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giovedì 5 maggio 2011

Sul referendum 12 e 13 giugno 2011

I referendum abrogativi inizialmente erano 4: nucleare, privatizzazione dell' acqua(2), e legittimo impedimento.

Nessuna informazione sulle questioni referendarie, né tantomeno istruzioni sul come si vota: la disinformazione e i potenti distrattori propinati massicciamente dalla televisione sono una propaganda implicita per la vanificazione del referendum medesimo.

L' incidente di Fukushima però ridesta le coscienze; i ricordi volano sulla catastrofe nucleare di Cernobyl; la blogosfera, i social network fanno il resto. E ben presto la situazione allarmante del Giappone fa il giro del mondo e con essa si fa strada nelle coscienze il dubbio, anzi la certezza che il nucleare sicuro è un' utopia, che i danni di un incidente sono incalcolaboli, in quanto si propagano nel tempo modificando l' habitat di questo pianeta che abbiamo il sacrosanto dovere di mantenere indenne da ogni mutazione perniciosa per noi e per le generazioni a venire.

Ma torniamo al referendum: Greenpeace formula una petizione, per accorpare il referendum alle amministrative di maggio. Lo scopo è duplice e doppiamente vantaggioso per il popolo italiano: un risparmio di 400 milioni di euro euro (tanto costerebbe la consultazione referendaria) e assicurare una partecipazione più democratica, in modo da garantire il quorum dell' affluenza alle urne. Servono 25.000 votanti per validare il referendum e raggiungere il quorum. Sono arrivate al ministro Maroni 130.000 mail, ma ciò non sortisce alcun effetto. Nessun accorpamento, in barba alla crisi economica!Tanto c' è chi paga!!!
Il referendum  resta fissato alla data ultima consentita: 12 e 13 giugno, in una domenica vacanziera a scuole chiuse! Qui il commento è puramente superfluo...

Ma non basta: si aggiunge una mossa strategica. Il referendum del nucleare rischia di essere cancellato dalla petizione. Insomma l' avversario si ritira volontariamente. Non vedo nulla di rassicurante in ciò né per la salvaguardia ambientale, né per la nostra salute. Ritirare il referendum non si traduce con la conversione alle energie alternative; significa semplicemente accantonare la questione per riaffrontarla in tempi più opportuni. (non è  un' opinione: per chi non lo avesse chiaro il premier lo spiega bene)

Non essendoci più la spinta motivazionale antinucleare, quante persone andrebbero a votare il 12 e 13 giugno?
Quante conoscono i termini dei rimanenti referendum abrogativi ? (privatizzazione dell' acqua e legittimo impedimento). Ecco l' obiettivo meno palese del ritiro del nucleare: invalidare i restanti quesiti referendari.Ma noi il quorum lo raggiungeremo perché sono certa, andremo alle urne anche e solo per gli altri tre referendum, senza mai abbassare l' attenzione sul nucleare.




Come si può ascoltare, l' esplicitazione del parlante non contraddice la mia opinione. A presto un nuovo post sugli altri referendum.
Ma, anche senza il nucleare noi andremo comunque alle urne per apporre i nostri

 SI', decisi e uniti.

A presto un nuovo post sulla privatizzazione dell' acqua e sul legittimo impedimento.

5 commenti:

  1. La gente è troppo concentrata sul futile per poter dedicare tempo alla comprensione dei ciò che li circonda. La materialità e il profitto sono lgli unici interessi, poi quando essi si fondono con la disinformazione dei media ne esce fuori un bel quadro.
    SI...ad oltranza

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  2. Che amarezza! Si gioca sulla disinformazione ... ma questo già da tempo, non è una novità!
    Si va a votare comunque!!!

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  3. Purtroppo la vedo nera... come al solito. Spero che anche in questo caso il tempo non mi dia ragione, è proprio brutto prevedere il peggio e dopo anni scoprire che la realtà ha oscurato le più fosche previsioni.

    La realtà ha fatto sembrare il grottesco accettabile. Che tristezza.

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  4. Graziana, ma sei sicura che hanno tolto il referendum sul nucleare? A me non risulta. Non basta un decreto che stabilisce la moratoria per annullarlo.E quando scade la moratoria?

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  5. Luigina,
    la disinformazione è tanta e la mia competenza giuridica è limitata. Fatto si è che il dietrofront del governo nel merito del nucleare c'è. Ora, quali saranno le implicazion? Bisogna stabilire se il nuovo decreto legge sostituisce in toto le richieste del referendum.La decisione finale spetta alla Cassazione, per cui ci si augura caldamente che il quesito rimanga.

    Ad ogni buon fine ti incollo un link che esprime chiarimenti con puntuali riferimenti legislativi:

    http://comitatocittadinodemocraziadiretta.blogspot.com/2011/05/facciamo-chiarezza-referendum-del-12-13.html

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