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venerdì 1 gennaio 2010

L'anno nuovo

Gianni Rodari, da “ Filastrocche in cielo e in terra"

Indovinami, indovino,
tu che leggi nel destino:
l’anno nuovo come sarà?
Bello, brutto, o metà e metà?

“Trovo stampato nei miei libroni
che avrà di certo quattro stagioni,
dodici mesi, ciascuno al suo posto,
un carnevale e un ferragosto,
e il giorno dopo del lunedì
avrà sempre un martedì.

Di più per ora scritto non trovo
nel destino dell’anno nuovo:
per il resto anche quest’anno
sarà come gli uomini lo faranno”.

Gianni Rodari ha l' indubbia caratteristica di scrivere per tutti, non solo per i bambini.
In modo semplice e un po' velatamente ironico, esprime tutto il senso del mio post precedente.

A proposito: Buon Anno!!!

Obiettivi del Nuovo Anno

Un' ora di seria riflessione.
Mi sono alzata presto, come sempre, nonostante l' ora tarda di ieri sera.

1° Obiettivo: eliminare definitivamente il sovrappeso.
  • Pesare almeno 12 chili in meno a fine anno
    (se non mi prendo cura di me stessa nei prossimi 5 anni potrei essere colpita da infarto del miocardio o da ictus cerebrale considerata l' ipertensione da sovrappeso)
2° obiettivo: tutelare il denaro dalle spese superflue
  • Risparmiare. Fare la spesa al supermercato con i contanti. Limitare l' uso del bancomat solo ad altri generi. L' uso indiscriminato del bancomat comporta spese superiori al fabbisogno e a un consumo eccessivo. Il denaro risparmiato diventa disponibilità economica per ciò che più sta a cuorre

    3° obiettivo: aver cura del proprio tempo



  • Evitare di entrare in Facebook o nei blog al mattino. Riservare le scorribande per la rete a fine serata o comunque a conclusione dgli impegni stabiliti.

4° obiettivo: concludere gli impegni assunti
  • Portare a termine gli studi universitari
    i decreti gelmini hanno spazzato ogni sorta di motivazione, sarebbe logico mandare a maravalle gli esami che mi restano, considerati gli impegni che ho e quello che mi costano in termini di tempo. Ma non amo interrompere un cammino ... Non fa bene alla considerazione che ho di me. Allora tirare dritto...


  • Evitare ogni forma di attività di formazione(a parte quelle organizzate dalla mia scuola e l' autoformazione informale) che comportano scadenze e impegni. Il tempo impiegato ci sottrae a qualcos' altro ... Ne vale proprio la pena?
    L' impegno comporta assunzione di responsabilità: valutare sempre dove vado a parare. Senza questo tipo di chiarezza evitare ogni sorta di iniziativa.

    La priorità del 2010 saranno i miei affetti : da quando i figli sono maggiorenni ho desiderato prendermi soddisfazioni di tipo professionale. Non ne vale sempre la pena ... Meglio un ciambellone alle 6 del mattino erogatore di fragranti coccole, andare più spesso a trovare la zia Anna (94 anni) che aspetta il mio arrivo come un dono del cielo, i miei vicini di casa di Civitella che sono preoccupati per la mia non presenza... Curare il contatto con amici e colleghi che non vedo più quotidianamente ma con i quali ho avuto un rapporto significativo ... Riflettere sul senso ... Già...questo è il punto...


  • Ah...Dimenticavo...Spegnere il cellulare, staccare il telefono e non rispondere al citofono la vigilia e l' antivigilia di Natale, divulgando il proposito a tutti coloro che in quei giorni potrebbero cercarmi...

Oggi so che ho fatto bene a sacrificare la carriera alla famiglia: in barba ai passaggi di ruolo. Questo vale anche oggi!!! Mi riprendo i miei alunni della scuola primaria, me li voglio curare come so fare e voglio stare bene con loro. Un' esperienza ricca e capitalizzata sarà la base per cercare quelle sfide che tanto soddisfano, nonostante mariastella gelmini..

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venerdì 11 dicembre 2009

E' la pioggia che va...
















... e ritorna il sereno...

ore 1,45 e ... addio sonno.

Casualmente m' imbatto in un concerto televisivo di Shel Shapiro e la sua band.
Un flashback coinvolgente, una carrellata viva, una full immersion forte, quanto inaspettata.

Musica dal vivo, parole cantate e canzoni narrate con il tono confidenziale di chi ricorda e induce il ricordo di come eravamo, come pensavamo, come ci comportavamo, come si cantava in un periodo travolto dallo tzunami del Cambiamento.

Il gigante buono invecchia restando giovane.



Un' interpretazione degli anni giovanili di Shell Shapirocon il suo gruppo musicale



Infine la versione di una grande interprete ...

giovedì 10 settembre 2009

Non amo il "plurale maiestatis"

Da Wikipedia
"Il plurale maiestatis o plurale maiestatico (dal latino pluralis maiestatis, plurale di maestà) è, nella lingua parlata o scritta, il riferirsi a sé stessa della persona che parla o scrive, usando la prima persona plurale anziché singolare.

Quest'uso, già diffuso nell'antica Roma (è per esempio la forma principale usata nelle opere autobiografiche di Marco Tullio Cicerone), è rimasto nella tradizione di molti paesi come modo d'espressione formale soprattutto di sovrani e papi (da cui il nome "maiestatico"), in quanto adatto all'immagine istituzionale, e quindi anche astratta e corale, associata a questi ruoli.

Oggi il plurale maiestatis ha perso quasi ovunque la sua valenza formale (fu Papa Giovanni Paolo I a mettere fine al suo uso nella Chiesa cattolica nei discorsi pubblici, anche se esso è tutt'ora in uso negli scritti ufficiali in lingua latina) e rimane soprattutto come espediente retorico (non raramente con intenti umoristici o ironici)."

Aggiungo, e ciò è esplicitato anche dalle virgolette del titolo del post, che il parlare in prima persona plurale (noi) anziché in prima persona (io), oggi, nel parlato quotidiano e nel parlato-scritto, tipico degli ambienti di rete, non ha nulla a che fare con l' uso originario (il noi riferito solo a me che parlo)..

E' un' abitudine, forse neppure tanto consapevole, che nasconde la tendenza a non volersi esporre in prima persona, in quanto il contenuto del parlato è troppo forte per assumersene da soli la piena responsabilità; è come se dicesse subvocalmente:

-Guarda che non sono il solo a pensarlo; io sono un semplice portavoce che condivide questo pensiero

-Non te la prendere con me, non lo dico solo io...

- Oppure, questo è il top, io lo dico, ma sarete tu ed altri a farlo.

Qualche volta si fa con fini ironici o umoristici, come recita wikipedia, ma in ogni caso, quel sentirmi coinvolta senza condivisione, volutamente o involontariamente, semplicemente mi disturba un po'..

Papa Luciani, il papa del sorriso, dopo il conclave che lo elesse, pubblicamente ebbe a dire:
-Ieri mi sono recato alla cappella Sistina tranquillamente, come un curato di campagna...-abrogando la regola del "noi" usata e abusata fino ad allora e forse , con questa frase iniziale entrò nel cuore di tutti.

Io uso sempre la prima persona a ribadire che io dico ciò che penso io, e che penso quello che dico io.

Superfluo? Semplice? Scontato?

Eppure quando lo faccio notare, nel modo più pacato possibile, noto irrigidimenti senso di offesa e disappunti, senza riletterci almeno un po', con la stessa pacatezza e tranquillità...

sabato 5 settembre 2009

Piove

Godo di questa pioggia in diretta ... Ma come staranno alle tendopoli?