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domenica 22 dicembre 2024

La forza del NON

Calendario dell'Avvento "Il Focolare dell'Anima"

XI edizione 

ventidueesima finestra 

Ideatrice e organizzatrice: Sciarada del blog "Anima Mundi"

Oramai ci siamo, cari compagni di viaggio, la luce solstiziale ci orienta e conduce verso la Luce per eccellenza, verso il Re della Pace.

Anche questa volta è stato un gioioso appuntamento per camminare insieme sostenendoci vicendevolmente donandoci reciprocamente conoscenze, riflessioni e sano nonché piacevolissimo intrattenimento.

Un grazie infinito a Sciarada per la cura, la dedizione che, come sempre, ha avuto per tutti noi;
infine, un grazie particolare per il duplice passaggio del testimone Sorella!

Alla soglia di questo Natale 2024, allietato dai prodigi della mia nipotina Agnese, ma con un fardello pesante in più sulle sulle spalle, condivido una riflessione di Cristiano Marcucci, consapevolmente assunta come progetto di vita:

"Credo nella forza del non.

L'umiltà del non sapere.

La dolcezza del non farcela.

La bellezza del non pretendere.

La forza del non trattenere.

La potenza del non dire.

La grandezza del non stare al centro.

La libertà del non possedere.

La contemplazione del non volere.

La povertà del non avere ragione.

Non, non, non.

Imparo ad amare con la magia del non."

A tutti e a tutte l'augurio di un Natale gioioso, sempre e comunque; anche e nonostante.

Ci incontreremo domani presso Mirtillo14 Camminando

lunedì 2 dicembre 2024

Il mistero della iIncarnazione

Calendario dell'Avvento "Il Focolare dell'Anima"
XI edizione - seconda finestra
Ideatrice e organizzatrice: Sciarada del blog "Anima Mundi"


Come non accogliere l'invito della grandiosa Sciarada?
Si rinnova anche quest'anno l'opportunità di dar voce ai nostri pensieri natalizi, di esternarli al mondo della blogosfera, di ritrovare compagni di viaggio e di incontrarne altri attorno ad un ideale Focolare dell'Anima.
Direi che è il primo dono natalizio che riceviamo, ancor prima dell'Avvento.

Nell'adesione a questa edizione del calendario avrei voluto aprire questa finestra a tema culinario, nell'intento di comunicare le calde atmosfere della tradizione famigliare, ma, come di solito accade, le mie pianificazioni vengono puntualmente disattese.

Siamo all'inizio dell'Avvento, e questo Avvento 2024 mi suscita un pensiero che finisce per condizionare la mia tastiera: il mistero dell' Incarnazione.

Un Dio che si fa piccolo, che si fa bambino, che nasce nell'indigenza, quasi in mezzo alla strada, nell'indifferenza del mondo circostante: in definitiva all'insegna di una infinita fragilità. 
Un mistero incommensurabile quello di un Dio che si spoglia dei suoi attributi di onnipotenza, infinità, onniscienza, facendosi vulnerabile.
Quello stesso Dio infatti accetta di  morire sfigurato sul legno della croce in un oceano di fragilità.

Ogni nascita è un mistero. Nessuno di noi ha scelto di nascere. Nessuno ha scelto il proprio nome, Nessuno ha scelto i propri genitori.

Ogni Natale è un'opportunità di rinascita, di aggiungere tasselli alla propria crescita spirituale.

Ebbene, voglio attendere questo Natale all'insegna della meditazione di questo mistero, accogliendo le mie fragilità, le mie ombre psicologiche, fisiche, morali, comportamentali; voglio provare ad abitarle senza combatterle, perfino ad amarle queste mie imperfezioni, che sia la chiave di volta di un'evoluzione? 

Sarà il senso di questo mio Natale e della mia preghiera.  

Ed ora il testimone passa, come ogni anno a Costantino, nel suo sempre accogliente mostrelibriluoghi.

A presto leggervi tutti con l'augurio di una lieta e serena Attesa.

venerdì 1 dicembre 2023

Calendario dell'Avvento 2023 -X edizione

Buon mese di Dicembre e ben rivisti tutti compagni di viaggio!

Partecipo con la gioia nel cuore al Calendario dell'Avvento pensato e organizzato dall'insuperabile amica Sciarada del blog Anima Mundi e ho l'onore di aprire le danze con la prima finestra di questa decima edizione.

Già, abbiamo raggiunto il decennale!
E allora brindiamo alla vita che ci concede ancora questo spazio e questo tempo, ma senza indugio aggiungo:

Senza di te, Sciarada, senza quel tuo meravigliosamente essere ostinata, ciò non sarebbe stato!
Quindi il mio grazie va a Te, Sorella!


Il mio pensiero va al Natale dei pastori, ai privilegiati dell'annuncio dell'angelo, in quanto gente semplice che conserva la capacità dello stupore, della meraviglia, tipici degli occhi di un bambino; 
questa gente è semplice perché ha le capacità interiori di accogliere e comprendere quel messaggio di Luce, di per sé incomprensibile.

Mi viene da aggiungere: sono coloro che vegliano nel cuore delle tenebre; certo è un vegliare per mestiere il loro, ma si schiude una simbologia più profonda; il buio sembra essere il luogo privilegiato delle grandi rivelazioni.

-Che sarà mai questa luce nel cuore della notte!?

-E' una luce più sfolgorante di quella del sole!

-Qualcosa di grandioso sta per accadere, stringiamoci insieme ... Teniamoci forte. Questa non è una luce come tutte le altre!

-Ho paura, però è troppo bello, non riesco a distogliere lo sguardo.

- Non temete, oggi è nato un salvatore, questo per voi è il segno; troverete un bambino avvolto in fasce che giace in una mangiatoia. 

Un messaggio assurdo, confermato dalle schiere angeliche che cantano il GLORIA.

I pastori, dopo la soprannaturale visione lasciano gli armenti e si mettono in cammino senza indugio, pieni di gioia e di fiducioso stupore.


Lorenzo Lotto-L'adorazione dei pastori

Eccoli, al cospetto di quel bimbo deposto in una mangiatoia, in un ambiente di fortuna, certo non consono ad accogliere un prodigio, ma permeato di una luce straordinaria, dove tutto e tutti partecipano alla scena, dove protagonisti sono lo stupore e il silenzio verso un mistero accolto e meditato; 
anche gli animali nello sfondo e l'agnello in primo piano offerto in dono, che si concede alle manine curiose e innocenti; che l'Autore abbia voluto imprimere a questa intima unione  il presagio dell'agnello di Dio?

I pastori di Betlemme: popolo di reietti situato ai margini della società del tempo. Vivevano in una terra incolta ed arida fruibile solo a pascolo. Sorvegliavano le loro greggi anche di notte, ma non avevano alcun riconoscimento sociale; neppure il tribunale avrebbe tenuto in debito conto una loro testimonianza.

Ma sono proprio loro i primi destinatari  dell'annuncio della gioia.

Mi chiedo: chi sono i semplici capaci di stupirsi e di accogliere senza indugio il messaggio di salvezza oggi?
Chi sceglierebbero gli angeli del Signore per dare il lieto annuncio?

Voglio trattenere la metafora del cammino, del mettersi in viaggio ed andare, un viaggio forse ancora più complesso che è il viaggio interiore, verso quella luce che è dentro di noi e che sta a noi scoprire, in un viaggio continuo, accidentato, non lineare, fatto di cadute rovinose, anche del tornare indietro, ma con la tenacia di chi si rialza sempre ... E cammina!

Buon Avvento amici belli! Un saluto dalla mia nipotina cui è stata dedicata la scorsa edizione del Calendario; vi saluta anche lei, mentre al risveglio guarda stupita la candelina del suo quindicesimo complimese.


Alle zie e agli zii del Calendario dell'Avvento!


Ci ritroveremo domani nel blog di Costantino mostrelibriluoghi con la finestra del 2 di Dicembre.

lunedì 26 dicembre 2022

Un sorriso da Agnese

 




















Grazie zia Sciarada per avermi dedicato il calendario dell'Avvento 2022.

Un bacio a tutti gli zii e le zie della famiglia blogger per le belle parole a me dedicate nel corso del Calendario dell'Avvento 2022.

Vi auguro di essere felici come me in questa foto. Agnese.

A tutti Serene Festività. Ancora grazie. Graziana

giovedì 22 dicembre 2022

Calendario dell'Avvento - IX edizione -22 ddicembre 2022



Apro la finestrella numero 22 di questo calendario, un po' intimidita dalla ricchezza culturale e personale dei compagni di squadra di questo ormai storico calendario, organizzato dalla grandiosa amica Sciarada del blog Anima Mundi

Mia dolce amica e sorella ti ringrazio di cuore per aver favorito anche quest'anno l'incontro tra i membri di questa nostra famiglia blogger, ma ancor di più per averlo dedicato ad Agnese, la mia adorata nipotina, rendendo tutti voi zii e zie elettivi. Ed io nel mio cuore vi accolgo e vi considero tali.

Ecco il mio semplice racconto.

Entro nella parrocchia della Visitazione di Maria a Pescara, geograficamente distante da casa mia, ma vicina al mio sentire e, come ogni anno, dietro alle statue di Maria e Giuseppe, vedo l'albero di Natale che ogni anno si ispira ad un tema diverso.

Lo scorso anno era interamente rosso, per cui intuìi ssere drammaticamente contro la violenza alle donne.

Quest'anno si presenta così:



Una piramide di secchi di vernice variamente colorati. A  terra barattoli e pennelli come di chi si appresta all'opera.

Uhm ... Cerco di interpretare.

Penso alla diversità - uguali ma diversi , ai rimandi connessi - accoglienza rispetto accettazione, ma mi sembra troppo scontato e improbabile.

Viene in mio soccorso una tavolozza, a sinistra ubicata, con altrettanti barattoli e pennelli e, finalmente, una didascalia. 



"L'albero dei Colori dell'Anima

Immaginiamo che quando nasciamo ognuno di noi abbia una tela bianca e strada facendo la colori con le vite vissute ...

Non ė mai troppo tardi per riprendere in mano la tela della nostra vita e ridipingere i colori dell'anima e anche se ci saranno luci e ombre, le accoglieremo entrambe. 
Chi lo ha detto che nelle luci c'è qualcosa di più bello delle ombre!!!

L'augurio del nostro albero ė lasciare che una semplice pennellata accarezzi la propria anima in questo 'Cantiere Working Progress' sempre in crescita che è la nostra meravigliosa vita...
Una metafora in un colore, in una pennellata che abbia la forza dei nostri desideri...
Lasciare che una pennellata possa dare e fare il meglio...
Lasciare che una pennellata tiri fuori la forza vitale che ė in noi ...
Una pennellata che mi sta dicendo cosa c'è dentro di me...
Una pennellata per dare un taglio... Per aprire un varco per cambiare il colore della nostra vita ...
Una pennellata che porti a connetterci, ad allinearci con noi stessi e con gli altri...
Che bello l'Albero dei Colori dell'Anima!!!"

Lascio a me e a voi questo augurio che mi sembra un invito al viaggio interiore. Forse ė scontato, ma davvero sento che in ogni Avvento bisognerebbe rinascere come persone rinnovate, diverse dall'Avvento precedente, così come ogni Avvento bisognerebbe sentirlo con qualche caratteristica nuova. È sicuramente una mia esigenza, forse dettata dal tempo che incalza.

Altro non voglio aggiungere, le suggestioni sono infinite per quantità e profondità ed è bello e buono che siano lasciate alla sensibilità di ciascuno.

Chiudo qui la mia finestra passando il testimone al blog Ad Maiora di Elettra, augurando un Buon Viaggio a ciascuno di noi a direzione che vogliamo intraprendere. In questo senso buona attesa per quel poco che resta e Buon Natale. Vi abbraccio.

Cara Sciarada, ti prego di inviarmi nuovamente il logo che l'ho smarrito, non lo trovo con nessuna opzione di ricerca, non so che cosa ho combinato con questo tablet che io ho sempre usato solo per navigare.

Carissimi tutti, mancano tutti i link, non riesco a fare collegamenti, ma mi auguro di provvedere quanto prima. Mancano anche tutti gli accorgimenti di carattere che non riesco a mettere in pratica.

Emerge una delle mie numerose ombre, la procrastinazione, il fare le cose all''ultimo momento, specialmente quelle che mi creano difficoltà, il tablet in questo caso.In linea di massima mi riesce bene, ma non sempre.... E mi spiace che il caso sia proprio questo.  Ci aggiorniamo. 

 

mercoledì 22 dicembre 2021

Calendario dell'Avvento: "Il focolare dell'anima" VIII Edizione

Con la finestra 22 partecipo al calendario dell'Avvento ideato ed organizzato anche quest'anno dalla carissima amica Sciarada



 " Aspetta un bimbo! 
Stento a crederci. Come ha potuto tradirmi! Ci amavamo tanto. E' la mia promessa sposa, mancava poco che andassimo a vivere insieme. E lei nel frattempo mi tradisce. Non ci posso credere...

Sento nel mio petto il bruciore, la compressione della delusione, ma continuo ad amarla, sempre più!

Il pensiero della sua lapidazione mi annienta.

La Legge però lo impone ... Sono dilaniato. E non ho vie d'uscita.

No! La lapidazione no! Le pietre sul suo corpo non potranno cadere; il suo meraviglioso incarnato non  sanguinerà. 

La ripudierò in segreto, ecco cosa farò.

Ripudiarla?! Ma io l'amo!!! Cosa sarà la mia vita senza di lei!?

Che almeno il sonno abbia pietà di me, che l'oblio, seppur breve, allontani da me il tormento ...

Ma che succede?? Anche il sonno non vuole darmi pace? Non respiro, ... Sono trafelato. Ma si vuole la mia pazzia?  Che racconta l'angelo? Che è incinta senza aver conosciuto uomo? 

Ma sì, il turbinio dei miei pensieri mi perseguita anche nel sonno, forse è l'inizio della mia dissennatezza.

Però... Quell'angelo mi ha detto qualcos'altro, mi ha indicato un sentiero, una via d'uscita, una folle speranza:

-Prendi Maria con te ... - quindi non la devo ripudiare ... - darà alla luce un figlio straordinario, colui che salverà il mondo.

Tutto questo è assurdo, non lo capisco, ma io non ho scampo. Tuttavia voglio aggrapparmi a questa speranza, a questa follia, una follia che mi vuole vicino alla mia Maria, alla mia promessa sposa. Meglio accogliere questa prospettiva irreale che rimanere disperatamente solo.

Sono sconvolto: i miei progetti crollati come un castello di sabbia. Sono incredulo, ma inizierò un nuovo viaggio, un cammino nuovo, senza progetto, accoglierò ogni nuovo giorno per quello che si vorrà per me, coglio affidarmi alla follia di questo sogno e forse lentamente capirò, sperando di ricostruire qualche certezza."


E che sogno! 
Il sogno del santo della quotidianità.
Senza troppi clamori, senza la visibilità del miracolo.
Forse sono stata troppo blasfema, ho voluto umanizzare troppo l'immagine di un grande sanro.
Non me ne vogliano i benpensanti, ma questo è il mio sentire di oggi: sono lontana anni-luce dalla santità "giuseppina" tuttavia mi fa da specchio quando non discerno le contraddizioni, quando vorrei avere il controllo delle cose, conservare le mie certezze, mentre la vita si aspetta l'esatto contrario. 



Passo il testimone al Negus Reale per la ventitreesima finestra del nostro calendario dell'Avvento, che l'inesauribile e piacevolmente ostinata Sciarada ha portato avanti anche quest'anno, pronta a sobbarcarsi tutto l'onere, pur di conservare un progetto di unione e di relazione: la chiave universale del Cammino.

Che il Natale sia nei nostri cuori!

domenica 28 febbraio 2021

giovedì 24 dicembre 2020

24 dicembre 2020: Buon Natale!

 Sembra che il sole riprenda veramente il suo vigore.






Fino agli ultimi colori dell'imbrunire.








E poi calore dell' intimità e della Luce.



Buon Natale!



martedì 22 dicembre 2020

Calendario dell'Avvento - Il focolare dell'anima - Settima edizione - 22 dicembre











Finestra del ventidue dicembre, Calendario dell'Avvento "Il focolare dell'anima" ideato, promosso dall'adorabile ostinata amica Sciarada del blog Anima Mundi, per il settimo anno consecutivo.

Ventidue dicembre: un giorno che arriva dopo la notte più lunga e dopo il dì più breve dell'anno. Il giorno che segue il solstizio. L'inverno è appena iniziato, ma prodigiosamente la giornata è più lunga: inizia un nuovo ciclo vitale inizia la rinascita dal buio.

Il calendario ci parla del tempo lineare, del Kronos, mentre i movimenti astrali meno evidenti rimandano al Kairòs, al tempo di gestazione di rinascita della natura e di rinascita spirituale: non per nulla i sacri testi dicono che verrà un Sole dall'alto ad illuminare coloro che sono nelle tenebre.

La terra, elemento femminile della natura, in questo periodo chiede al seme di "stare" nel buio, nelle tenebre del suo grande grembo affinché possa  manifestare tutto il suo potenziale nell'esplosione della sua rinascita. 

Quest'anno non solo la metafora del buio astronomico, ma una situazione pesantissima e reale ci impone un buio spirituale di solitudine, di restrizione, di privazione dei sorrisi e degli abbracci; una situazione che ci chiede di "stare", di permanere nel buio oltre il buio solstiziale. Dico in definitiva che le privazioni desolanti in qualche modo termineranno e che, da persone consapevoli, rinasceremo persone migliori e grate; persone capaci di godere in ogni momento dell'essenziale, non solo del superfluo. Abbiamo il dovere di non rendere vano questo sacrificio: questa sarà la nostra faticosa rinascita, il nostro Sol invictus. Ora possiamo solo confidare e affidarci.

Il mio pensiero va a chi ha pagato il tributo più alto, a chi è rimasto privato delle presenze famigliari, degli amici, dei conoscenti, dei vicini di casa Per loro posso solo rimanere in silenzio. Altro pensiero va alla sequela dei nuovi poveri, verso i quali mi sento impotente e in debito, ma per i quali imploro la luce delle menti dei nostri governanti.

A voi amici carissimi un grazie immenso, un abbraccio cosmico; a voi, a me, a coloro che ci leggono gli auguri più belli di Rinascita cosmica insieme al Sole per eccellenza che verrà, in questo tempo di  passaggio dalle valenze plurime. Vi voglio un gran bene.

Termino con questa finestra i miei interventi per questo Avvento, ma non la mia presenza nei vostri blog; passo  il testimone ad Elettra nel suo colorato blog "Ad Maiora".

Apro anche le seguenti finestre:

2 dicembre

15 dicembre

domenica 20 dicembre 2020

martedì 15 dicembre 2020

Calendario dell'Avvento, Il focolare dell'Anima, VII edizione, 15 dicembre



Eccomi alla finestra del 15 dicembre per continuare la  nostra Attesa attraverso il Calendario dell'Avvento 2020 preparato dalla nostra preziosa Sciarada del blog Anima Mundi.



E l'angelo del Signore volò sotto le stelle,
vide un castello con tre grandi porte.
e sulle porte nove sentinelle.
L'angelo del Signore gridò forte:
"E' nato!"

E l'angelo del Signore volò sotto le stelle,
e vide tre pastori in una corte,
presso il fuoco, ravvolti in una pelle.
L'angelo del Signore gridò forte:
"E' nato!"

I pastori si misero in cammino,
coi montoni, le pecore e gli agnelli,
e per la prima volta il Dio Bambino
apparve a tre pastori poverelli

Stefania Plona





E  i pastori, popolo di reietti collocati ai margini della società; proprio loro sono i primi  destinatari del lieto annuncio. Pieni di gioia nel cuore e senza indugio si recano verso la capanna per conoscere il Re dei re.

Ma quale la meraviglia al cospetto di un bimbo in fasce nato tra mille disagi un una poverissima grotta.

Angelo Merisi da Caravaggio - L'adorazione dei pastori
























Senza indugio, scalzi, così come si trovavano, uno di loro non completamente coperto, si recano nel posto convenuto.

Un impianto iconografico insolito, fatto di luci e ombre, dove si conferma il trionfo dell'umano. Nessuna aureola, nessun elemento canonico di santità.

Maria distesa, posizione tipica dopo il parto, con un velo di stanchezza che traspare dal viso e dalla postura, appoggiata ad un muretto; il bambino in fasce che tende le manine al collo della madre, Giuseppe sullo sfondo che contempla il mistero di cui è custode.

Gli oggetti sparsi nell'ambiente, senza una funzione precisa esaltano il senso di umiltà estrema: monito verso le generazioni future troppo legate al fasto e all'opulenza? Forse che l'Autore vuole suggerirci che la vera ricchezza è nella purezza di cuore e di sentimento? O forse è un monito all'accoglienza di tutti,  tutti i diseredati di una terra, di una dignità, di un minimo decoro?

Gli animali sullo sfondo rivolti in altra direzione, non partecipi alla rappresentazione del divino,  accentuano il senso di precarietà di quella nascita.

Emerge un  messaggio di vicinanza a tutte le situazioni di povertà, comprese quelle spirituali, le più difficili, le più disperate, a  portare il messaggio di speranza e di salvezza.


Raccolgo questo messaggio di speranza quanto mai necessario in questo tempo difficile esteso ai nuovi poveri, ai malati, al senso di precarietà che tutti ci avvolge, in questo Natale particolare.

Un grazie a tutti voi che mi leggete, per la presenza e per gli spicchi di luce elargiti in questo Avvento diverso. Vi abbraccio

A Sciarada porgo di nuovo il mio grazie e il mio affetto.

Passo il testimone a Sari che incontreremo domani nel suo bellissimo "Enne Come Natale"


domenica 13 dicembre 2020

Attesa: terza domenica


Attendere: infinito del verbo amare.

La Luce, quella vera che ci dà gioia, è dentro di noi. Bisogna cercarla.

    

domenica 6 dicembre 2020

Attesa: seconda domenica


"Il deserto, quello vero, fatto di ululati e di sciacalli e di notti stellate, fu l'ambiente del mio incontro con Dio.
Non cercavo più i segni miracolosi o mistici della sua azione, cercavo la nudità della sua Presenza. Non volevo più ragionare su di Lui, volevo conoscerlo.
Non cercavo più quel rapporto con Lui che tante volte ho goduto nella liturgia domenicale, che così facilmente ti dà l'illusione di essere a posto con il culto e con i riti, ma desideravo la sua intimità nella nudità della materia, nellaa trasparenza della luce, nella fatica di amare gli uomini.
Cercavo il Dio di tutti i giorni della settimana, non il Dio della domenica.
Non è stato difficile trovarlo, no!
Non è stato difficile perché Lui era là ad attendermi."

Carlo Carretto: Ho cercato e ho trovato


mercoledì 2 dicembre 2020

Calendario dell'Avvento "Il focolare dell'anima" - Settima edizione - 2 dicembre

Eccoci di nuovo al nostro consueto incontro prenatalizio del Calendario dell'Avvento ideato e caldeggiato dall'amica Sciarada del blog Anima Mundi.

Un caloroso Grazie all'instancabile organizzatrice che attraverso questo filo conduttore non solo consolida o crea un legame tra i partecipanti diretti, ma tesse altresì relazioni invisibili nel mondo della blogosfera che si diffondono in un'eco profonda.


Il giorno si avviava lentamente al suo declino mentre Samuele si avvia verso casa dal lavoro dei campi a fianco al suo papà. 
Il vecchio bue faticosamente trascinava l'aratro, le sue stanche membra imploravno il riposo, ma senza un gemito, senza un lamento; con i grossi occhi persi sul sentiero, portava a termine il  compito del giorno con incedere mesto.

- Non ce la fa più. Al più presto bisogna sostituirlo. Lo abbatteremo e venderemo la sua carne, non abbiamo scelta.

- Ma babbo, perché lo vuoi uccidere? Non ti dispiace? Ha svolto tanti servizi, è stato sempre ubbidiente.

- Lo so, figlio mio. Pensi che non mi dispiaccia? Purtroppo non possiamo nutrirlo e accudirlo in cambio di niente. Abbiamo bisogno di un giovane bue, pieno di forza e di vigore. Il ricavato che avremo dalla sua carne ci aiuterà ad acquistarlo.

Il bambino diventò triste: quel bue non era certo stato un compagno di giochi, però Samuele nel tempo aveva osservato i suoi movimenti ripetitivi e cadenzati. Lo aveva meravigliato la sua docilità e la sua mansuetudine. Era grande e grosso, con una forza inaudita, eppure non c' era mai stata ombra di ribellione.

Giunta la sera Samuele cercò di sciogliere quel doloroso nodo alla gola, osservando i forestieri venuti da ogni dove  per il censimento. Mentre questi ultimi si industriavano a trovare ristoro nelle osterie e negli ostelli, un gruppo di pastori con pecore ed agnelli si dirigeva verso un rifugio segnato da un lumicino che brillava nella notte.

La curiosità fu più forte della paura di allontanarsi di casa; Samuele si unì a loro senza indugio; la gioia dei loro volti e il suono delle zampogne ebbero la meglio.

Finalmente giunto alla grotta, vide un bimbo da poco nato, deposto in una mangiatoia  e un asinello che lo scaldava col suo alito.

Le sue pupille si dilatarono in un'espressione tipica di chi ha trovato una soluzione:

"Ecco, adesso so qual è la destinazione del nostro vecchio bue! Siederà vicino all'asino e, grazie anche al suo alito, quel bambino avrà più caldo! Del resto anche quell'asinello è avanti negli anni  e quel Bambino deve essere speciale: persino gli angeli cantano su di lui!"



Un racconto infantile il mio, che si ricollega al mio primo post  della prima edizione di questo calendario.

Protgonista, un personaggio molto secondario: il bue  menzionato con all'asinello, nei vangeli apocrifi.

Un animale che simbolicamente rappresenta il servizio paziente, quello poco appariscente, scontato, ordinario.

Credo che ognuno di noi possa sentirsi simbolicamente rappresentato da questo docile animale in quello spicchio di vita quotidiana che ci pone al servizio di qualcosa o di qualcuno, nel privato o nel lavoro: anche quella parte della nostra vita, ordinaria e monotona, lungi dall'essere secondaria, è un talento da coltivare.

Vi ringrazio per la pazienza profusa in questa lunga lettura; altre valenze si possono scorgere, ma preferisco affidarle alla vostra sensibilità. 
Avevo preparato tutt'altro post, ma la tastiera ha voluto così, e, servizievolmente, l'ho assecondata, ora, all'ultimo momento.

Buona Attesa! Grazie ancora Sciarada!

Ci troveremo domani nel blog  "Mirtilla'shouse" di Patricia per la terza finestra di questo particolare Avvento 2020.



Sarò presente nel Calendario 2020 anche il 15 dicembre


lunedì 30 novembre 2020

Grazie Novembre!

Ti ringrazio per la generosità che non ti stanchi di elargire. In virtù dei tuoi giorni di sole ci hai concesso di terminare la raccolta delle olive, ma soprattutto in quei giorni ci hai tenuti lontani dal frastuono dei media, uniti ai ritmi naturali: sui campi dalle 8.00 alle 15.00 ma anche fino all'imbrunire talvolta. Nutrirsi di un frutto o di un piccolo pane, idratarsi e constatare che il poco è essenziale,  sufficiente per essere in forma senza quel maledetto sbocconcellare per noia o per finto appetito.











Un raccolto generoso e di qualità, nonostante la forzata incuria imposta dal lockdown di primavera.












Il lavoro dei campi: una palestra naturale; Un movimento continuo profondamente ossigenato: camminare in salita, in discesa, strethcing, flessioni, sollevamento. Per sentire al tramonto il peso della fatica sulle spalle, subito spazzata via dalla fiamma confortante del camino; infine la cena, preparata spesso sulla stessa brace. Ancora un po' di tempo per una chiacchierata, o per una partita a carte, poi a letto a recuperare energie.



Difficoltà di addormentamento? Nulla di tutto ciò: la stanchezza fisica allontana le altre stanchezze; è terapeutica, predispone a un sonno ristoratore. Che bello svegliarsi all'alba, carichi di energia e pronti per affrontare la prossima giornata.



Salire sul colle e perdersi a rimiraare le nostre montagne, sentinelle perpetue del vivere quotidiano.


Uno sguardo al nostro centro urbano, ai piedi della montagna.



Più in alto, a destra, Villa Celiera, un piccolo centro incastonato nella roccia.











Non mancano le sorprese. La cucciolina dei vicini che vuole giocare. Diventata amica fedele in cambio di una scatoletta di paté di vitello; guardiana per tutto il tempo, pronta a redarguire chiunque si avvicinasse a me.














Tenere famigliole che non c'erano il giorno prima, figlie della rugiada notturna.

Cespi di gustosissima cicoria selvatica a suggerire il pranzo del giorno dopo.

Caro Novembre, te ne vai lasciandoci le tue cornucopie vegetali e i tuoi splendidi colori.






















 







Benvenuto Dicembre!