avviso

Alcune immagini contenute in questo blog sono state reperite dalla rete, ove non espressamente indicato il diritto di autore.
Tuttavia, se qualcuno rivendicasse diritti di proprietà, può segnalarlo al mio indirizzo e-mail: provvederei alla immediata rimozione delle immagini stesse.
Lo scorpioncino a destra è stato disegnato da Nicoletta Costa dalla quale ho avuto autorizzazione alla pubblicazione.


lunedì 11 ottobre 2010

Perché alziamo la voce quando siamo adirati?


L' ultimo post di Folletto del Vento mi ha fatto ricordare questa bella riflessione del Mahatma Gandhi:

"Un giorno, un pensatore indiano fece la seguente domanda ai suoi discepoli:

-Perché le persone gridano quando sono arrabbiate?

-Gridano perché perdono la calma - rispose uno di loro.

-Ma perché gridare se la persona sta al suo lato?- disse nuovamente il pensatore.

-Bene, gridiamo perché desideriamo che l'altra persona ci ascolti - replicò un altro discepolo.

E il maestro tornò a domandare:
-Allora non è possibile parlargli a voce bassa?
  Varie altre risposte furono date ma nessuna convinse il pensatore.

Allora egli esclamò:
 -Voi sapete perché si grida contro un'altra persona quando si è arrabbiati? Il fatto è che quando due persone sono arrabbiate i loro cuori si allontanano molto.
Per coprire questa distanza bisogna gridare per potersi ascoltare.
Quanto più arrabbiati sono tanto più forte dovranno gridare per sentirsi l'uno con l'altro.
D'altra parte, che succede quando due persone sono innamorate?
Loro non gridano, parlano soavemente. E perché?Perché i loro cuori sono molto vicini.
La distanza tra loro è piccola. A volte sono talmente vicini i loro cuori che neanche parlano, solamente sussurrano.
E quando l'amore è più intenso non è necessario nemmeno sussurrare, basta guardarsi. I loro cuori si intendono. E' questo che accade quando due persone che si amano si avvicinano.

Infine il pensatore concluse dicendo:
-Quando voi discuterete non lasciate che i vostri cuori si allontanino, non dite parole che li possano distanziare di più, perché arriverà un giorno in cui la distanza sarà tanta che non incontreranno mai più la strada per tornare."

4 commenti:

  1. Grazie del riferimento; le riflessioni del Mahatma sono sempre di grande semplicità e spessore.
    Spero veramente di riuscire a non allontanarmi mai così tanto da non saper ritrovare la strada ...

    RispondiElimina
  2. I cuori si allontanano, e sempre di più, purtroppo senza che i depositari dei cuori se ne rendano conto. Si urla, ma senza sentirsi.

    RispondiElimina
  3. @Folletto del Vento: La citazione è bene farla ad hoc; inserito il link al post e corretta la preposizione .. perché il tuo vero nome è Folletto DEL vento e non NEL ... La tua identità ne sarebbe alterata ;)

    @Emanuela: Le verità semplici ed essenziali sono quelle che spesso ci sfuggono ... anche a questo serve la "comunità blogger", a tessere legami significativi che inducono a soffermarsi.

    RispondiElimina
  4. E' un brano che mi ha molto colpito per la sua semplice verità. Da quando lo lessi tempo fa non l'ho mai dimenticato.
    Giorgio

    RispondiElimina