. E’ una conquista, è come l’acqua che ti arriva al rubinetto: poi ognuno può comprarsi l’acqua minerale che preferisce ma guai a chi avvelena l’acqua del rubinetto per vendere più acque minerali. E’ una conquista della civiltà che diventa un diritto nel momento in cui viene sancito. Ma era un diritto di tutti i bambini già prima, solo che andava conquistato, andava affermato. La scuola pubblica va difesa, curata, migliorata.In quanto idea, e poi proprio in quanto scuola: coi banchi gli insegnanti i ragazzi le lavagne. Bisogna amarla, ed esserne fieri."

Inculcare: che brutta parola ... Sa di indottrinamento, è antipedagogica; è quello che un educatore non fa ...
Grazie Lorenzo per questo contributo.
Le parole del presidente del consiglio 

Il referendum abrogativo secondo la Costituzione

Articolo 75

E` indetto referendum popolare per deliberare l'abrogazione, totale o parziale, di una legge o di un atto avente valore di legge , quando lo richiedono cinquecentomila elettori o cinque Consigli regionali.
Non è ammesso il referendum per le leggi tributarie e di bilancio, di amnistia e di indulto, di autorizzazione a ratificare trattati internazionali .
Hanno diritto di partecipare al referendum tutti i cittadini chiamati ad eleggere la Camera dei deputati.
La proposta soggetta a referendum è approvata se ha partecipato alla votazione la maggioranza degli aventi diritto, e se è raggiunta la maggioranza dei voti validamente espressi.
La legge determina le modalità di attuazione del referendum.

Il referendum designa la sovranità del popolo; è la forma in cui  gli aventi diritto al voto possono intervenire direttamente nell' assetto legislativo; è un diritto preziosissimo; un' occasione di partecipazione democratica diretta e irrinunciabile.

Viene promosso dai Consigli Regionali(5) o da 500.000 elettori con l' adesione volontaria ad un quesito; l' intervento diretto (tanto nella definizione dei termini del referendum che nella consultazione elettorale per l' abrogazione totale o parziale di una legge o per confermarla tale quale essa è ) , è una forma di massima espressione della sovranità popolare. 

Pertanto, dopo aver espresso le ragioni dei 4 SI'  da marzo ad oggi, mi sento di dire a tutti e a ciascuno:

Il 12 o il 13 giugno VAI A VOTARE!

Esprimi il tuo parere, fai sentire la tua voce, in tutta libertà e serenità; non rinunciare a questo diritto; non lasciare che siano gli altri a decidere per te, soprattutto nella forma più deleteria, che determina  la morte del referendum, per assenza degli aventi diritto !!!! 

venerdì 13 maggio 2011

Spariti due post del 12 maggio

Ho constatato la sospensione del servizio blogger: ma perché mi sono spariti due post????? E anche una bozza non pubblicata. E' successo anche a qualcuno di  voi???


Sulla privatizzazione dell' acqua



Primo quesito abrogativo

« Volete Voi che sia abrogato l’art. 23-bis (Servizi pubblici locali di rilevanza economica) del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112 “Disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività, la stabilizzazione della finanza pubblica e finanza la perequazione tributaria”, convertito, con modificazioni, in legge 6 agosto 2008, n. 133, come modificato dall’art. 30, comma 26, della legge 23 luglio 2009, n. 99, recante “Disposizioni per lo sviluppo e l’internazionalizzazione delle imprese, nonché in materia di energia”, e dall’art. 15 del decreto-legge 25 settembre 2009, n. 135, recante “Disposizioni urgenti per l’attuazione di obblighi comunitari e per l’esecuzione di sentenze della corte di giustizia della Comunità europea”, convertito, con modificazioni, in legge 20 novembre 2009, n. 166, nel testo risultante a seguito della sentenza n. 325 del 2010 della Corte costituzionale? »

SI'
Rispondendo sì, diciamo NO alla gestione privata del servizio idrico, favorendo nel contempo la gestione del medesimo servizio da parte di enti pubblici con la partecipazione di cittadini ed enti locali.

Secondo quesito abrogativo

Volete voi che sia abrogato il comma 1, dell’art. 154 (Tariffa del servizio idrico integrato) del Decreto Legislativo n. 152 del 3 aprile 2006 “Norme in materia ambientale”, limitatamente alla seguente parte: “dell’adeguatezza della remunerazione del capitale investito”?

SI' 
Votando SI'eliminiamo il comma che consente al gestore privato di ottenere profitti sulla tariffa.

giovedì 12 maggio 2011

Informazioni mai ascoltate dal servizio RAI

Questa è informazione non propagandistica,ma perchè in tarda serata?
Questa sì che è propaganda, ma alla disinformazione e all' ignoranza (al non sapere).


lunedì 9 maggio 2011

I cento passi

Con questo film edito nel 2000 viene alla luce la storia di Peppino Impastato, giovane impegnato nella lotta contro la maia nella sua terra di Sicilia. Peppino ebbe il coraggio di mettersi contro la sua famiglia, di accettare di essere cacciato di casa e di combattere strenuamente, con determinazione, passione, coraggio, fantasia, per costruire un mondo migliore. Finì tragicamente nel 1978, nel giorno della morte di Aldo Moro.
La morte di Moro impegnò i media e l' opinione pubblica offuscando quella non meno tragica di Peppino Impastato:

« Questo non è un film sulla mafia, non appartiene al genere. È piuttosto un film sull’energia, sulla voglia di costruire, sull’immaginazione e la felicità di un gruppo di ragazzi che hanno osato guardare il cielo e sfidare il mondo nell'illusione di cambiarlo. È un film sul conflitto famigliare, sull’amore e la disillusione, sulla vergogna di appartenere allo stesso sangue. È un film su ciò che di buono i ragazzi del ’68 sono riusciti a fare, sulle loro utopie, sul loro coraggio. Se oggi la Sicilia è cambiata e nessuno può fingere che la mafia non esista, ma questo non riguarda solo i siciliani, molto si deve all’esempio di persone come Peppino, alla loro fantasia, al loro dolore, alla loro allegra disobbedienza. »
 Non trovo parole più incisive di quelle del regista Marco Tullio Giordano.


sabato 7 maggio 2011

Il legittimo impedimento - quarto quesito referendario

Il quesito abrogativo n.4 del Referendum intende abolire la legge 51 del 7 aprile 2010: tale legge prevede una serie di impedimenti a comparire in giudizio, da parte del Presidente del Consiglio e dei Ministri per tutta la durata del loro mandato.
In questo modo i magistrati sono costretti ad accettare la richiesta a NON COMPARIRE IN TRIBUNALE per l' appello al legittimo impedimento da parte dei ministri e del presidente del consiglio; ergo eventuali processi  sarebbero rinviati OLTRE IL MANDATO.
Ora, questa legge per me è palesemente anticostituzionale, semplicemente perché implica discriminazioni, contravvenendo a quanto stabilito di principio dall' articolo 3 della Costituzione della Repubblica che così recita:
"Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.
[...]

Al quesito referendario così espresso:
«Volete voi che sia abrogata la legge 7 aprile 2010, n. 51, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 81 dell'8 aprile 2010, recante "Disposizioni in materia di impedimento a comparire in udienza"?»

Io rispondo, senza dubbio,     SI'

giovedì 5 maggio 2011

Sul referendum 12 e 13 giugno 2011

I referendum abrogativi inizialmente erano 4: nucleare, privatizzazione dell' acqua(2), e legittimo impedimento.

Nessuna informazione sulle questioni referendarie, né tantomeno istruzioni sul come si vota: la disinformazione e i potenti distrattori propinati massicciamente dalla televisione sono una propaganda implicita per la vanificazione del referendum medesimo.

L' incidente di Fukushima però ridesta le coscienze; i ricordi volano sulla catastrofe nucleare di Cernobyl; la blogosfera, i social network fanno il resto. E ben presto la situazione allarmante del Giappone fa il giro del mondo e con essa si fa strada nelle coscienze il dubbio, anzi la certezza che il nucleare sicuro è un' utopia, che i danni di un incidente sono incalcolaboli, in quanto si propagano nel tempo modificando l' habitat di questo pianeta che abbiamo il sacrosanto dovere di mantenere indenne da ogni mutazione perniciosa per noi e per le generazioni a venire.

Ma torniamo al referendum: Greenpeace formula una petizione, per accorpare il referendum alle amministrative di maggio. Lo scopo è duplice e doppiamente vantaggioso per il popolo italiano: un risparmio di 400 milioni di euro euro (tanto costerebbe la consultazione referendaria) e assicurare una partecipazione più democratica, in modo da garantire il quorum dell' affluenza alle urne. Servono 25.000 votanti per validare il referendum e raggiungere il quorum. Sono arrivate al ministro Maroni 130.000 mail, ma ciò non sortisce alcun effetto. Nessun accorpamento, in barba alla crisi economica!Tanto c' è chi paga!!!
Il referendum  resta fissato alla data ultima consentita: 12 e 13 giugno, in una domenica vacanziera a scuole chiuse! Qui il commento è puramente superfluo...

Ma non basta: si aggiunge una mossa strategica. Il referendum del nucleare rischia di essere cancellato dalla petizione. Insomma l' avversario si ritira volontariamente. Non vedo nulla di rassicurante in ciò né per la salvaguardia ambientale, né per la nostra salute. Ritirare il referendum non si traduce con la conversione alle energie alternative; significa semplicemente accantonare la questione per riaffrontarla in tempi più opportuni. (non è  un' opinione: per chi non lo avesse chiaro il premier lo spiega bene)

Non essendoci più la spinta motivazionale antinucleare, quante persone andrebbero a votare il 12 e 13 giugno?
Quante conoscono i termini dei rimanenti referendum abrogativi ? (privatizzazione dell' acqua e legittimo impedimento). Ecco l' obiettivo meno palese del ritiro del nucleare: invalidare i restanti quesiti referendari.Ma noi il quorum lo raggiungeremo perché sono certa, andremo alle urne anche e solo per gli altri tre referendum, senza mai abbassare l' attenzione sul nucleare.




Come si può ascoltare, l' esplicitazione del parlante non contraddice la mia opinione. A presto un nuovo post sugli altri referendum.
Ma, anche senza il nucleare noi andremo comunque alle urne per apporre i nostri

 SI', decisi e uniti.

A presto un nuovo post sulla privatizzazione dell' acqua e sul legittimo impedimento.

domenica 1 maggio 2011

Il Primo Maggio e le tradizioni culinarie abruzzesi


Le virtù teramane (ma non solo)


Per il mondo rurale abruzzese, il mese di aprile decretava la fine effettiva dell' inverno e il Primo Maggio l' apertura della bella stagione; non da un punto di vista astronomico, ma da un punto di vista più pragmatico, riferito alle risorse alimentari.
La fine di aprile era preposta alla pulizia delle dispense, in tutti i sensi. I residui della stagione invernale (legumi e cereali), lungi dall' essere spazzati, venivano cucinati separatamente, rispettando i tempi di cottura di ciascuno e poi sapientemente mescolati alle primizie della bella stagione, in un tripudio di sapori, per essere consumati il Primo Maggio.

I miei ricordi di bambina vanno agli scambi che le massaie si facevano per rendere il più possibile variegato quel piatto, anche nei vari formati di pasta comprata. Il risultato era una squisitezza, non un pappone amorfo!

L' area teramana ha coltivato questa tradizione nei passaggi generazionali ed oggi la consumazione è un rito che rafforza i vincoli parentali ed amicali ancorché occasione di allegra convivialità. Le varietà sono molteplici, ma il denominatore comune è il sette:
Sette sono i tipi di legumi, sette le verdure, sette le erbe aromatiche, sette i tipi di carne, sette i formati di pasta ...Tutto secondo i propri tempi di cottura, senza mai assemblarli se non dopo la preparazione. Sette è un numero fortemente simbolico: sette i cieli dell' antichità, sette i vizi capitali, sette i colori dell' iride ...

Perché mai le virtu?
Io darei una duplice spiegazione: La virtù dell' amorevole pazienza di chi cucina e la virtù del duro lavoro dei campi da cui la maggior parte degli ingredienti proviene

martedì 26 aprile 2011

La guerra ha inizio ma ... c' è un re che non scende dal trono ...



... intanto cadono sull' erba mille bravi cittadini!!


" .. tutto ciò che promuove l’evoluzione civile lavora anche contro la guerra."
Conclusione di una lettera di Freud in risposta ad una di Einstein.
Qui si possono leggere entrambe le lettere.



Una notazione personale: non c' è guerra che sia giusta!!!! No! Non può essere giustificata. Dietro ogni guerra c' è un interesse economico. Non c' è popolo che si sia fatto scannare per un ideale.
Questa chiosa di Freud fu il tema di italiano del mio esame di maturità; e gli argomenti che portai a sostegno della sua tesi furono in sostanza quelli citati. Qualche mia argomentazione concordava con quelle di Einstein la cui lettera non conoscevo : in particolare il connubio potere-interesse economico, anche legato all' industria bellica.
All' orale un esaminatore mi contestò (erano gli anni 70) asserendo che c' erano state anche guerre di religione e che quelle sì, erano votate ad una giusta causa ... Lasciam perdere ....







venerdì 22 aprile 2011

Proposta di modifica dell' articolo 1 della Costituzione

''L'Italia e' una Repubblica democratica fondata sul lavoro e sulla centralita' del Parlamento quale titolare supremo della rappresentanza politica della volonta' popolare espressa mediante procedimento elettorale''.
Questa dovrebbe essere la revisione dell' articolo 1 vigente della Costituzione che così recita:

"L'Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro.
La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione."

Sembra una quisquilia, invece le implicazioni sarebbero molteplici: in primis sancirebbe il potere assoluto del Parlamento.
Se venisse approvata la proposta,  la Carta Costituzionale del nostro paese sarebbe completamente stravolta di fatto e di diritto. Centralità del Parlamento significherebbe pieni poteri, senza limiti. E il ruolo del Presidente? E la Corte Costituzionale? E il governo?
I padri costituenti avevano ben pensato di orchestrare ruoli e funzioni di tutti gli organi dello Stato,per scongiurare ogni forma di attentato alla democrazia, sebbene la centralità del Parlamento sia il principio ispiratore che traspare da tutta la Costituzione.

Ma perché poi dovrebbe essere cambiato l' articolo 1? Qual è l' urgenza?

Risponde espressamente il deputato proponente:

''La mia e' una proposta di legge fatta a titolo personale. Non ne ho parlato con Berlusconi ne' con altri dirigenti del Pdl. Ho fatto alcune riflessioni in questo periodo ed a mio avviso credo che vada riaffermata la centralita' del Parlamento''.

Inoltre:

«Visto che al momento non è possibile fare una riforma in senso presidenziale come vorrebbe Berlusconi, per ora ribadiamo la centralità del Parlamento troppo spesso mortificata, quando fa una legge, o dal presidente della Repubblica che non la firma o dalla Corte costituzionale che la abroga. Occorre ristabilire la gerarchia tra i poteri dello Stato. Se c'è un conflitto, occorre specificare quale potere è superiore»

Meditiamo ...

domenica 17 aprile 2011

Buona domenica di pace!

L’ulivo Benedetto
Oh, i bei rami d’ulivo! chi ne vuole?
Son benedetti, li ha baciati il sole.
In queste foglioline tenerelle
vi sono scritte tante cose belle.
Sull’uscio, alla finestra, accanto al letto
metteteci l’ulivo benedetto!
Come la luce e le stelle serene:
un po’ di pace ci fa tanto bene.

Giovanni Pascoli



E' dalla notte che pensavo:
"Domani mattina, alle 8.00 sarò in chiesa, devo essere presente alla benedizione dei ramoscelli d' ulivo, in barba agli impegni, che poi, si sa, sul tardi non sarà possibile, e alla sera, capiterà l' imprevisto".

Dopo tante primavere prevedo quale sarà il rito e quale la liturgia della parola, anche se la mia fede è in un periodo di stasi; le mareggiate e le tempeste della vita mi hanno inaridita sotto questo profilo, piuttosto che fortificarmi.

Mi reco di buona lena ala chiesa del mio ex quartiere di residenza(da due anni sono nel nuovo). Arrivo puntuale, vedo i fedeli con i ramoscelli in mano, riconosco alcune persone, vorrei chiedere dove li hanno trovati, ma decido di attendere la fine della messa per non disturbare; che li abbiano già benedetti prima della funzione?

L' ultima lettura la sento abbreviata rispetto agli altri anni, ma comprendo, non ci sono giovani, ma soprattutto anziani, quindi è il parroco che legge la Passione ... Cerco di raccogliermi.... non ci riesco ... Non mi sento coinvolta(mea culpa); bisogna educarsi, mi dico, essere assidui, la fede va coltivata affinché si accresca... Bisogna sentirsi parte di una comunità ....

La lettura termina.

10 secondi di silenzio, poi il rito si conclude. Niente omelia. Non un pensiero di meditazione condivisa ... Vabbé, mi dico,  c' è poco da dire, è una pagina forte che parla da sé. Si avvicina la benedizione finale. Un' anziana a me vicina, mi porge parte del suo ramoscello affinché anch' io porti con me il mio ulivo benedetto. Mi commuovo. Finalmente vivo un momento di incontro... Intanto l' anziana bisbiglia:
- Devono essere benedetti; ora c' è la benedizione.
Ed io :
- Ma dove lo ha preso ? ... Li hanno distribuiti prima della funzione?
- No, signora, c' era un fascio davanti alla chiesa, non lo ha visto?
- Sinceramente non ci ho fatto caso ....
Il sacerdote prima della benedizione, dà dei ragguagli circa il pellegrinaggio per non so dove ... non ascolto ... sono incerta se uscire a cercare altri rametti, ma poi mi dico che è meglio di no, altrimenti rischierei di non essere presente al rito di benedizione delle palme ....

La benedizione è veloce, quella finale di tutte le messe, senza alcun riferimento alla specifica festività; e noi ci guardiamo perplessi; poi una voce in sottofondo:
- La benedizione delle palme alle 11.00... in piazza T.  ...
Il prete era già in sagrestia ...
Ci fermiamo sul sagrato in silenzio ....
L' anziana mi raggiunge; ora è lei l' interrogativa:
- Signora ... ma le ha benedette "così" le palme??
- Non ci saremo in Piazza T. alle 11.00, ma non fa niente, basta il simbolo ...- fa eco la moglie del farmacista; anche lei venuta di buon ora ....

Torno a casa rapidamente trotterellando, penso alla torta da preparare per Cristian, oggi compie 29 anni, gliela farò trovare per il suo ritorno alle 15.00; guardo il mio ramoscello e mi dico:
"forse andava bene anche un ramoscello dell' ulivo del mio giardino se basta il simbolo; magari  accompagnato da una lettura meditativa con la candela accesa, nel silenzio della mia casa".

mercoledì 13 aprile 2011

Zuppa di cascigni e fagioli


Protagonista di questa semplice preparazione è il taràssaco che in Abruzzo chiamiamo cascigno.

1. Pulire e lessare i cascigni; indi scolarli e insaporirli in un soffritto di aglio e peperoncino preferibilmente in un largo tegame di coccio;
2. Versare una pari o comunque proporzionata quantità di fagioli borlotti, precedentemente lessati o in alternativa usare quelli in barattolo;
3.Insaporire il tutto aggiungendo un mestolo di acqua di cottura di cascigni e una di fagioli;
4.Completare la cottura a fiamma vivace per 5/6 minuti
La zuppa si accompagna preferibilmente con pane integrale; la tradizione contadina la vuole associata alla pizza di farina di mais (la cosiddetta pizze di randinie, cioè di grano d' India); provare per credere...

Il cascigno, può finire in un saporito minestrone insieme alle altre cicorie spontanee (spranie, casselle, rapacciole di cui non conosco il termine italiano) oppure nel riso e cicoria, sostituendo egregiamente la cicoria del fruttivendolo. La sua acqua di cottura può essere la base di un consommé arricchito da cubetti di pane raffermo soffritto secondo le nostre usanze regionali.
Può essere velocemente passatoin padella (dopo essere stato brevemente lessato) con l' aggiunta di uova e formaggio grattugiato battuti a mo' di frittata e insaporiti di pepe e sale.
Molto semplicemente può essere consumato crudo nelle insalate miste...Le radici possono essere usate per tisane depurative.... Be' ...potrei continuare all' infinito, ma mi fermo qui...

A conclusione del largo impiego di questa erbacea spontanea nelle mie preparazioni culinarie da fine inverno a tarda primavera (in estate è un po' troppo dura e amara), vorrei spendere due parole in omaggio alla sue proprietà benefiche: depura e rinvigorisce la funzionalità di stomaco, fegato e pancreas; riduce gli effetti negativi dell' invecchiamento grazie alle potenti sostanze antiossidanti che combattono i radicali liberi.

Attecchisce praticamente dappertutto, prediligendo i bordi dei sentieri, quasi ad aiutarci ad essere trovata; più ne prendi e più ce ne ritrovi alla passeggiata successiva, a testimonianza della generosità della terra che si esprime maggiormente nei suoi frutti spontanei.
Concludo questa ode al cascigno con una frase del medico Ippocrate (400 a. C):

"Fa' che il tuo cibo sia la medicina, e che la Medicina sia il tuo cibo…" massima preziosa di cui il cascigno è solo uno degli innumerevoli esempi ...

mercoledì 6 aprile 2011

6 aprile 2011 ... L' Aquila due anni dopo ...

Ricordando tutti, quelli che ci sono ancora e quelli che non ci sono più, in particolare Sandro e Flavia ...

Augurando di vero cuore ai miei concittadini abruzzesi di ricostruire al più presto il cuore della loro città che mi ha accolto negli anni giovanili durante i primi studi universitari: nelle sue piazze, lungo i portici, nei suoi angoli più suggestivi.

Seguo le vicende dal blog della strenua Anna Pacifica Colasacco, rimasta sempre lì, anche nei momenti più precari, con la dignità e il coraggio tipici degli aquilani.

sabato 2 aprile 2011

Referendum popolare al 12 13 giugno

La petizione, nonostante le migliaia e migliaia di adesioni, non è stata presa in considerazione dal ministro Maroni. Avrà i suoi "buoni" motivi ...
Se non ricordo male però, nel 2009, lo stesso ministro propose l' accorpamento di amministrative ed europee per contenere la spesa pubblica ...

Sono fiduciosa: il quorum sarà raggiunto, anche se le scuole saranno chiuse e le famiglie italiane saranno proiettate nelle vacanze di fine settimane.

SI' all' abrogazione del nucleare!

domenica 20 marzo 2011

Commenti al post "Fukushima e il problema nucleare"


Incollo gli interessanti commenti al mio precedente post del 12 marzo sulla situazione di Fukushima,  per dare visibilità ai contenuti espressi nelle comunicazioni asincrone tra alcuni bloggers: credo nel valore della conoscenza, come riflessione sui dati assunti, come mezzo di  rielaborazione delle opinioni precedenti e come arricchimento di valori aggiunti.  E' un esempio di dialogo aperto, sincero e disinteressato veicolato dalla  rete, nuovo modo di stare al mondo ... insieme a quello in presenza.
Inizialmennte volevo farne una sintesi, ma poi ho deciso diversamente perché preferisco non filtrare il discorso che è dinamico ed ha senso nell' intreccio delle relazioni.
 
mark ha detto...
Per riappropriarci della nostra vita dobbiamo rinuciare al profitto, al potere, al consumo sfrenato e riportare il rispetto ed i valori al centro di ogni sviluppo. Il nucleare è una fote di energia obsoleta e non sicura, e come il petrolio legata ad elementi destinati ad esaurirsi.
Graziana ha detto...
Infatti ... La scienza si dice che sia neutrale ed avalutativa rispetto ai valori:nulla di più falso. Può essere avalutativo lo studio della scissione dell' atomo, tanto per restare in tema, ma qualunque applicazione non può assolutamente prescindere dai valori.
de luick ha detto...
le nucleaire est propre comme energie mais tres dangereuse
Graziana ha detto...
C' est vrai ... il est donc préférable l'énergie solaire, propre et pas dangereuse. Merci bien et bon dimanche!
Luigina ha detto...
Eppure Graziana quasi tutti i paesi europei e anche gli USA danno la preferenza al nucleare,e nel nostro ignorano l'esito di un referendum contro questa fonte di energia e boicottano altre fonti di energia pulita, ma non dannosa alla salute. Ora i nostri media, asserviti al loro padrone, stanno facendo una campagna di disinformazione per nascondere la vera entità della catastrofe alle centrali giapponesi(ora sono 2). Siamo a 85000 persone evacuate finora. Altro che Cernobyl :(
Graziana ha detto...
Non conoscevo questi numeri perché non ho ascoltato i notiziari, ma sin dall' inizio c' era questa tendenza a tacere e a minimizzare; quando l' atteggiamento è omertoso è segno che la veirità è ben più seria ... Siamo di fronte ad una seria catastrofe ambientale che si aggiunge a quella naturale. Luigina, l' esito del referendum è stato puntualmente ignorato; capisco che le inversioni di rotta sono costose e non semplici, però, sarebbe doveroso puntare sulla sicurezza e sulla salute in fatto di energia.
Carolina ha detto...
E' una tragedia dalle dimensioni enormi. E sul nucleare io mi chiedo: dov'è la verità? Non credo più a quanto dicono. Non credo più alle bonifiche di paura sotto strategie di marketing e manipolazione politica.A volte ho la sensazione che l'unica aspirazione dell'uomo sia distruggere e basta.
Graziana ha detto...
@Carolina Io sono una profana, però quello che mi spaventa del nucleare è che esso ha una sua logica che sfugge completamente al controllo dell' uomo. Va tutto bene fino a quando tutto procede secondo i piani. Nel momento in cui un solo dettaglio esula dalla linearità, s' innesca un meccanismo che va per conto suo, che si arresterà, ma non prima di aver causato disastri incalcolabili e profondamente ingiusti. Questo è dimostrato dalle ultime notizie, rassicurani all' inizio ma ora alquanto allarmanti: siamo pervenuti all' esplosione di un reattore di Fukushima e della parziale fusione delle barre di uranio.. Ripeto quanto già espresso: perché non imparare dall' esperienza? Possibile che un popolo che ha vissuto le conseguenze di Hiroshima e Nagasaki (situazione del tutto diversa)abbia investito sul nucleare? Bha ... Il progetto Desertec(http://www.desertecitaly.altervista.org/Il-progetto-Desertec.html)è uno degli esempi che dimostra una strada diversa ed alternativa.
Carolina ha detto...
Ne so troppo poco per poter decidere in maniera univoca. Se il Giappone ha scelto di investire in nucleare, avrà avuto i suoi ottimi motivi. Non a caso è una potenza indubbia a livello economico. Con una tecnologia molto avanzata. Poi ci sono le variabili, il caso, gli errori umani. E' difficile dare un giudizio..
Graziana ha detto...
@Carolina Ne so poco anch' io e non mi erigo a giudice, ma sono comunque portatrice di opinioni sorrette solo dalla ragionevolezza. Le mie motivazioni sono etiche, non scientifiche e né orientate al profitto economico. Sicuramente non vorrei una centrale nucleare sotto casa mia, né all'altra parte del mondo; allo stesso modo non vorrei dalle mie parti né altrove un sito per lo stoccaggio di scorie nucleari; Il solo pensiero che restano radioattive mediamente per 150/200anni mi fa accapponare la pelle... L' alternativa esiste ed è possibile, anche se non facile né immediata: l'energia da fonti rinnovabili. L' eolico e il fotovoltaico associati a un razionale risparmio energetico potrebbero aprire nuovi scenari.
Exodus ha detto...
L'énergie nucléaire est une saleté très dangereuse et très chère. Elle n'est pas propre du tout! Il nucleare dal punto di vista economico non ha alcuna convenienza. I paesi come Francia e Stati Uniti che producono energia nucleare per scopi civili, lo fanno perchè il nucleare serviva cmq per scopi bellici. Dato che le centrali dovevano per forza esserci, e sarebbero state finanziate, ovviamente, dalla collettività, allora una ricaduta anche nel campo civile diventa conveniente in quanto l'investimento andava comunque effettuato. Ma un puro "nucleare civile" non è affatto conveniente. La centrale dura quaranta anni, lo stoccaggio delle scorie costa per... diecimila anni? La maggior parte dell'energia viene consumata per autotrazione e riscaldamento. Come si fa a immettere energia elettrica nel serbatoio della benzina o del diesel? Si deve cambiare la tecnologia dell'auto? E quanto viene a costare, in termini energetici, sostituire le milioni di auto finora prodotte? L'equivalente di cento centrali nucleari per quanti anni? E come facciamo a far andare ad energia elettrica (nucleare diciamo) tutti i nostri impianti che sono a gas? Li sostituiamo tutti? Altre centrali nucleari da costruire per risolvere un problema che verrà creato proprio dal tentativo di risolverle un problema con il nucleare? Sono contrario al progetto Desertec, è una follia. Cmq, il fatto che un Paese come l’Italia che ha l’80% di coste non sfrutta l’energie delle maree basta da solo a far comprendere che tutti i discorsi sull'energia non hanno nessuna base reale. Per non parlare del fotovoltaico, ma non quello delle megacentrali: basterebbe finanziare il posizionamento di pannelli su qualunque casa italica. Costerebbe meno di una centrale. Teniamo l'eternit sui tetti e abbiamo paura dei pannelli. Mah...
Exodus ha detto...
Non esiste un problema energetico in quanto l'intera realtà in cui viviamo non è altro che una concentrazione di energia. Che diventa materia. E = Mc2. Non esiste un problema tecnologico in quanto la creatività umana è tale da spedire della gente e spedirla a zonzo nello spazio. Oppure permette ai grattacieli nipponici di ondeggiare come palme senza schiantarsi sotto la spinta del terremoto. (Vedi il libro "nel buio degli anni luce" di Piero Angela, del 1970!!!). Non esiste un problema economico in quanto viviamo in un mondo che ha troppo di tutto e cerca sempre nuovi "acquirenti", che getta, disperde e distrugge. Anche in Africa, non manca il cibo, manca il denaro per comprarlo il cibo. Ma per tutto è così. C'è addirittura troppo di tutto. Esiste un problema umano. Di creare scarsità, di energia, lavoro, denaro, altro. Chi crea scarsità per gli altri si pone ai vertici di un sistema, lo domina. E a questo non c'è rimedio. Tranne un altro diluvio che spazzi via la razza umana. Ma finchè c'è l'uomo si può solo... pregare che non riesca a distruggere il pianeta oltre che sé stesso.
Exodus ha detto...
# Carolina: la scelta nucleare del Giappone è stata molto semplice: devastata dalla seconda guerra mondiale doveva a tutti i costi riprendersi o morire. Non avendo materie prime, volendo risorgere, ha fatto il passo più "semplice" per approvvigionarsi di quel tipo particolare di energia: produrlo. Non poteva impiegare l'esercito per controllare le rotte del petrolio come fanno gli Stati Uniti, dato che... dlla fine della guerra fino a pochi anni fa non aveva più avuto un esercito. Il Giappone è un paese unito, se un governo decide "nucleare sia", il popolo dice "nucleare sia". Per la gloria del giappone. I giapponesi temono i terremoti, gli tsunami, che conoscono. Infatti le zone ferocemente ostili al nucleare civile sono Hiroshima e Nagasaki. Aveva sì i suoi ottimi motivi: la mancanza di alternative, dati gli obiettivi che si era posta. Non bisogna confondere la saggezza con la fortuna di non aver avuto finora incidenti. Anche la Russia e gli Stati Uniti non avevano avuto problemi prima di Chernobyl (incidente livello 7) e Three Mile Island (incidente livello 5, lo stesso di Fukushima).
Graziana ha detto...
@ Exodus: Ho gustato con interesse tutte le tue dissertazioni proiettate da più angolazioni. Complimenti vivissimi! Benvenga chi possiede più conoscenze di me!!! Credo moltissimo nelle comunità di rete, nella circolarità delle conoscenze che internet potenzialmente favorisce e di fatto, qui lo stiamo dimostrando alla grande. Quanto al progetto Desertec non ne so di più di quanto ne dice il link alla colonna a destra della home di questo blog: forse è una follia in termini di costi-benefici? "Non bisogna confondere la saggezza con la fortuna di non aver avuto finora incidenti." Questa asserzione sintetizza mille discorsi; è la risposta che darei ai cervelloni che parlano di statistica applicata ai casi di incidenti nucleari: dietro alla catastrofe di Chernobyl, tanto per fare solo un esempio, ci sono migliaia di morti di tumore alla tiroide, tra cui mollti bambini ... E che dire delle mutazioni genetiche le quali esplodono anche dopo salti generazionali ... Intanto il mio pensiero va agli operatori rimasti a limitare i danni a Fukushima: stanno lavorando indirettamente anche per noi che siamo lontani. Avrei voluto vedere insieme a loro qualche fautore del nucleare, e mi si perdoni il tono infantile di questa considerazione ... Grazie ancora per i tuoi commenti e buona giornata.
Exodus ha detto...
Ciao, per il desertec, riprendo alcune considerazioni che avevo sviluppato su di un altro sito. Desertec è il progetto di costruire megaimpianti solari nei deserti del pianeta. Obiezioni al Desertec: Queste megastrutture non fanno altro che esportare la globalizzazione. Ammesso che si realizzi qualcosa si farà nel campo energetico quanto fatto in quello industriale: trasferiamo tutto in cina e ne diventiamo dipendenti. Paghi tre soldi ai cinesi il resto lo pappano i magnaccia. e poi costruiamo rigassificatori “puliti” e per trasportare l’energia da un punto all’altro del pianeta ne sprechiamo più del 60% e inquiniamo a più non posso. Se a me serve energia a Taranto perchè devo produrla in un deserto africano? Manca sole in Italia? Mancano tetti da cui togliere l’amianto e piazzare invece un pannello? Tra l’altro l’intervento viene considerato una bonifica da materiale pericoloso. Finchè non si punta alla produzione dove c’è il consumo, dalla spirale di altri che da lontano controllano la tua vita non si esce. Obiezioni al concetto: i deserti sono privi di utilità, dagli studi effettuati potrebbero produrre più di quello che ci serve. Inoltre sarebbe un modo per dare sussitenza ai paesi che “ospitano” gli impianti: Il tuo ragionamento (terre deserte che potrebbero essere utili) è stato sviluppato per la mia regione, la Sicilia. Risultato: disastro ambientale, maggiore concentrazione europea di raffinerie di petrolio (Siracusa), proventi andati ai petrolieri e numero irrisorio di posti di lavoro rispetto ai danni subiti e a ciò che è stato dato. Poi si è iniziato a smantellare e tanti saluti. E se si litiga in quei Paesi (del deserto) non ci chiudono i rubinetti (Ucraina docet)? (segue...)
Exodus ha detto...
(seguito...) In nigeria non ne parliamo, hanno devastato tutto. Per costruire impianti, in tutto il mondo, petrolio, uranio, bauxite, coltan, gasdotti, pagano fior di tangenti a gente coi fucili che bellamente provoca massacri e poi gli stessi governi che pagano fanno ricorso alla corte dell’Aia, nascono le organizzazioni umanitarie, e tutto il resto. Perchè è sempre più facile smerciare la merdaccia a casa d’altri. Tanto sono posti “inutili” (il posto dove siamo noi lo consideriamo più “utile”) Ma il costo dell’energia alla fine, è diminuito? Cmq chiunque abbia studiato fisica sa che il nostro pianeta non è altro che un involucro di energia. Ma poi chi l’ha detto che i deserti sono inutili? Devono servire per produrre? E quindi per consumare qualcosa che producono? E siamo sempre lì, aumentare ancora il consumo. E siamo noi che abbiamo deciso cosa è utile e cosa no, in base alle nostre esigenze di consumo, più energia per fare andare avanti la nostra società che già di energia ne spreca più della metà. E tutta l’energia necessaria per costruire i megaimpianti, da dove viene presa? Trasportiamo migliaia di tonnellate di acciaio e apparecchiature in mezzo al deserto? E quando si pareggia il bilancio energetico della costruzione? Poi però negli uffici italiani lasciano le luci accese anche di notte, il condizionatore a manetta che io ho freddo d’estate e caldo d’inverno, che vado in giro col golfino ad agosto e in maglietta a dicembre, e poi decido di impiantare i megaimpianti a casa d’altri. Si perchè i luoghi deserti non esistono, anche lì esiste um microclima con gente e animali che hanno imparato a convivere, ma tanto per noi sono inutili, possiamo andare a rompere. E’ lo stesso, uguale, discorso fatto per i paesi produttori di petrolio (deserti) solo che invece del petrolio lì si trova un’altra fonte energetica (solare). Zac, siamo d’accapo.
Exodus ha detto...
Obiezioni al concetto: ma sei uno che vuole starsene fermo mentre il mondo va avanti?”. Va avanti davvero il mondo solo perchè si producono un milione di Iphone e posso comunicare con gente che non mi conosce, non mi ama, al massimo è curiosa di sapere come condire la pasta col ragù e lo chiede dall’Islanda ad un italiano? Obiezioni al concetto: serve energia anche per l'autoproduzione "ecologica" La situazione è talmente degenerata che non serve neppure l’autoproduzione, basterebbe il recupero della roba buttata. Mi rifornisco di pane alla mensa aziendale, dove lo buttano a fine giornata e mi hanno regalato tanti di quei panettoni che ne avrò per mesi. Avevo bisogno di un tavolo, ho comprato 4 piedi all’Ikea (10 € in tutto, se fossi stato più bravo li avrei costruiti io) in discarica ho trovato due belle tavole di legno, due placche e l’ho costruito. Poi l’ho colorato per passare il tempo. Ultima nota per i tecnici andati in quell'infermo di Fukushima: le loro mogli sono già vedove e i loro figli già orfani, vedranno spegnersi la persona che amano senza poter fare niente. Alle radiazioni non si sfugge, non c'è cura possibile. I tecnici, gli operatori, l'elicotterista che buttò non so quale materiale nelle ciminiere di Cernobyl salvando quella parte di mondo, sono tutti morti. Perché non inviarci i nostri ministri? Ma soprattutto, prima ancora che firmare petizioni (che ritengo cmq utili), perché non invitare tutti le persone favorevoli al nucleare a prendersi una pizza a Fukushima? Non cambieranno certo idea, ma passando tutte a miglior vita (o avendo in seguito ben altri problemi!) resterebbero solo i contrari al nucleare!!!
Luigina ha detto...
@ Ringrazio anch'io Exodus per le utili informazioni che approfondiscono il tema del problema nucleare, che varrebbero uno o più post per avere più visibilità, anziché essere relegati a più commenti
Graziana ha detto...
Hai ragione Luigina, avevo in mente di incollarli come post, ovviamente attribuendo all' autore.
Luigina ha detto...
Sei ancora in tempo;)
Exodus ha detto...
Il problema è che in questo momento c'è un picco di attenzione, ma cosa succederà domani, quando la guardia si sarà abbassata? E non possiamo neanche pensare di stare ogni giorno attenti a tutti i disastri (potenziali) che incombono in quanto ormai sono così tanti che vivremmo in uno stato di ansia continua. Temo che la tecnologia, la scienza, stiano costruendo un inferno sulla terra, quando potrebbe essere un paradiso. Siamo in grado di salvare molte vite umane ieri destinate alla sofferenza e alla morte, ma l'altro piatto della bilancia è stato ipotecato da una capacità distruttiva senza limiti: nucleare, nuove guerre, nuove malattie, inquinamento, armi, mine, avvelenamenti diffusi, allergie, patologie da stress, "armi economiche", e infine una vita all'insegna del bisogno da una parte del mondo e dell'insoddisfazione esistenziale dall'altro. Dovrebbe cambiare l'uomo.