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Lo scorpioncino a destra è stato disegnato da Nicoletta Costa dalla quale ho avuto autorizzazione alla pubblicazione.


giovedì 19 agosto 2010

Tristezza, per favore, vai via ..


Rieccola
Ha deciso di trascorrere l' estate con me, si spera, solo l' estate ..

Antica e taciturna compagna, conosciuta prestissimo. Pare che abbia una sua propria indipendente volontà. Ciclicamente ricompare col suo piccolo bagaglio, da cui trae quel velo grigio con cui ammanta la mia vita: i miei affetti, il mio lavoro, la mia casa, la mia spiaggia, i miei libri, i miei hobbies ...


Mi impegno a sfuggirle, distolgo lo sguardo dal suo, ma immancabilmente è lì sullo sfondo: mi osserva mentre curo le piante, mentre preparo la parmigiana di melanzane, mentre nuoto, aspetta l' autobus con me, poco distante, senza essere invadente, ma non mi toglie gli occhi di dosso, entra nel negozio, conta i miei passi, ascolta il colloquio con la commessa; si allontana discreta se viene qualcuno in casa, ma poi eccola di nuovo, paziente, caparbia ...

La chiamano depressione, da giovanissima ho dovuto allontanarla farmacologicamente, anche in età matura, nei periodi critici della mia vita .. Ora aspetto che si stanchi e se ne vada altrove ..

Sono solitamente estroversa, positiva, con un lieve senso dell' umorismo che pare non disturbi chi mi è vicino, anzi ... Che sia la maschera simile a quella del clown che dispensa ilarità per mascherare la sua natura più vera?

11 commenti:

  1. Ho letto da qualche parte che la tristezza è un'emozione comune in ognuno di noi. Capita a tutti di provarla a periodi e non c'è da preoccuparsene. Se non perdura per molto tempo e se non ci toglie ogni interesse....
    Ti auguro che arrivi presto il sereno. Non cederle. :O)

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  2. Grazie carissima, me lo auguro anch' io ...
    Un abbraccio :)

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  3. La tristezza ti obbliga a lottare più degli altri per poterla vincere e sopraffare. Pensa e fai le cose che ti piacciono, lei se ne andrà

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  4. Ci sto provando Giulia, spero di avere la meglio come dici tu ...

    Grazie e buona domenica :)

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  5. lo sai che scrivi veramente bene? per quanto riguarda la tristezza, in alcuni periodi della vita è una compagna che non ci abbandona, fa parte di noi, vedrai che presto se ne andrà ... intanto scrivi così ci pensi di meno.....
    Un abbraccio
    silvana

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  6. Grazie Sivana:)
    Per il complimento e il buon augurio... Seguirò il tuo consiglio ...aspettando il tuoprossimo capolavoro;)

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  7. Ti capisco molto bene Graziana. Anch'io convivo con una depressione ricorrente praticamente da quando ero bambina. Mi ha accompagnata silenziosamente aggredendomi a tradimento in tanti momenti della vita. Ne sono sempre uscita con l'aiuto dei farmaci, dei miei familiari e della mia forza d'animo che alla fine, faticosamente viene sempre fuori.
    E così ho vissuto la mia vita, tra una depressione e l'altra. Auguro anche a te di riuscire a vincere contro quella che erroneamente viene definita tristezza. E' di più, è un malessere oscuro, incomprensibile per tutti se non per chi purtroppo l'ha vissuta sulla sua pelle.
    Grazie per essere diventata lettrice del mio blog.
    Un abbraccio,
    Rosa

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  8. Mi sono accorta di aver scritto di getto, quasi senza punteggiatura: una specie di "stream of consciousness" alla James Joyce!
    Evidentemente l'argomento mi ha toccata profondamente. Scusami.
    Rosa

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  9. Va benissimo così Rosa ... Io mi sono calata nel tuo commento aderendo perfettamente al tuo pensiero che, anche volendoci pensare, "la mancata punteggiatura" non la scorgo; davvero non c' è di che scusarsi..

    Anzi, ti ringrazio per la condivisione e il riscontro, è bello sempre sentirsi capiti al volo, soprattutto in questi casi: credo che anche a te sia capitato di ascoltare questo adagio:

    - Ma come mai?! In fondo non ti manca niente, pensa a chi sta male veramente :)

    La forza d' animo, quando la si trova, forse è la variabile più importante.

    Grazie della visita Rosa...

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  10. Io la "depressione" la coltivo da sempre, non mi ha mai dato problemi, solo quelli "sociali", ma è dovuto al fatto che gli altri non condividono il mio modo di fare e vivere.

    Solo che questi problemi "sociali" non sono causa della "depressione", ma della "diversità" e quella me l'ha dato Dio, non voglio rinunciarvi, e non posso, e se lo faccio soffro.

    La "depressione" è come un "attrito" che prende forma, frutto della differenza di ciò che sono e di ciò che per gli altri è "la norma".

    "La norma" non è in realtà "la norma", ovvero che è così per tutti gli altri, "la norma" è ciò che si impone, anche con violenza, a Sè stessi, e non si tollera che altri non lo facciano. E' un po' come quello che fa correttamente la differenziata e poi denuncia che non la fa. Solo che qui non si tratta di rifiuti, ma di vita umana, e molte vite quando entrano "nella norma" diventano in effetti rifiuti, scarti di lavorazione, si deve quindi scegliere tra:

    - essere "scarti";

    - ed essere "depressi...

    e la via di mezzo: un po' "depressi" e un po' "scarti di vita" (non se ne accorge nessuno tranne il proprio corpo e se non lo stimoli in continuazione appena rimane dieci minuti in silenzio, senza TV, caffé, cioccolata, zuccheri, rumori, informazioni, fitness, parrucchiera o barbiere... il corpo urla di dolore)

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  11. Preferisco la "depressione", nella quale non mi trovo male, in effetti non mi manca nulla, non tanto per ciò che si ha, quando perché il corpo crea da solo la propria felicità, una volta liberato, depurato, isolato dalla "norma". Il trucco, cmq per quanto folle possa sembrare è: NON DIRLO A NESSUNO E NON PROVARE A COMUNICARLO A NESSUNO. Tranne che a Dio se hai fede. Io parlo con Lui tutto il Santo Giorno, per me un Rosario, cinque poste, accompagnate da apposite preghiere per me e gli altri, riunisce tutta la comunicazione di cui ho bisogno. Attenzione, "bisogno". Il resto, per me, non è un "bisogno"... diventa un piacere. Un regalo, un di più che Dio mi da. Il contatto con la cassiera di un bar, è un piacere. Ma lo è nella misura in cui è un di più fdi cui non ho "bisogno". Se ne avessi "bisogno", quel contatto sarebbe come una dose per un drogato.

    La "depressione", passa, nella misura in cui diminuisce il "bisogno" degli altri e aumenta il "piacere" che portano gli altri. Se il "bisogno" non è soddisfatto (non si rientra nella "norma") la "depressione" è un orrore. Se non ci si libera "degli altri" ("bisogno") non se ne esce.Gli altri devono essere un di più, derivante dal rapporto con Dio.

    Detto questo, ho anche due gatti e mezzo, quando hai una gatta che ti guarda 24 ore al giorno con occhi sgranati da innamorata, non vai a chiedere l'elemosina ad un partner indifferente, sei Tu che gli dai qualcosa, e gratis, e senza chiedere il resto, non ti serve, gli dici "tienitelo" o dallo a qualcun altro che ha "bisogno".

    Attenzione, questo processo funziona solo se riesci a tagliar fuori dalla tua vita tutte le persone moleste, o quanto meno se gli fai capire che potresti farlo in dieci secondi, che loro non ti "servono" per essere felici, anzi sono un peso, se non la smettono sono fuori. Le relazioni (in una società liquido-moderna come quella in cui viviamo e che sarebbe da folli alienati pensare di non vivere) devono continuamente essere "potate", "rinnovate", i cambiamenti accettati, la fine spesso desiderata per vivere un continuo nuovo inizio. "Nuovo inizio" non per creare chissà quale opera eterna, ma perché se non accetti questo turbine "naturale" (e la società in cui viviamo è "naturale" nella misura in cui qualunque habitat diventa naturale, quando si viveva in mezzo al verde e agli alberi animali e malattie falcidiavano e si campava trent'anni), allora la "depressione" diventa follia.

    Ed è meglio non disprezzare la follia, potrebbe essere l'unica via di fuga che un giorno rimarrà a chi continua a vivere con disperazione la frattura "individuale - sociale". in realtà non c'è nessuna frattura, perché le anime, sono fatte per stare divise. Solo in Dio si incontrano. Lasciate in compagnia di se stesse, prima o poi si scontrano, è più il costo che il guadagno. Se non c'è Dio che "modera il dibattito", finisce in caciara televisiva.

    Bel post il tuo, Ciao!!!!!

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