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sabato 12 marzo 2011

Fukushima e il problema nucleare

Seguo sgomenta le sequenze della tragedia umana che si abbatte sul Giappone, come tutti.
Il guasto al secondo e quarto reattore ripropone tuttavia, il problema mai risolto del nucleare. Sono stata sempre contraria battendomi per l' energia alternativa, pulita e senza rischi  e per il risparmio energetico.

Non ci sono sicurezze che tengano per l' energia nucleare; se l' imprevedibile ha il sopravvento su quello che si ritiene pianificato e certo, si hanno conseguenze incalcolabili per tutto il pianeta e i suoi abitanti, oltre che per le persone direttamente colpite.
Non sono per me convincenti le rassicurazioni e le minimizzazioni e non c' è controparte che giustifichi i rischi.

Fukushima conta le vittime, spegne gli incendi e assiste impotente alle inondazioni, ma non basta; deve evacuare e continuare a vivere con lo spettro della devastazione della radioattività perpetrata nel tempo.

21 commenti:

  1. Per riappropriarci della nostra vita dobbiamo rinuciare al profitto, al potere, al consumo sfrenato e riportare il rispetto ed i valori al centro di ogni sviluppo. Il nucleare è una fote di energia obsoleta e non sicura, e come il petrolio legata ad elementi destinati ad esaurirsi.

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  2. Infatti ...
    La scienza si dice che sia neutrale ed avalutativa rispetto ai valori:nulla di più falso.
    Può essere avalutativo lo studio della scissione dell' atomo, tanto per restare in tema, ma qualunque applicazione non può assolutamente prescindere dai valori.

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  3. le nucleaire est propre comme energie mais tres dangereuse

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  4. C' est vrai ... il est donc préférable l'énergie solaire, propre et pas dangereuse.
    Merci bien et bon dimanche!

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  5. Eppure Graziana quasi tutti i paesi europei e anche gli USA danno la preferenza al nucleare,e nel nostro ignorano l'esito di un referendum contro questa fonte di energia e boicottano altre fonti di energia pulita, ma non dannosa alla salute. Ora i nostri media, asserviti al loro padrone, stanno facendo una campagna di disinformazione per nascondere la vera entità della catastrofe alle centrali giapponesi(ora sono 2). Siamo a 85000 persone evacuate finora. Altro che Cernobyl :(

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  6. Non conoscevo questi numeri perché non ho ascoltato i notiziari, ma sin dall' inizio c' era questa tendenza a tacere e a minimizzare; quando l' atteggiamento è omertoso è segno che la veirità è ben più seria ...
    Siamo di fronte ad una seria catastrofe ambientale che si aggiunge a quella naturale.

    Luigina, l' esito del referendum è stato puntualmente ignorato; capisco che le inversioni di rotta sono costose e non semplici, però, sarebbe doveroso puntare sulla sicurezza e sulla salute in fatto di energia.

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  7. E' una tragedia dalle dimensioni enormi. E sul nucleare io mi chiedo: dov'è la verità? Non credo più a quanto dicono. Non credo più alle bonifiche di paura sotto strategie di marketing e manipolazione politica.A volte ho la sensazione che l'unica aspirazione dell'uomo sia distruggere e basta.

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  8. @Carolina
    Io sono una profana, però quello che mi spaventa del nucleare è che esso ha una sua logica che sfugge completamente al controllo dell' uomo. Va tutto bene fino a quando tutto procede secondo i piani. Nel momento in cui un solo dettaglio esula dalla linearità, s' innesca un meccanismo che va per conto suo, che si arresterà, ma non prima di aver causato disastri incalcolabili e profondamente ingiusti. Questo è dimostrato dalle ultime notizie, rassicurani all' inizio ma ora alquanto allarmanti: siamo pervenuti all' esplosione di un reattore di Fukushima e della parziale fusione delle barre di uranio..

    Ripeto quanto già espresso: perché non imparare dall' esperienza? Possibile che un popolo che ha vissuto le conseguenze di Hiroshima e Nagasaki (situazione del tutto diversa)abbia investito sul nucleare? Bha ...

    Il progetto Desertec(http://www.desertecitaly.altervista.org/Il-progetto-Desertec.html)è uno degli esempi che dimostra una strada diversa ed alternativa.

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  9. Ne so troppo poco per poter decidere in maniera univoca. Se il Giappone ha scelto di investire in nucleare, avrà avuto i suoi ottimi motivi. Non a caso è una potenza indubbia a livello economico. Con una tecnologia molto avanzata. Poi ci sono le variabili, il caso, gli errori umani.
    E' difficile dare un giudizio..

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  10. @Carolina
    Ne so poco anch' io e non mi erigo a giudice, ma sono comunque portatrice di opinioni sorrette solo dalla ragionevolezza. Le mie motivazioni sono etiche, non scientifiche e né orientate al profitto economico.

    Sicuramente non vorrei una centrale nucleare sotto casa mia, né all'altra parte del mondo; allo stesso modo non vorrei dalle mie parti né altrove un sito per lo stoccaggio di scorie nucleari; Il solo pensiero che restano radioattive mediamente per 150/200anni mi fa accapponare la pelle...

    L' alternativa esiste ed è possibile, anche se non facile né immediata: l'energia da fonti rinnovabili.
    L' eolico e il fotovoltaico associati a un razionale risparmio energetico potrebbero aprire nuovi scenari.

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  11. L'énergie nucléaire est une saleté très dangereuse et très chère. Elle n'est pas propre du tout!

    Il nucleare dal punto di vista economico non ha alcuna convenienza. I paesi come Francia e Stati Uniti che producono energia nucleare per scopi civili, lo fanno perchè il nucleare serviva cmq per scopi bellici. Dato che le centrali dovevano per forza esserci, e sarebbero state finanziate, ovviamente, dalla collettività, allora una ricaduta anche nel campo civile diventa conveniente in quanto l'investimento andava comunque effettuato. Ma un puro "nucleare civile" non è affatto conveniente. La centrale dura quaranta anni, lo stoccaggio delle scorie costa per... diecimila anni?

    La maggior parte dell'energia viene consumata per autotrazione e riscaldamento. Come si fa a immettere energia elettrica nel serbatoio della benzina o del diesel? Si deve cambiare la tecnologia dell'auto? E quanto viene a costare, in termini energetici, sostituire le milioni di auto finora prodotte? L'equivalente di cento centrali nucleari per quanti anni? E come facciamo a far andare ad energia elettrica (nucleare diciamo) tutti i nostri impianti che sono a gas? Li sostituiamo tutti? Altre centrali nucleari da costruire per risolvere un problema che verrà creato proprio dal tentativo di risolverle un problema con il nucleare?

    Sono contrario al progetto Desertec, è una follia. Cmq, il fatto che un Paese come l’Italia che ha l’80% di coste non sfrutta l’energie delle maree basta da solo a far comprendere che tutti i discorsi sull'energia non hanno nessuna base reale. Per non parlare del fotovoltaico, ma non quello delle megacentrali: basterebbe finanziare il posizionamento di pannelli su qualunque casa italica. Costerebbe meno di una centrale. Teniamo l'eternit sui tetti e abbiamo paura dei pannelli. Mah...

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  12. Non esiste un problema energetico in quanto l'intera realtà in cui viviamo non è altro che una concentrazione di energia. Che diventa materia. E = Mc2.

    Non esiste un problema tecnologico in quanto la creatività umana è tale da spedire della gente e spedirla a zonzo nello spazio. Oppure permette ai grattacieli nipponici di ondeggiare come palme senza schiantarsi sotto la spinta del terremoto. (Vedi il libro "nel buio degli anni luce" di Piero Angela, del 1970!!!).

    Non esiste un problema economico in quanto viviamo in un mondo che ha troppo di tutto e cerca sempre nuovi "acquirenti", che getta, disperde e distrugge. Anche in Africa, non manca il cibo, manca il denaro per comprarlo il cibo. Ma per tutto è così. C'è addirittura troppo di tutto.

    Esiste un problema umano. Di creare scarsità, di energia, lavoro, denaro, altro. Chi crea scarsità per gli altri si pone ai vertici di un sistema, lo domina. E a questo non c'è rimedio. Tranne un altro diluvio che spazzi via la razza umana. Ma finchè c'è l'uomo si può solo... pregare che non riesca a distruggere il pianeta oltre che sé stesso.

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  13. # Carolina:

    la scelta nucleare del Giappone è stata molto semplice: devastata dalla seconda guerra mondiale doveva a tutti i costi riprendersi o morire. Non avendo materie prime, volendo risorgere, ha fatto il passo più "semplice" per approvvigionarsi di quel tipo particolare di energia: produrlo. Non poteva impiegare l'esercito per controllare le rotte del petrolio come fanno gli Stati Uniti, dato che... dlla fine della guerra fino a pochi anni fa non aveva più avuto un esercito. Il Giappone è un paese unito, se un governo decide "nucleare sia", il popolo dice "nucleare sia". Per la gloria del giappone. I giapponesi temono i terremoti, gli tsunami, che conoscono. Infatti le zone ferocemente ostili al nucleare civile sono Hiroshima e Nagasaki. Aveva sì i suoi ottimi motivi: la mancanza di alternative, dati gli obiettivi che si era posta. Non bisogna confondere la saggezza con la fortuna di non aver avuto finora incidenti. Anche la Russia e gli Stati Uniti non avevano avuto problemi prima di Chernobyl (incidente livello 7) e Three Mile Island (incidente livello 5, lo stesso di Fukushima).

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  14. @ Exodus:
    Ho gustato con interesse tutte le tue dissertazioni proiettate da più angolazioni. Complimenti vivissimi! Benvenga chi possiede più conoscenze di me!!!

    Credo moltissimo nelle comunità di rete, nella circolarità delle conoscenze che internet potenzialmente favorisce e di fatto, qui lo stiamo dimostrando alla grande.

    Quanto al progetto Desertec non ne so di più di quanto ne dice il link alla colonna a destra della home di questo blog: forse è una follia in termini di costi-benefici?

    "Non bisogna confondere la saggezza con la fortuna di non aver avuto finora incidenti."
    Questa asserzione sintetizza mille discorsi; è la risposta che darei ai cervelloni che parlano di statistica applicata ai casi di incidenti nucleari: dietro alla catastrofe di Chernobyl, tanto per fare solo un esempio, ci sono migliaia di morti di tumore alla tiroide, tra cui mollti bambini ... E che dire delle mutazioni genetiche le quali esplodono anche dopo salti generazionali ...

    Intanto il mio pensiero va agli operatori rimasti a limitare i danni a Fukushima: stanno lavorando indirettamente anche per noi che siamo lontani. Avrei voluto vedere insieme a loro qualche fautore del nucleare, e mi si perdoni il tono infantile di questa considerazione ...

    Grazie ancora per i tuoi commenti e buona giornata.

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  15. Ciao, per il desertec, riprendo alcune considerazioni che avevo sviluppato su di un altro sito. Desertec è il progetto di costruire megaimpianti solari nei deserti del pianeta.

    Obiezioni al Desertec:

    Queste megastrutture non fanno altro che esportare la globalizzazione. Ammesso che si realizzi qualcosa si farà nel campo energetico quanto fatto in quello industriale: trasferiamo tutto in cina e ne diventiamo dipendenti. Paghi tre soldi ai cinesi il resto lo pappano i magnaccia. e poi costruiamo rigassificatori “puliti” e per trasportare l’energia da un punto all’altro del pianeta ne sprechiamo più del 60% e inquiniamo a più non posso. Se a me serve energia a Taranto perchè devo produrla in un deserto africano? Manca sole in Italia? Mancano tetti da cui togliere l’amianto e piazzare invece un pannello? Tra l’altro l’intervento viene considerato una bonifica da materiale pericoloso. Finchè non si punta alla produzione dove c’è il consumo, dalla spirale di altri che da lontano controllano la tua vita non si esce.


    Obiezioni al concetto: i deserti sono privi di utilità, dagli studi effettuati potrebbero produrre più di quello che ci serve. Inoltre sarebbe un modo per dare sussitenza ai paesi che “ospitano” gli impianti:


    Il tuo ragionamento (terre deserte che potrebbero essere utili) è stato sviluppato per la mia regione, la Sicilia. Risultato: disastro ambientale, maggiore concentrazione europea di raffinerie di petrolio (Siracusa), proventi andati ai petrolieri e numero irrisorio di posti di lavoro rispetto ai danni subiti e a ciò che è stato dato. Poi si è iniziato a smantellare e tanti saluti.

    E se si litiga in quei Paesi (del deserto) non ci chiudono i rubinetti (Ucraina docet)?

    (segue...)

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  16. (seguito...)

    In nigeria non ne parliamo, hanno devastato tutto. Per costruire impianti, in tutto il mondo, petrolio, uranio, bauxite, coltan, gasdotti, pagano fior di tangenti a gente coi fucili che bellamente provoca massacri e poi gli stessi governi che pagano fanno ricorso alla corte dell’Aia, nascono le organizzazioni umanitarie, e tutto il resto. Perchè è sempre più facile smerciare la merdaccia a casa d’altri. Tanto sono posti “inutili” (il posto dove siamo noi lo consideriamo più “utile”)

    Ma il costo dell’energia alla fine, è diminuito? Cmq chiunque abbia studiato fisica sa che il nostro pianeta non è altro che un involucro di energia.

    Ma poi chi l’ha detto che i deserti sono inutili? Devono servire per produrre? E quindi per consumare qualcosa che producono? E siamo sempre lì, aumentare ancora il consumo. E siamo noi che abbiamo deciso cosa è utile e cosa no, in base alle nostre esigenze di consumo, più energia per fare andare avanti la nostra società che già di energia ne spreca più della metà. E tutta l’energia necessaria per costruire i megaimpianti, da dove viene presa? Trasportiamo migliaia di tonnellate di acciaio e apparecchiature in mezzo al deserto? E quando si pareggia il bilancio energetico della costruzione? Poi però negli uffici italiani lasciano le luci accese anche di notte, il condizionatore a manetta che io ho freddo d’estate e caldo d’inverno, che vado in giro col golfino ad agosto e in maglietta a dicembre, e poi decido di impiantare i megaimpianti a casa d’altri. Si perchè i luoghi deserti non esistono, anche lì esiste um microclima con gente e animali che hanno imparato a convivere, ma tanto per noi sono inutili, possiamo andare a rompere. E’ lo stesso, uguale, discorso fatto per i paesi produttori di petrolio (deserti) solo che invece del petrolio lì si trova un’altra fonte energetica (solare). Zac, siamo d’accapo.

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  17. Obiezioni al concetto: ma sei uno che vuole starsene fermo mentre il mondo va avanti?”.

    Va avanti davvero il mondo solo perchè si producono un milione di Iphone e posso comunicare con gente che non mi conosce, non mi ama, al massimo è curiosa di sapere come condire la pasta col ragù e lo chiede dall’Islanda ad un italiano?



    Obiezioni al concetto: serve energia anche per l'autoproduzione "ecologica"

    La situazione è talmente degenerata che non serve neppure l’autoproduzione, basterebbe il recupero della roba buttata. Mi rifornisco di pane alla mensa aziendale, dove lo buttano a fine giornata e mi hanno regalato tanti di quei panettoni che ne avrò per mesi. Avevo bisogno di un tavolo, ho comprato 4 piedi all’Ikea (10 € in tutto, se fossi stato più bravo li avrei costruiti io) in discarica ho trovato due belle tavole di legno, due placche e l’ho costruito. Poi l’ho colorato per passare il tempo.

    Ultima nota per i tecnici andati in quell'infermo di Fukushima: le loro mogli sono già vedove e i loro figli già orfani, vedranno spegnersi la persona che amano senza poter fare niente. Alle radiazioni non si sfugge, non c'è cura possibile.

    I tecnici, gli operatori, l'elicotterista che buttò non so quale materiale nelle ciminiere di Cernobyl salvando quella parte di mondo, sono tutti morti. Perché non inviarci i nostri ministri? Ma soprattutto, prima ancora che firmare petizioni (che ritengo cmq utili), perché non invitare tutti le persone favorevoli al nucleare a prendersi una pizza a Fukushima? Non cambieranno certo idea, ma passando tutte a miglior vita (o avendo in seguito ben altri problemi!) resterebbero solo i contrari al nucleare!!!

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  18. @ Ringrazio anch'io Exodus per le utili informazioni che approfondiscono il tema del problema nucleare, che varrebbero uno o più post per avere più visibilità, anziché essere relegati a più commenti

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  19. Hai ragione Luigina, avevo in mente di incollarli come post, ovviamente attribuendo all' autore.

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  20. Il problema è che in questo momento c'è un picco di attenzione, ma cosa succederà domani, quando la guardia si sarà abbassata? E non possiamo neanche pensare di stare ogni giorno attenti a tutti i disastri (potenziali) che incombono in quanto ormai sono così tanti che vivremmo in uno stato di ansia continua.

    Temo che la tecnologia, la scienza, stiano costruendo un inferno sulla terra, quando potrebbe essere un paradiso. Siamo in grado di salvare molte vite umane ieri destinate alla sofferenza e alla morte, ma l'altro piatto della bilancia è stato ipotecato da una capacità distruttiva senza limiti: nucleare, nuove guerre, nuove malattie, inquinamento, armi, mine, avvelenamenti diffusi, allergie, patologie da stress, "armi economiche", e infine una vita all'insegna del bisogno da una parte del mondo e dell'insoddisfazione esistenziale dall'altro. Dovrebbe cambiare l'uomo.

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