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Lo scorpioncino a destra è stato disegnato da Nicoletta Costa dalla quale ho avuto autorizzazione alla pubblicazione.


martedì 5 febbraio 2008

Viva viva il Carnevale...

...con il pepe con il sale
la tristezza manda via e ci porta l' allegria...

Il disegno appartiene al mio ex alunno Daniele Di N.
Così recita un' allegra canzoncina per bambini e, in modo semplice e diretto indica il motivo di questa festa.
L' abitudine a mascherarsi risale al Paleolitico.
Mascherarsi significava assumere un aspetto minaccioso e in fondo in fondo esorcizzava la paura.
Il Carnevale ha quasi certamente origini romane: i riti in onore di Bacco, i cosiddetti baccanali, prevedevano travestimenti in maschera, in cui nobili e plebei, vecchi e bambini davano libero sfogo alle danze e ai giochi, tra fiumi di vino. Qui la maschera aveva forse la funzione del nascondimento: celare la propria identità poteva significare annullare le differenze sociali e uscire dal ruolo ... chissà...

La tradizione cristiana si sovrappose a questa festa collocandola nel giorno che precede le Ceneri; ossia nel primo giorno di Quaresima, periodo di morigeratezza, di meditazione e di preparazione alla Pasqua. ( nulla si può distruggere, ma tutto si può trasformare)


Attualmente non mi coinvolge come festa, se non in cucina: ravioli, di carne e di ricotta; pasta alla chitarra (come vuole la tradizione del mio paese), infine, chiacchiere e cicerchiata.
I Carnevale vissuti molto intensamente sono stati quelli organizzati per la gioia dei miei figli con altre mamme, in particolare con Mariolina, che tenerezza...Non è mai stato chiarissimo se ci divertivamo più noi o i ba,bini...

Lei metteva casa sua a disposizione (vi pare poco?) la sottoscritta preparava le cibarie (tramezzini e pizzette di ogni tipo) e organizzava i giochi. Alla sera esausti ma felici, tutti a casa.


Le maschere di Carnevale variano nel tempo e nello spazio: quelle cosiddette tradizionali sono state mutuate dalla Commedia dell' Arte. Oggi i travestimenti sono centrati su altri personaggi: quelli delle fiabe e dei cartoons, del mondo politico e sociale... ed è normale che sia così...
Come è naturale che ogni terra legata ai festeggiamenti del Carnevale abbia la sua maschera e i suoi riti.

"Questo è Farinella, la maschera ufficiale del carnevale di Putignano che prende il nome dalla 'farinella', uno sfarinato di ceci e orzo, antichissimo cibo contadino della nostra tradizione."
Così ebbe a dirmi qualche anno fa una carissima amica e collega di rete di Putignano.

Ma sì... il Carnevale non può che essere questo: un' occasione di sana disgressione da quella quotidianità che tanto amo; anzi è più che mai quotidianità ... E, in fondo, il piacere di mascherarsi è proprio quella voglia di proiettarsi almeno per un po', in ciò che non si è...o in ciò che si è veramente...o ancora, in ciò che si vorrebbe essere ... o ancora in ciò che ci si vergognerebbe di essere....

Un libero accesso ai peccati di gola prima del digiuno e dall' astinenza delle carni...Un altrettanto libero accesso al travestimento, allo scherzo e , come sempre, fare del Carnevale un felice giorno, sta al nostro buonsenso.

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