avviso

Alcune immagini contenute in questo blog sono state reperite dalla rete, ove non espressamente indicato il diritto di autore.
Tuttavia, se qualcuno rivendicasse diritti di proprietà, può segnalarlo al mio indirizzo e-mail: provvederei alla immediata rimozione delle immagini stesse.
Lo scorpioncino a destra è stato disegnato da Nicoletta Costa dalla quale ho avuto autorizzazione alla pubblicazione.


domenica 19 dicembre 2010

17 dicembre 2006




Non sono solita fare la spesa di domenica, ma, avevo dimenticato i sacchetti da freezer, per cui mi avviavo verso il supermercato Conad sulla Nazionale,vicino casa.
Decido di passare da Benito per vedere se per caso è aperta la bottega di salumi e formaggi "Il pizzicagnolo" chiuso da più di un mese: un incendio ha distrutto tutto, merce e apparecchiature.
Alacremente il signor Benito e il figlio lo stanno ristrutturando; noi clienti affezionati credevamo di ritrovare allestito per il Natale il nostro picolo grande negozio. Ma non è stato così: i tempi sono un po' più lunghi...
Istintivamente mi dirigo da quelle parti per salutare; non si sa mai, la bottega potrebbe essere aperta. Vedo la luce accesa, busso ...
Che tenerezza ... alro che  elfi e Babbo Natale ... :-))
Il signor Benito, età indefnibile ... - era così anche 25 anni fa, quando aprì il negozio - dicevo sguardo ceruleo e sorriso bonario mi accoglie piacevolmente sorpreso;
è intento a preparare i cesti natalizi su una tavola di emergenza, la pila delle note alla sua destra con le specialità gastronomiche del suo negozio nei cartoni tutt'intorno.
- Non ho voluto deludere le aspettative dei clienti.  Il negozio non è pronto, ma ai fornitori basta un fischio per depostare la merce...e così almeno questo servizio natalizio ho voluto garantirlo nonostante tutto..
Dai cartoni fanno capolino le nostre specilaità abruzzesi:  miele alle noci, alle nocciole,la crema di noscciole  nei barattoli orsetto, le marmellate artigianali di uva (la scrucchijata), e poi i salumi e dolci aquilani, i pecorini, la pasta di orzo, di farro...le zuppe di legumi...Insomma, un elenco di bontà interminabile destinato negli scrigni più brillanti nel contrasto con pareti e pavimento desolatamente sgombri.
- Signora Graziana,voglio ringraziarla del suo gentil pensiero;so che è passata di qui di proposito - porti a casa queste albicocche sciroppate! Non le avevo lo scorso anno, sono piccole e saporite ... sono quelle che vengono su senza forzature...mi faccia sapere se erano buone quando tornerà..
Adoro i piccoli negozi, così come aborro i centri commerciali.
Lì le persone mi ricordano la solitudine evocata dai dipinti di Edvard Munch; nel rispetto dei gusti di tutti, la voglia di fuggire puntualmente mi assale...

Qui, nelle botteghe, ci si incontra, si comunica, si torna a casa con qualcosa che va oltre la spesa...
E poi, - Vi pare poco? - Acquistiamo solo quello che ci serve, senza la suggestione degli specchietti per le allodole...
Mi si dirà: ma tutto costa meno, tutto è più conveniente, le offerte speciali fanno risparmiare e poi si trova di tutto: ci sono più di 100 negozi...
... Ma come si può passare in quegli ambienti fittizi e impersonali un pomeriggio intero?!
Spesso anche la domenica (sigh!) Questione di gusti, per carità...
Sono convinta che acquistiamo esattamente quello che paghiamo; non c' è risparmio che tenga!
E poi il tempo, dove lo mettiamo il tempo per andare, tornare e trovare quello che ci occorre!? Il tempo è una variabile preziosissima...
Le mie sono opinioni opinabili: è che sono una disadattata rispetto a questo costume sempre più diffuso.
Fatto si è che la città è nata come luogo di incontro e di scambi: questo, vivaddio, non è opinabile ;-)

E com' è possibile che tutto quello che favorisce incontro e scambio (negozio, cinematografo, caffé, ...) lo andiamo proiettando fuori della città, in un mondo che non so definire diversamente che ambiente fittizio?

E la città, un tempo brulicante di vita, sia diventata un desolato dormitorio?

6 commenti:

  1. molto bello questo post, un po' malinconico se vuoi, il ritratto di un mondo che va scomparendo se non lo è già. Eppure , ultimamente, nella mia città hanno riaperto un paio di negozietti, di quelli sotto casa per capirci. Ti confesso che ho accolto la novità con piacere.

    RispondiElimina
  2. Grazie ...

    Grazie del commento e del riscontro.
    Da me ce ne sono pochi: da circa un anno ha riaperto la bottega della frutta e della verdura che offre anche baccalà, olive, sottoli, uova fresche, marmellate, seguito da
    una cartoleria-piccolo emporio e l' impareggiabile pizzicagnolo....

    RispondiElimina
  3. Ed io che credevo che il "pizzicagnolo" fosse solo dalle mie parti ...
    Adoro le piccole botteghe perchè, come dici tu, si compra solo ciò che si vuole!

    RispondiElimina
  4. Anch' io ... Convinta che l' unico pizzicagnolo fosse il signor Benito ...
    E' che si tratta di rarità per i motivi descritti ...

    RispondiElimina
  5. Il primo impulso che prende anche me, quando mi capita di entrare in uno di quei grossi centri commerciali, è quello di fuggire a gambe levate, presa da una sorta di panico e di disorientamento. Forse sarà perché i miei genitori hanno gestito per 35 anni un piccolo negozio di frutta e verdura che ora mio fratello cerca faticosamente di portare avanti, unico negozio sopravvissuto ormai in tutta la via, malgrado la concorrenza spietata di supermercati, discount, negozi che vendono tutto a 1 € occupando tutto il marciapiede, mentre a lui i vigili annonari contestano i 10 cm in più della tassa di suolo pubblico occupato dalla merce esposta, la burocrazia degli studi di settore che stabilisce quanto devi guadagnare per pagare le tasse anche se non hai venduto tutta la merce che hai comperato. Io vado a far la spesa da lui non solo perchè ci lega un vincolo di parentela, ma proprio per il rapporto di fiducia e umano che si crea fra cliente e negoziante. Lo avevo trovato, per le merci che non trovo da mio fratello, anche nel piccolo supermercato sotto casa del signor Tino. Costui fin che la salute lo ha sorretto ha seguito con passione, competenza ed occhio vigile il suo negozio mantenendo con clienti e dipendenti un rapporto cordiale del buon padre di famiglia. Nella mia città questi grossi centri commerciali,collocati in periferia e raggiungibili solo in auto, hanno ucciso il centro storico come luogo di incontro e di scambio a favore di pochi che hanno ormai il monopolio del commercio di ogni genere.

    RispondiElimina
  6. Nella mia città resiste faticosamente ancora qualche piccolo market, qualche fornaio, mercerie, frutta e verdura ... ma niente altro.

    La concorrenza è spietata ed impari; inoltre non ci sono più i grandi magazzini in centro,(si sono letteralmente catapultati nei grossi centri commerciali), ma solo eleganti boutique e gioiellerie.

    Per fortuna è stata rivalutata la Pescara antica, quella delle viuzze strette che ospita la casa di D' Annunzio e il Museo delle Genti d' Abruzzo, ma è la vita notturna quella che ruota nel centro storico; a me manca il pullulare della vita quotidiana che si è snaturato se non annullato...

    RispondiElimina