avviso

Alcune immagini contenute in questo blog sono state reperite dalla rete, ove non espressamente indicato il diritto di autore.
Tuttavia, se qualcuno rivendicasse diritti di proprietà, può segnalarlo al mio indirizzo e-mail: provvederei alla immediata rimozione delle immagini stesse.
Lo scorpioncino a destra è stato disegnato da Nicoletta Costa dalla quale ho avuto autorizzazione alla pubblicazione.


giovedì 23 febbraio 2012

Il tempo ciclico: sempre uguale sempre diverso



Viene Gennaio silenzioso e lieve, 
un fiume addormentato 
fra le cui rive giace come neve 
il mio corpo malato, 
il mio corpo malato. 
Sono distese lungo la pianura 
bianche file di campi, 
son come amanti dopo l'avventura 
neri alberi stanchi, 
neri alberi stanchi.

Viene Febbraio, e il mondo è a capo chino,
ma nei convitti e in piazza
lascia i dolori e vesti da Arlecchino,
il carnevale impazza,
il carnevale impazza.
L'inverno è lungo ancora,
ma nel cuore appare la speranza
nei primi giorni di malato sole
la primavera danza,
la primavera danza.
Cantando Marzo porta le sue piogge,
la nebbia squarcia il velo,
porta la neve sciolta nelle rogge
il riso del disgelo,
il riso del disgelo.
Riempi il bicchiere,
e con l'inverno butta
la penitenza vana,
l'ala del tempo
batte troppo in fretta,
la guardi, è già lontana,
la guardi, è già lontana...
O giorni, o mesi che andate sempre via,
sempre simile a voi è questa vita mia.
Diverso tutti gli anni,
ma tutti gli anni uguale,
la mano di tarocchi
che non sai mai giocare,
che non sai mai giocare.
Con giorni lunghi al sonno dedicati

il dolce Aprile viene,
quali segreti scoprì in te il poeta
che ti chiamò crudele,
che ti chiamò crudele.
Ma nei tuoi giorni è bello addormentarsi
dopo fatto l'amore,
come la terra dorme nella notte
dopo un giorno di sole,
dopo un giorno di sole.
Ben venga Maggio e il gonfalone amico,
ben venga primavera,
il nuovo amore getti via l'antico
nell'ombra della sera,
nell'ombra della sera.
Ben venga Maggio, ben venga la rosa
che è dei poeti il fiore,
mentre la canto con la mia chitarra
brindo a Cenne e a Folgore,
brindo a Cenne e a Folgore.
Giugno, che sei maturità dell'anno,
di te ringrazio Dio:
in un tuo giorno,
sotto al sole caldo,
ci sono nato io,
ci sono nato io.
E con le messi
che hai fra le tue mani
ci porti il tuo tesoro,
con le tue spighe
doni all'uomo il pane,
alle femmine l'oro,
alle femmine l'oro.
O giorni, o mesi che andate sempre via [...]
Con giorni lunghi
di colori chiari
ecco Luglio, il leone,
riposa, bevi
e il mondo attorno appare
come in una visione,
come in una visione.
Non si lavora Agosto,
nelle stanche tue lunghe oziose ore
mai come adesso è bello inebriarsi
di vino e di calore,
di vino e di calore.
Settembre è il mese del ripensamento
sugli anni e sull' età,
dopo l'estate porta il dono usato
della perplessità, della perplessità
Ti siedi e pensi
e ricominci il gioco
della tua identità,
come scintille brucian nel tuo fuoco
le possibilità, le possibilità.
Non so se tutti hanno capito

Ottobre la tua grande bellezza:
nei tini grassi come pance piene
prepari mosto e ebbrezza,
prepari mosto e ebbrezza.
Lungo i miei monti,
come uccelli tristi
fuggono nubi pazze,
lungo i miei monti
colorati in rame
fumano nubi basse,
fumano nubi basse.
O giorni, o mesi che andate sempre via,
sempre simile a voi è questa vita mia.
Diverso tutti gli anni,
e tutti gli anni uguale,
la mano di tarocchi
che non sai mai giocare,
che non sai mai giocare.
Cala Novembre
e le inquietanti nebbie
gravi coprono gli orti,
lungo i giardini
consacrati al pianto
si festeggiano i morti,
si festeggiano i morti.
Cade la pioggia
ed il tuo viso bagna
di gocce di rugiada
te pure, un giorno,
cambierà la sorte
in fango della strada,
in fango della strada.
E mi addormento
come in un letargo,
Dicembre, alle tue porte,
lungo i tuoi giorni
con la mente spargo
tristi semi di morte,
tristi semi di morte.
Uomini e cose lasciano per terra
esili ombre pigre,
ma nei tuoi giorni
dai profeti detti
nasce Cristo la tigre,
nasce Cristo la tigre.
O giorni, o mesi
che andate sempre via,
sempre simile a voi
è questa vita mia.
Diverso tutti gli anni,
ma tutti gli anni uguale,
la mano di tarocchi
che non sai mai giocare,
che non sai mai giocare.
Che non sai mai giocare,
che non sai mai giocare.
Che non sai mai giocare,
che non sai mai giocare.

20 commenti:

  1. Vengono i 10 anni, poi i 20, poi i 30, poi i 40, poi i 50, poi i 60, poi i 70, poi gli 80, poi i 90............
    E ogni giorno è uguale ma diverso.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie del commento, Giorgio; alla prossima!

      Elimina
  2. Non la ricordavo più questa canzone di Guccini, l'ho ascoltata molto volentieri!!felice week end per Te...Giancarlo

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie Giancarlo, Sono contenta che tu abbia ascoltato volentieri, Buona settimana a te...

      Elimina
  3. Giugno, che sei maturità dell'anno,
    di te ringrazio Dio:
    in un tuo giorno,
    sotto al sole caldo,
    ci sono nata anch'io,
    ma quest'anno sarà
    proprio diverso, perché
    non potrò festeggiarlo
    con la mia mamma.
    Bellissima questa canzone di Guccini
    Grazie per averla trovata

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao Luigina ... So quello che provi. Esperienze così forti, non ci lasciano senza lasciare il segno. Ma, anche e soprattutto grazie a Lei, dopo ricostruirai un nuovo equilibrio.

      Elimina
  4. Risposte
    1. Sì Exo, risale al 1982 questo pezzo; a me evoca lo stile del cantastorie. Uno dei pezzi più belli di Guccini.

      Elimina
  5. Già un tempo ciclico che contiene la nostra vita!
    Ciao Graziana, ti auguro un 8 marzo allegro e solare!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie mille Sciarada, leggo solo ora, giorni allegri e solari anche per te che per tutto il tempo a venire.

      Elimina
  6. 8 marzo...quanta strada è stata fatta in questi ultimi decenni nella direzione della emancipazione e liberazione della donna, ma ne rimane ancora tanta da fare, che 8 marzo sia festa della donna tutto l'anno!!...ciao

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie infinite ... L' augurio è graditissimo. Ciao, a presto!

      Elimina
  7. Auguri a te e a tutte le donne del mondo

    …. ……. _(‾‾)_ . .♫. . … _(‾‾)_
    . .♫ . . . .(_,☻,_). . . .. . (_,☻,_)
    . (¯`v´¯). (_)(_). . (¯`v´¯) (_)(_)
    (¯`(@)´¯) ♫.║ . . (¯`(@)´¯).║ . .
    . (_.^._)(¯`v´¯) . .(_.^._).(¯`v´¯)
    . . . ║ . (¯`(♥)´¯). . . ║. .. (¯`(♥)´¯).
    .♫ . ║ . .(_.^._) . .(\ ║. ♫ ..(_.^._)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie Erborista; gentilissima questa immagine...

      Elimina
  8. Un testo bellissimo ed emozionante!
    Meno male che nessuna stagione rimane permanente...anche nel nostro cuore.
    Ti abbraccio Lucia

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie Lucia e bentornata. A presto!

      Elimina
  9. Il piatto piange, vogliamo scrivere qualcosa di nuovo??? :-(

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie per l' attenzione Exo,sei molto caro; è un periodo di gran confusione questo; oppure pretendo troppo da me. Vi penso tutti e spesso vi lancio una veloce occhiata. A presto!

      Elimina
  10. Ciao Graziana,sono passata per lasciarti un saluto.
    Ciao Luci@

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie Lucia, sei gentilissima. Un caro saluto anche a te.

      Elimina