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venerdì 13 maggio 2011

Sulla privatizzazione dell' acqua



Primo quesito abrogativo

« Volete Voi che sia abrogato l’art. 23-bis (Servizi pubblici locali di rilevanza economica) del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112 “Disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività, la stabilizzazione della finanza pubblica e finanza la perequazione tributaria”, convertito, con modificazioni, in legge 6 agosto 2008, n. 133, come modificato dall’art. 30, comma 26, della legge 23 luglio 2009, n. 99, recante “Disposizioni per lo sviluppo e l’internazionalizzazione delle imprese, nonché in materia di energia”, e dall’art. 15 del decreto-legge 25 settembre 2009, n. 135, recante “Disposizioni urgenti per l’attuazione di obblighi comunitari e per l’esecuzione di sentenze della corte di giustizia della Comunità europea”, convertito, con modificazioni, in legge 20 novembre 2009, n. 166, nel testo risultante a seguito della sentenza n. 325 del 2010 della Corte costituzionale? »

SI'
Rispondendo sì, diciamo NO alla gestione privata del servizio idrico, favorendo nel contempo la gestione del medesimo servizio da parte di enti pubblici con la partecipazione di cittadini ed enti locali.

Secondo quesito abrogativo

Volete voi che sia abrogato il comma 1, dell’art. 154 (Tariffa del servizio idrico integrato) del Decreto Legislativo n. 152 del 3 aprile 2006 “Norme in materia ambientale”, limitatamente alla seguente parte: “dell’adeguatezza della remunerazione del capitale investito”?

SI' 
Votando SI'eliminiamo il comma che consente al gestore privato di ottenere profitti sulla tariffa.

giovedì 12 maggio 2011

Informazioni mai ascoltate dal servizio RAI - referendum 12 e 13 giugno 2011

Questa è informazione non propagandistica,ma perchè in tarda serata?
Questa sì che è propaganda, ma alla disinformazione e all' ignoranza (al non sapere).


lunedì 9 maggio 2011

I cento passi

Con questo film edito nel 2000 viene alla luce la storia di Peppino Impastato, giovane impegnato nella lotta contro la maia nella sua terra di Sicilia. Peppino ebbe il coraggio di mettersi contro la sua famiglia, di accettare di essere cacciato di casa e di combattere strenuamente, con determinazione, passione, coraggio, fantasia, per costruire un mondo migliore. Finì tragicamente nel 1978, nel giorno della morte di Aldo Moro.
La morte di Moro impegnò i media e l' opinione pubblica offuscando quella non meno tragica di Peppino Impastato:

« Questo non è un film sulla mafia, non appartiene al genere. È piuttosto un film sull’energia, sulla voglia di costruire, sull’immaginazione e la felicità di un gruppo di ragazzi che hanno osato guardare il cielo e sfidare il mondo nell'illusione di cambiarlo. È un film sul conflitto famigliare, sull’amore e la disillusione, sulla vergogna di appartenere allo stesso sangue. È un film su ciò che di buono i ragazzi del ’68 sono riusciti a fare, sulle loro utopie, sul loro coraggio. Se oggi la Sicilia è cambiata e nessuno può fingere che la mafia non esista, ma questo non riguarda solo i siciliani, molto si deve all’esempio di persone come Peppino, alla loro fantasia, al loro dolore, alla loro allegra disobbedienza. »
 Non trovo parole più incisive di quelle del regista Marco Tullio Giordano.


sabato 7 maggio 2011

Il legittimo impedimento - quarto quesito referendario

Il quesito abrogativo n.4 del Referendum intende abolire la legge 51 del 7 aprile 2010: tale legge prevede una serie di impedimenti a comparire in giudizio, da parte del Presidente del Consiglio e dei Ministri per tutta la durata del loro mandato.
In questo modo i magistrati sono costretti ad accettare la richiesta a NON COMPARIRE IN TRIBUNALE per l' appello al legittimo impedimento da parte dei ministri e del presidente del consiglio; ergo eventuali processi  sarebbero rinviati OLTRE IL MANDATO.
Ora, questa legge per me è palesemente anticostituzionale, semplicemente perché implica discriminazioni, contravvenendo a quanto stabilito di principio dall' articolo 3 della Costituzione della Repubblica che così recita:
"Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.
[...]

Al quesito referendario così espresso:
«Volete voi che sia abrogata la legge 7 aprile 2010, n. 51, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 81 dell'8 aprile 2010, recante "Disposizioni in materia di impedimento a comparire in udienza"?»

Io rispondo, senza dubbio,     SI'

giovedì 5 maggio 2011

Sul referendum 12 e 13 giugno 2011

I referendum abrogativi inizialmente erano 4: nucleare, privatizzazione dell' acqua(2), e legittimo impedimento.

Nessuna informazione sulle questioni referendarie, né tantomeno istruzioni sul come si vota: la disinformazione e i potenti distrattori propinati massicciamente dalla televisione sono una propaganda implicita per la vanificazione del referendum medesimo.

L' incidente di Fukushima però ridesta le coscienze; i ricordi volano sulla catastrofe nucleare di Cernobyl; la blogosfera, i social network fanno il resto. E ben presto la situazione allarmante del Giappone fa il giro del mondo e con essa si fa strada nelle coscienze il dubbio, anzi la certezza che il nucleare sicuro è un' utopia, che i danni di un incidente sono incalcolaboli, in quanto si propagano nel tempo modificando l' habitat di questo pianeta che abbiamo il sacrosanto dovere di mantenere indenne da ogni mutazione perniciosa per noi e per le generazioni a venire.

Ma torniamo al referendum: Greenpeace formula una petizione, per accorpare il referendum alle amministrative di maggio. Lo scopo è duplice e doppiamente vantaggioso per il popolo italiano: un risparmio di 400 milioni di euro euro (tanto costerebbe la consultazione referendaria) e assicurare una partecipazione più democratica, in modo da garantire il quorum dell' affluenza alle urne. Servono 25.000 votanti per validare il referendum e raggiungere il quorum. Sono arrivate al ministro Maroni 130.000 mail, ma ciò non sortisce alcun effetto. Nessun accorpamento, in barba alla crisi economica!Tanto c' è chi paga!!!
Il referendum  resta fissato alla data ultima consentita: 12 e 13 giugno, in una domenica vacanziera a scuole chiuse! Qui il commento è puramente superfluo...

Ma non basta: si aggiunge una mossa strategica. Il referendum del nucleare rischia di essere cancellato dalla petizione. Insomma l' avversario si ritira volontariamente. Non vedo nulla di rassicurante in ciò né per la salvaguardia ambientale, né per la nostra salute. Ritirare il referendum non si traduce con la conversione alle energie alternative; significa semplicemente accantonare la questione per riaffrontarla in tempi più opportuni. (non è  un' opinione: per chi non lo avesse chiaro il premier lo spiega bene)

Non essendoci più la spinta motivazionale antinucleare, quante persone andrebbero a votare il 12 e 13 giugno?
Quante conoscono i termini dei rimanenti referendum abrogativi ? (privatizzazione dell' acqua e legittimo impedimento). Ecco l' obiettivo meno palese del ritiro del nucleare: invalidare i restanti quesiti referendari.Ma noi il quorum lo raggiungeremo perché sono certa, andremo alle urne anche e solo per gli altri tre referendum, senza mai abbassare l' attenzione sul nucleare.




Come si può ascoltare, l' esplicitazione del parlante non contraddice la mia opinione. A presto un nuovo post sugli altri referendum.
Ma, anche senza il nucleare noi andremo comunque alle urne per apporre i nostri

 SI', decisi e uniti.

A presto un nuovo post sulla privatizzazione dell' acqua e sul legittimo impedimento.

domenica 1 maggio 2011

Il Primo Maggio e le tradizioni culinarie abruzzesi


Le virtù teramane (ma non solo)


Per il mondo rurale abruzzese, il mese di aprile decretava la fine effettiva dell' inverno e il Primo Maggio l' apertura della bella stagione; non da un punto di vista astronomico, ma da un punto di vista più pragmatico, riferito alle risorse alimentari.
La fine di aprile era preposta alla pulizia delle dispense, in tutti i sensi. I residui della stagione invernale (legumi e cereali), lungi dall' essere spazzati, venivano cucinati separatamente, rispettando i tempi di cottura di ciascuno e poi sapientemente mescolati alle primizie della bella stagione, in un tripudio di sapori, per essere consumati il Primo Maggio.

I miei ricordi di bambina vanno agli scambi che le massaie si facevano per rendere il più possibile variegato quel piatto, anche nei vari formati di pasta comprata. Il risultato era una squisitezza, non un pappone amorfo!

L' area teramana ha coltivato questa tradizione nei passaggi generazionali ed oggi la consumazione è un rito che rafforza i vincoli parentali ed amicali ancorché occasione di allegra convivialità. Le varietà sono molteplici, ma il denominatore comune è il sette:
Sette sono i tipi di legumi, sette le verdure, sette le erbe aromatiche, sette i tipi di carne, sette i formati di pasta ...Tutto secondo i propri tempi di cottura, senza mai assemblarli se non dopo la preparazione. Sette è un numero fortemente simbolico: sette i cieli dell' antichità, sette i vizi capitali, sette i colori dell' iride ...

Perché mai le virtu?
Io darei una duplice spiegazione: La virtù dell' amorevole pazienza di chi cucina e la virtù del duro lavoro dei campi da cui la maggior parte degli ingredienti proviene