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lunedì 9 maggio 2011

I cento passi

Con questo film edito nel 2000 viene alla luce la storia di Peppino Impastato, giovane impegnato nella lotta contro la maia nella sua terra di Sicilia. Peppino ebbe il coraggio di mettersi contro la sua famiglia, di accettare di essere cacciato di casa e di combattere strenuamente, con determinazione, passione, coraggio, fantasia, per costruire un mondo migliore. Finì tragicamente nel 1978, nel giorno della morte di Aldo Moro.
La morte di Moro impegnò i media e l' opinione pubblica offuscando quella non meno tragica di Peppino Impastato:

« Questo non è un film sulla mafia, non appartiene al genere. È piuttosto un film sull’energia, sulla voglia di costruire, sull’immaginazione e la felicità di un gruppo di ragazzi che hanno osato guardare il cielo e sfidare il mondo nell'illusione di cambiarlo. È un film sul conflitto famigliare, sull’amore e la disillusione, sulla vergogna di appartenere allo stesso sangue. È un film su ciò che di buono i ragazzi del ’68 sono riusciti a fare, sulle loro utopie, sul loro coraggio. Se oggi la Sicilia è cambiata e nessuno può fingere che la mafia non esista, ma questo non riguarda solo i siciliani, molto si deve all’esempio di persone come Peppino, alla loro fantasia, al loro dolore, alla loro allegra disobbedienza. »
 Non trovo parole più incisive di quelle del regista Marco Tullio Giordano.


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