avviso
Alcune immagini contenute in questo blog sono state reperite dalla rete, ove non espressamente indicato il diritto di autore.
Tuttavia, se qualcuno rivendicasse diritti di proprietà, può segnalarlo al mio indirizzo e-mail: provvederei alla immediata rimozione delle immagini stesse.
Tuttavia, se qualcuno rivendicasse diritti di proprietà, può segnalarlo al mio indirizzo e-mail: provvederei alla immediata rimozione delle immagini stesse.
Visualizzazione post con etichetta ciclicità. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta ciclicità. Mostra tutti i post
martedì 31 dicembre 2019
venerdì 4 gennaio 2013
Gennaio
![]() |
| innocenti evasioni |
Un autore della mia infanzia: altri tempi, altri ritmi, ma nel cuore speranza ed ottimismo
Bigio il ciel, la terra brulla,
questo mese poverello
nella sporta non ha nulla
ma tien vivo un focherello.
Senza greggia e campanello
solo va, pastor del vento.
Con la neve sul cappello
fischia all'uscio il suo lamento.
Breve il dì, lunga la notte,
cerca il sole con affanno.
ha le tasche vuote e rotte,
ma nasconde il pan d'un anno.
Renzo Pezzani
Un cantautore dei nostri giorni:
"Viene Gennaio silenzioso e lieve
un fiume addormentato
................................
Sono distese lungo la pianura
bianche file di campi
son come amanti dopo l' avventura neri alberi stanchi
neri alberi stanchi ."
................................
" O giorni o mesi che
andate sempre via
sempre simile a voi è questa vita mia.
Diverso da tutti ali anni,
ma tutti ali anni uguale ... "
Francesco Guccini (La canzone dei dodici mesi)
Etichette:
ciclicità,
ricorsività
lunedì 31 dicembre 2012
Sia instancabile e sereno Cammino ..
| Sia sempre Luce sul tuo Cammino! |
"La nostra vita è il cammino di un pellegrino. Una volta ho visto un bellissimo quadro: era un paesaggio alla sera. In distanza sul lato destro una fila di colline appariva azzurra nella leggera nebbia della sera. Su quelle colline lo splendore del tramonto, le nuvole grigie con i loro orli d' argent, d' oro e di porpora. Il paesaggio è una pianura o una landa coperta di erba e di foglie gialle perché era autunno.Attraverso il paesaggio una strada porta ad un' alta montagna, lontana, molto lontana, sulla cima di quella montagna c' è una città su cui il sole tramonta glorioso. Sulla strada cammina un pellegrino, qualcosa in mano.. Ha camminato per molto tempo ed è molto stanco. E ora incontra una donna , o una figura in nero che fa pensare alla parola di San Paolo:-come essere colmi di pena eppure gioire sempre-. Quell' Angelo di Dio è stato messo là per incoraggiare i pellegrini e rispondere alle loro domande e il pellegrino chiede:
-La strada va su per la collina tutto il tempo?
E la risposta è: -Si, fino alla fine”.
E lui chiede di nuovo: -E il cammino durerà tutto il giorno?”.
E la risposta è: -Dalla mattina alla sera amico mio”.
E il pellegrino va avanti colmo di pena eppure sempre gioendo; pieno di pena perché è così lontano e la strada così lunga. Pieno di speranza mentre guarda su verso la città eterna, lontana, risplendente nella luce della sera e pensa a due antichi detti che ha sentito tanto tempo fa – uno è:
Molta lotta deve essere combattuta
Molta sofferenza deve essere sofferta
Molte preghiere devono essere pregate
E allora la fine sarà pace. ..."
Sermone domenicale sul Salmo 119, 19,durante la sua prima predica, tenuta in Inghilterra all'età di 23 anni da Vincent Van Gogh
E lui chiede di nuovo: -E il cammino durerà tutto il giorno?”.
E la risposta è: -Dalla mattina alla sera amico mio”.
E il pellegrino va avanti colmo di pena eppure sempre gioendo; pieno di pena perché è così lontano e la strada così lunga. Pieno di speranza mentre guarda su verso la città eterna, lontana, risplendente nella luce della sera e pensa a due antichi detti che ha sentito tanto tempo fa – uno è:
Molta lotta deve essere combattuta
Molta sofferenza deve essere sofferta
Molte preghiere devono essere pregate
E allora la fine sarà pace. ..."
Sermone domenicale sul Salmo 119, 19,durante la sua prima predica, tenuta in Inghilterra all'età di 23 anni da Vincent Van Gogh
Etichette:
atmosfere di stagione,
ciclicità,
citazioni
giovedì 23 febbraio 2012
Il tempo ciclico: sempre uguale sempre diverso
Viene Gennaio silenzioso e lieve,
un fiume addormentato
fra le cui rive giace come neve
il mio corpo malato,
il mio corpo malato.
Sono distese lungo la pianura
bianche file di campi,
son come amanti dopo l'avventura
neri alberi stanchi,
neri alberi stanchi.
Viene Febbraio, e il mondo è a capo chino,
ma nei convitti e in piazza
lascia i dolori e vesti da Arlecchino,
il carnevale impazza,
il carnevale impazza.
L'inverno è lungo ancora,
ma nel cuore appare la speranza
nei primi giorni di malato sole
la primavera danza,
la primavera danza.
ma nei convitti e in piazza
lascia i dolori e vesti da Arlecchino,
il carnevale impazza,
il carnevale impazza.
L'inverno è lungo ancora,
ma nel cuore appare la speranza
nei primi giorni di malato sole
la primavera danza,
la primavera danza.
Cantando Marzo porta le sue piogge,
la nebbia squarcia il velo,
porta la neve sciolta nelle rogge
il riso del disgelo,
il riso del disgelo.
Riempi il bicchiere,
e con l'inverno butta
la penitenza vana,
l'ala del tempo
batte troppo in fretta,
la guardi, è già lontana,
la guardi, è già lontana...
la nebbia squarcia il velo,
porta la neve sciolta nelle rogge
il riso del disgelo,
il riso del disgelo.
Riempi il bicchiere,
e con l'inverno butta
la penitenza vana,
l'ala del tempo
batte troppo in fretta,
la guardi, è già lontana,
la guardi, è già lontana...
O giorni, o mesi che andate sempre via,
sempre simile a voi è questa vita mia.
Diverso tutti gli anni,
ma tutti gli anni uguale,
la mano di tarocchi
che non sai mai giocare,
che non sai mai giocare.
sempre simile a voi è questa vita mia.
Diverso tutti gli anni,
ma tutti gli anni uguale,
la mano di tarocchi
che non sai mai giocare,
che non sai mai giocare.
Con giorni lunghi al sonno dedicati
il dolce Aprile viene,
quali segreti scoprì in te il poeta
che ti chiamò crudele,
che ti chiamò crudele.
il dolce Aprile viene,
quali segreti scoprì in te il poeta
che ti chiamò crudele,
che ti chiamò crudele.
Ma nei tuoi giorni è bello addormentarsi
dopo fatto l'amore,
come la terra dorme nella notte
dopo un giorno di sole,
dopo un giorno di sole.
dopo fatto l'amore,
come la terra dorme nella notte
dopo un giorno di sole,
dopo un giorno di sole.
Ben venga Maggio e il gonfalone amico,
ben venga primavera,
il nuovo amore getti via l'antico
nell'ombra della sera,
nell'ombra della sera.
Ben venga Maggio, ben venga la rosa
che è dei poeti il fiore,
mentre la canto con la mia chitarra
brindo a Cenne e a Folgore,
brindo a Cenne e a Folgore.
ben venga primavera,
il nuovo amore getti via l'antico
nell'ombra della sera,
nell'ombra della sera.
Ben venga Maggio, ben venga la rosa
che è dei poeti il fiore,
mentre la canto con la mia chitarra
brindo a Cenne e a Folgore,
brindo a Cenne e a Folgore.
Giugno, che sei maturità dell'anno,
di te ringrazio Dio:
in un tuo giorno,
sotto al sole caldo,
ci sono nato io,
ci sono nato io.
E con le messi
che hai fra le tue mani
ci porti il tuo tesoro,
con le tue spighe
doni all'uomo il pane,
alle femmine l'oro,
alle femmine l'oro.
di te ringrazio Dio:
in un tuo giorno,
sotto al sole caldo,
ci sono nato io,
ci sono nato io.
E con le messi
che hai fra le tue mani
ci porti il tuo tesoro,
con le tue spighe
doni all'uomo il pane,
alle femmine l'oro,
alle femmine l'oro.
O giorni, o mesi che andate sempre via [...]
Con giorni lunghi
di colori chiari
ecco Luglio, il leone,
riposa, bevi
e il mondo attorno appare
come in una visione,
come in una visione.
di colori chiari
ecco Luglio, il leone,
riposa, bevi
e il mondo attorno appare
come in una visione,
come in una visione.
Non si lavora Agosto,
nelle stanche tue lunghe oziose ore
mai come adesso è bello inebriarsi
di vino e di calore,
di vino e di calore.
nelle stanche tue lunghe oziose ore
mai come adesso è bello inebriarsi
di vino e di calore,
di vino e di calore.
Settembre è il mese del ripensamento
sugli anni e sull' età,
dopo l'estate porta il dono usato
della perplessità, della perplessità
Ti siedi e pensi
e ricominci il gioco
della tua identità,
come scintille brucian nel tuo fuoco
le possibilità, le possibilità.
sugli anni e sull' età,
dopo l'estate porta il dono usato
della perplessità, della perplessità
Ti siedi e pensi
e ricominci il gioco
della tua identità,
come scintille brucian nel tuo fuoco
le possibilità, le possibilità.
Non so se tutti hanno capito
Ottobre la tua grande bellezza:
nei tini grassi come pance piene
prepari mosto e ebbrezza,
prepari mosto e ebbrezza.
Lungo i miei monti,
come uccelli tristi
fuggono nubi pazze,
lungo i miei monti
colorati in rame
fumano nubi basse,
fumano nubi basse.
Ottobre la tua grande bellezza:
nei tini grassi come pance piene
prepari mosto e ebbrezza,
prepari mosto e ebbrezza.
Lungo i miei monti,
come uccelli tristi
fuggono nubi pazze,
lungo i miei monti
colorati in rame
fumano nubi basse,
fumano nubi basse.
O giorni, o mesi che andate sempre via,
sempre simile a voi è questa vita mia.
Diverso tutti gli anni,
e tutti gli anni uguale,
la mano di tarocchi
che non sai mai giocare,
che non sai mai giocare.
sempre simile a voi è questa vita mia.
Diverso tutti gli anni,
e tutti gli anni uguale,
la mano di tarocchi
che non sai mai giocare,
che non sai mai giocare.
Cala Novembre
e le inquietanti nebbie
gravi coprono gli orti,
lungo i giardini
consacrati al pianto
si festeggiano i morti,
si festeggiano i morti.
Cade la pioggia
ed il tuo viso bagna
di gocce di rugiada
te pure, un giorno,
cambierà la sorte
in fango della strada,
in fango della strada.
e le inquietanti nebbie
gravi coprono gli orti,
lungo i giardini
consacrati al pianto
si festeggiano i morti,
si festeggiano i morti.
Cade la pioggia
ed il tuo viso bagna
di gocce di rugiada
te pure, un giorno,
cambierà la sorte
in fango della strada,
in fango della strada.
E mi addormento
come in un letargo,
Dicembre, alle tue porte,
lungo i tuoi giorni
con la mente spargo
tristi semi di morte,
tristi semi di morte.
Uomini e cose lasciano per terra
esili ombre pigre,
ma nei tuoi giorni
dai profeti detti
nasce Cristo la tigre,
nasce Cristo la tigre.
come in un letargo,
Dicembre, alle tue porte,
lungo i tuoi giorni
con la mente spargo
tristi semi di morte,
tristi semi di morte.
Uomini e cose lasciano per terra
esili ombre pigre,
ma nei tuoi giorni
dai profeti detti
nasce Cristo la tigre,
nasce Cristo la tigre.
O giorni, o mesi
che andate sempre via,
sempre simile a voi
è questa vita mia.
Diverso tutti gli anni,
ma tutti gli anni uguale,
la mano di tarocchi
che non sai mai giocare,
che non sai mai giocare.
Che non sai mai giocare,
che non sai mai giocare.
Che non sai mai giocare,
che non sai mai giocare.
che andate sempre via,
sempre simile a voi
è questa vita mia.
Diverso tutti gli anni,
ma tutti gli anni uguale,
la mano di tarocchi
che non sai mai giocare,
che non sai mai giocare.
Che non sai mai giocare,
che non sai mai giocare.
Che non sai mai giocare,
che non sai mai giocare.
Etichette:
ciclicità,
personaggi musicali
venerdì 31 dicembre 2010
Buon Cammino!
Etichette:
ciclicità,
ricorrenza,
ricorsività
martedì 21 dicembre 2010
21 dicembre - solstizio d' inverno
Oggi sarebbe stata una grande festività in tempi pagani.
Grandi falò venivano accesi in onore del ritorno della luce; e intorno ad essi numerosi e vari riti venivano eesercitati.
Il cristianesimo si appropriò di questa usanza associandola alla Natività di Nostro Signore, Luce del mondo per eccellenza.
Non solo: anche la data 25 dicembre, si avvicina molto al giorno solstiziale.
Ancora oggi la tradizione del falò sopravvive in diverse località.
Ben presto entrò nelle case sottoforma di ceppo che bruciava durante la vigilia fino a Natale; In talune regioni il ceppo deve durare fino al Capodanno, in talaltre fino all' Epifania.
Nelle zone interne dell' Abruzzo, nella notte della Vigilia, ancora oggi si usa bruciare un tronco di ulivo benedetto; le ceneri vengono raccolte e sparse per i campi per propiziare un buon raccolto.
Oggi che i grossi camini sono prerogativa delle antiche case di campagna, il ciocco di legno è diventato specialità dolciaria finendo sulle tavole: il tronco d' albero natalizio , ovvero pan di Spagna arrotolato ricoperto di cioccolato e farcito di crema.
Etichette:
ciclicità
domenica 16 maggio 2010
maggio piovoso e apologia di novembre
Questa mattina, prestissimo mi accingo a versare negli appositi contenitori plastica e carta ...
Ad un tratto sento il barista apostrofare gli sparuti clienti della domenica mattina:
- Ma po' esse na cose di questa?!? Me pare novembre!! Che schifo!!!
Ho capito che noi per ogni mese vorremmo godere delle sue caratteristiche climatiche, che avremmo voglia di mare, di passeggiate al sole, ma questo andare fuori delle righe del tempo metereologico a me decisamente piace ...
No, non credo di essere una folle: preparare il cambio di stagione senza i ritmi frenetici, occuparmi degli adempimenti di fine anno scolastico senza quella spossatezza che il caldo causa; lavare felpe e maglioni, provvedere al cambio delle lenzuola, della biancheria da cucina e conservare tutto ben piegato in attesa del sole che poi ascuga tutto in un attimo, io lo preferisco ...
Ma poi, perché novembre dovrebbe fare schifo?? Perché considerarlo il mese grigio e triste per antonomasia? Si pensa e si agisce quasi sempre per stereotipi .. Che tristezza ...
Novembre è il mese dei colori caldi, delle zucche e dei frutti del melograni, cornucopie vegetali beneauguranti .... il mese della pienezza del raccolto ... dell' assaggio del vino nuovo, della raccolta delle olive, della semina per i nuovi raccolti estivi, mediazione tra arrivo e partenza, senso di quella ciclicità foriera di eternità..
E' il mese delle giornate brevi, in cui la luce diminuisce sempre più ... ma, quella mancanza di luce solare dovrebbe essere ampiamente compensata dall' avanzare della luce interiore: il godere dell' intimità della propria dimora, del raccogliersi con familiari e amici intorno alle caldarroste o ad una ciambella di noci e cioccolato ... E' il momento dei tempi distesi propedeutici al dialogo, alla relazionalità ...
E' l' inizio dell' Avvento, l' andare incontro alla Luce pe eccellenza ... Cos' altro aggiungere?!
Solo un' associazione musicale: Guns and Rosis - Novembre rain
Ad un tratto sento il barista apostrofare gli sparuti clienti della domenica mattina:
- Ma po' esse na cose di questa?!? Me pare novembre!! Che schifo!!!
Ho capito che noi per ogni mese vorremmo godere delle sue caratteristiche climatiche, che avremmo voglia di mare, di passeggiate al sole, ma questo andare fuori delle righe del tempo metereologico a me decisamente piace ...
No, non credo di essere una folle: preparare il cambio di stagione senza i ritmi frenetici, occuparmi degli adempimenti di fine anno scolastico senza quella spossatezza che il caldo causa; lavare felpe e maglioni, provvedere al cambio delle lenzuola, della biancheria da cucina e conservare tutto ben piegato in attesa del sole che poi ascuga tutto in un attimo, io lo preferisco ...
Ma poi, perché novembre dovrebbe fare schifo?? Perché considerarlo il mese grigio e triste per antonomasia? Si pensa e si agisce quasi sempre per stereotipi .. Che tristezza ...
Novembre è il mese dei colori caldi, delle zucche e dei frutti del melograni, cornucopie vegetali beneauguranti .... il mese della pienezza del raccolto ... dell' assaggio del vino nuovo, della raccolta delle olive, della semina per i nuovi raccolti estivi, mediazione tra arrivo e partenza, senso di quella ciclicità foriera di eternità..
E' il mese delle giornate brevi, in cui la luce diminuisce sempre più ... ma, quella mancanza di luce solare dovrebbe essere ampiamente compensata dall' avanzare della luce interiore: il godere dell' intimità della propria dimora, del raccogliersi con familiari e amici intorno alle caldarroste o ad una ciambella di noci e cioccolato ... E' il momento dei tempi distesi propedeutici al dialogo, alla relazionalità ...
E' l' inizio dell' Avvento, l' andare incontro alla Luce pe eccellenza ... Cos' altro aggiungere?!
Solo un' associazione musicale: Guns and Rosis - Novembre rain
Etichette:
ciclicità
venerdì 10 ottobre 2008
10 ottobre
ovvero, san Cetteo, festa del Patrono, ergo scuola chiusa :-)
Un modo di caratterizzare questo giorno è quello di una passeggiata sulla battigia, al sole che di solito questa giornata generosamente elargisce.
Così è stato oggi.
Porto in tavola il brodetto secondo le modalità della marineria pescarese, metto in caldo la mia parte e via! - giù in spiaggia a catturare gli ultimi raggi di sole-
Poso le ciabatte e gli abiti ai piedi di uno dei pattini del "Lido Bianco" e mi immergo gradatamente un po' passeggiando un po' sfidando gli spruzzi che fanno il resto.
Superato il primo impatto, gusto quel fresco salmastro senza il minimo brivido di freddo.
Ottobre è così: lo diceva la mia maestra a scuola; ogni giorno è una sintesi delle quattro stagioni; basta cogliere l' attimo giusto!
Un modo di caratterizzare questo giorno è quello di una passeggiata sulla battigia, al sole che di solito questa giornata generosamente elargisce.
Così è stato oggi.
Porto in tavola il brodetto secondo le modalità della marineria pescarese, metto in caldo la mia parte e via! - giù in spiaggia a catturare gli ultimi raggi di sole-
Poso le ciabatte e gli abiti ai piedi di uno dei pattini del "Lido Bianco" e mi immergo gradatamente un po' passeggiando un po' sfidando gli spruzzi che fanno il resto.
Superato il primo impatto, gusto quel fresco salmastro senza il minimo brivido di freddo.
Ottobre è così: lo diceva la mia maestra a scuola; ogni giorno è una sintesi delle quattro stagioni; basta cogliere l' attimo giusto!
Etichette:
ciclicità
mercoledì 29 agosto 2007
L' estate sta finendo...
Mare incantevole, temperatura ancora elevata: ultimi doni dell' estate, quelli da gustare in silenzio, passeggiando sulla battigia, immergendosi lentamente, lasciandosi cullare ad occhi chiusi dall' acqua salmastra, sentirla penetrare tra i capelli mentre si fa nitido e più lento il battito del cuore, ascoltre il garrito di gabbiani, avvicinarsi con movimenti lenti e invisibili agli scogli dove anche loro, pigramente accovacciati gustano un momento di quiete.
Poco tempo ancora e l' incanto si interrompe per l' invasione di mamme vocianti, bambinetti capricciosi, per il cicaleccio insulso e ad alto volume di chi, dalle ultime file, si sposta davanti, all' ombra del piccolo bar, sotto le palme vuote...
Anche questa è vita e, per tutta l' estate, mi ci immergo volentieri, condividendo racconti, usanze. gustando dalla viva voce dei protagonisti altre vite ...
Ma in questi giorni, mi prende puntualmente quella voglia di pace e silenzio uguale e contraria al desiderio di casa che si annida nel cuore dei bagnanti ospiti del "mio" lido e amici delle mie estati, mescolanta magari al rimpianto per la fine della vacanza...
Mentre sto decidendo di tornare a casa ecco Sabrina :
- GRAZIANA!! ... SI VA A FA' NA PASSEGIATA 'NSIEME!? (con un po' di fantasia pensate al suo accento toscano:-)
- Io me ne sto andando, non sto arrivando adesso, già fatta 'la passegiata', arrivata al Lido delle Rose mentre tu eri al primo sonno ;-)
- ... Peccato ...
Sai, avrei voluto vedé Benigni a Chieti, ma che fo? Il certifi..ato pel bambino?! Dopo du' mesi di va..anze?! No, 'n so 'l tipo io ... domenica si va a ..asa e basta ...
In cuore penso: "E già, è ora di levare le tende ..."
E intanto ad occhi chiusi pregusto la nostra futura quotidianità, le giornate brevi ampiamente compensate dall' intimità di casa, dal profumo dei biscotti, dal calore del fuoco buono del camino, dal nostro stare più uniti ... stretti stretti...
Sabrina mi riscuote mentre si lancia all' inseguimento del suo piccolo:
- DAI, DOMANI SI SCENDE PRIMA, CIAO!!!
Poco tempo ancora e l' incanto si interrompe per l' invasione di mamme vocianti, bambinetti capricciosi, per il cicaleccio insulso e ad alto volume di chi, dalle ultime file, si sposta davanti, all' ombra del piccolo bar, sotto le palme vuote...
Anche questa è vita e, per tutta l' estate, mi ci immergo volentieri, condividendo racconti, usanze. gustando dalla viva voce dei protagonisti altre vite ...
Ma in questi giorni, mi prende puntualmente quella voglia di pace e silenzio uguale e contraria al desiderio di casa che si annida nel cuore dei bagnanti ospiti del "mio" lido e amici delle mie estati, mescolanta magari al rimpianto per la fine della vacanza...
Mentre sto decidendo di tornare a casa ecco Sabrina :
- GRAZIANA!! ... SI VA A FA' NA PASSEGIATA 'NSIEME!? (con un po' di fantasia pensate al suo accento toscano:-)
- Io me ne sto andando, non sto arrivando adesso, già fatta 'la passegiata', arrivata al Lido delle Rose mentre tu eri al primo sonno ;-)
- ... Peccato ...
Sai, avrei voluto vedé Benigni a Chieti, ma che fo? Il certifi..ato pel bambino?! Dopo du' mesi di va..anze?! No, 'n so 'l tipo io ... domenica si va a ..asa e basta ...
In cuore penso: "E già, è ora di levare le tende ..."
E intanto ad occhi chiusi pregusto la nostra futura quotidianità, le giornate brevi ampiamente compensate dall' intimità di casa, dal profumo dei biscotti, dal calore del fuoco buono del camino, dal nostro stare più uniti ... stretti stretti...
Sabrina mi riscuote mentre si lancia all' inseguimento del suo piccolo:
- DAI, DOMANI SI SCENDE PRIMA, CIAO!!!
Etichette:
atmosfere di stagione,
ciclicità
sabato 7 luglio 2007
Zucchine sottovetro
Che fine fanno le zucchine che rimaste alla pianta uno due giorni in più diventano ... ehm ... delle zucche? ;-)
I nostri contadini non se ne facevano un cruccio, se proprio erano immangiabili, le usavano come sottoprodotto per gli animali. Ma per me che non ho animali e sono contadina occasionalmente, per hobby o per secondo, terzo, ennesimo lavoro??
Una cosa è certa: non si butta nulla! Significherebbe ingratitudine.
Allora...
Armarsi pazientemente di un coltello da cucina ben affilato, tagliare longitudinalmente le ...ex zucchine, privarle dei semi e con la parte restante ricavare delle fette dall' ampiezza voluta(a mo' di melone) e tagliarle orizzontalmente con uno spessore di tre/4 mm.
Chi è avvezzo a tagliuzzare gli ortaggi impiega pochi minuti.
Chi avvezzo non fosse e si disarmasse solo all' idea, può usare i marchingegni messi in commercio per tagliuzzare a listelle, rondelle, tocchetti, con un semplice comando ;-)
Bene! Ora sistemare in un colapasta il nostro ortaggio e salarlo: non so dire le quantità, procedo a occhio. ; diciamo che non è necessario esagerare altrimenti poi sarebbe immangiabile. Se il paragone può servire, ci si può regolare come per le alici marinate.
Una volta distribuito uniformemente il sale, poggiare sulle zucchine un peso che le aiuti a perdere l' acqua di vegetazione (io uso una pentola piena d' acqua, dal diametro lievemente inferiore al colapasta) per 12 ore. Strizzare le zucchine aiutandosi con un vecchio strofinaccio , asciugarle quanto più possibile; ora sistemiamole in un' insalatiera e copriamole con l' aceto bianco. (se risultasse troppo forte, diluire con un po' vino bianco)
Attendere ancora 10/12 ore, strizzare nuovamente e ripetutamente; lasciar asciugare infine le zucchine su una tovaglia, ben allargate sul tavolo; tamponare con strofinacci asciutti, può andar bene anche la carta da cucina bianca.
Sistemare in vasetti di vetro con olio extravergine di oliva, aglio e prezzemolo tagliati finemente e origano secco; volendo si può aggiungere del peeroncino piccante.Ovviamente l' aglio, se dà fastidio può essere tranquillamente eliminato, altrettanto dicasi per gli altri ingredienti.
Sono deliziose e si gustano in mille modi: aggiunte al companatico di un qualunque panino, con il lesso, magari ad esaltare il sapore delle patate lesse, in un antipasto tradizionale in compagnia di carciofini & company ... E ... perché no ... quando capita di esere a secco di contorno.
Si conservano a lungo in luogo fresco.
Ti potrebbe anche interessare il timballo di zucchine
I nostri contadini non se ne facevano un cruccio, se proprio erano immangiabili, le usavano come sottoprodotto per gli animali. Ma per me che non ho animali e sono contadina occasionalmente, per hobby o per secondo, terzo, ennesimo lavoro??
Una cosa è certa: non si butta nulla! Significherebbe ingratitudine.
Allora...
Armarsi pazientemente di un coltello da cucina ben affilato, tagliare longitudinalmente le ...ex zucchine, privarle dei semi e con la parte restante ricavare delle fette dall' ampiezza voluta(a mo' di melone) e tagliarle orizzontalmente con uno spessore di tre/4 mm.
Chi è avvezzo a tagliuzzare gli ortaggi impiega pochi minuti.
Chi avvezzo non fosse e si disarmasse solo all' idea, può usare i marchingegni messi in commercio per tagliuzzare a listelle, rondelle, tocchetti, con un semplice comando ;-)
Bene! Ora sistemare in un colapasta il nostro ortaggio e salarlo: non so dire le quantità, procedo a occhio. ; diciamo che non è necessario esagerare altrimenti poi sarebbe immangiabile. Se il paragone può servire, ci si può regolare come per le alici marinate.
Una volta distribuito uniformemente il sale, poggiare sulle zucchine un peso che le aiuti a perdere l' acqua di vegetazione (io uso una pentola piena d' acqua, dal diametro lievemente inferiore al colapasta) per 12 ore. Strizzare le zucchine aiutandosi con un vecchio strofinaccio , asciugarle quanto più possibile; ora sistemiamole in un' insalatiera e copriamole con l' aceto bianco. (se risultasse troppo forte, diluire con un po' vino bianco)
Attendere ancora 10/12 ore, strizzare nuovamente e ripetutamente; lasciar asciugare infine le zucchine su una tovaglia, ben allargate sul tavolo; tamponare con strofinacci asciutti, può andar bene anche la carta da cucina bianca.
Sistemare in vasetti di vetro con olio extravergine di oliva, aglio e prezzemolo tagliati finemente e origano secco; volendo si può aggiungere del peeroncino piccante.Ovviamente l' aglio, se dà fastidio può essere tranquillamente eliminato, altrettanto dicasi per gli altri ingredienti.
Sono deliziose e si gustano in mille modi: aggiunte al companatico di un qualunque panino, con il lesso, magari ad esaltare il sapore delle patate lesse, in un antipasto tradizionale in compagnia di carciofini & company ... E ... perché no ... quando capita di esere a secco di contorno.
Si conservano a lungo in luogo fresco.
Ti potrebbe anche interessare il timballo di zucchine
Pomodori, coltivazione
Con un pizzico di delusione noto che le piante di pomodoro, che hanno suscitato per settimane
l' invidia dei miei vicini, appaiono sterili e malaticce.
Cosa diavolo sarà successo? Eppure le cure dovute non sono affatto mancate. Sento una lamentela generale:
- Questa non è l' annata dei pomodori :-(
Mal comune mezzo gaudio, si dice, ma questa massima a me non ha mai detto nulla.
Provo a ipotizzare: il caldo del solstizio e giorni precedenti e successivi hanno fatto un disastro.
Le innaffiature potevano solo peggiorare le cose in quel caso.
Quest' annata così anomala ha messo in tilt tutte le coltivazioni, altra ipotesi.
Quello che posso fare è cercare un rimedio per il prossimo anno se a Dio piacerà.
Accogliere quelle tipologie che mi hanno fatto storcere il naso, ma che, a quanto vedo, se ne infischiano del barometro e delle anomalie termometriche: i tondi e lisci, i romanelli, i sanmarzano a cespuglio, quelli non DOC, quelli che non vanno cimati, né legati al sostegno.
Quelli non devono mancare: dunque, 20 piantine di tondi e llisci, 20 romanelli, 20 sanmarzano a cespuglio, 6 ciliegino e, per sfizio, 15 perini e 15 sanmarzano DOC, i quali potranno fare i capricci che vogliono...
I perini e i sanmarzano che io definisco DOC quest' anno sono spaesati, fanno gli schizzinosi, non ci capiscono un fico secco, stanno lì a fare solo una macchia verde, e neppure tanto verde...mannaggia a loro...
Fa nulla...l' estate non è finita, mi aspetto dei cambiamenti; poi facessero pure quello che vogliono e se proprio deve andare avanti così, c' è la cucina in bianco che li rimpiazza alla grande!
l' invidia dei miei vicini, appaiono sterili e malaticce.
Cosa diavolo sarà successo? Eppure le cure dovute non sono affatto mancate. Sento una lamentela generale:
- Questa non è l' annata dei pomodori :-(
Mal comune mezzo gaudio, si dice, ma questa massima a me non ha mai detto nulla.
Provo a ipotizzare: il caldo del solstizio e giorni precedenti e successivi hanno fatto un disastro.
Le innaffiature potevano solo peggiorare le cose in quel caso.
Quest' annata così anomala ha messo in tilt tutte le coltivazioni, altra ipotesi.
Quello che posso fare è cercare un rimedio per il prossimo anno se a Dio piacerà.
Accogliere quelle tipologie che mi hanno fatto storcere il naso, ma che, a quanto vedo, se ne infischiano del barometro e delle anomalie termometriche: i tondi e lisci, i romanelli, i sanmarzano a cespuglio, quelli non DOC, quelli che non vanno cimati, né legati al sostegno.
Quelli non devono mancare: dunque, 20 piantine di tondi e llisci, 20 romanelli, 20 sanmarzano a cespuglio, 6 ciliegino e, per sfizio, 15 perini e 15 sanmarzano DOC, i quali potranno fare i capricci che vogliono...
I perini e i sanmarzano che io definisco DOC quest' anno sono spaesati, fanno gli schizzinosi, non ci capiscono un fico secco, stanno lì a fare solo una macchia verde, e neppure tanto verde...mannaggia a loro...
Fa nulla...l' estate non è finita, mi aspetto dei cambiamenti; poi facessero pure quello che vogliono e se proprio deve andare avanti così, c' è la cucina in bianco che li rimpiazza alla grande!
Etichette:
ciclicità,
fiori e piante
mercoledì 28 febbraio 2007
Primavera
La pioggerellina di marzo
Che dice la pioggerellina
Di marzo, che picchia argentina
Sui tegoli vecchi
del tetto, sui bruscoli secchi
Dell'orto, sul fico e sul moro
Ornati di gemmule d'oro?
- Passata è l'uggiosa invernata,
Passata, passata!
Di fuor dalla nuvola nera
Di fuor dalla nuvola bigia
Che in ciel si pigia,
Domani uscira' la primavera
Guernita di gemme e di gale,
Di lucido sole,
Di fresche viole,
Di primule rosse, di battiti d'ale,
Di nidi,
Di gridi,
di rondini, ed anche
Di stelle di mandorlo, bianche…
Cio' dice la pioggerellina
di marzo che picchia argentina
Sui tegoli vecchi
del tetto, sui bruscoli secchi
Dell'orto, sul fico e sul moro
Ornati di gemmule d'oro.
Cio' canta, cio' dice;
E il cuore che l'ascolta e' felice.
Angiolo Silvio Novaro
(In verità l' uggiosa invernata non l' abbiamo vista quest' anno ...)
Il ricordo vola lontanissimo, quando alunnetta dal grembiulino nero, collettino bianco e nastro rosa, imparai a memoria questa poesia, con naturalezza, senza forzature perché tutto riscontravo nell' ambiente circostante casa mia.
La ricordo ancora con tenerezza ed ogni anno al primo di marzo mi diletto a recitarla ai miei alunni. Il miracolo si ripete sempre; tutti in religioso silenzio e alla fine:
-ANCORA, ANCORA!!!
Comunicare emozioni: il segreto è tutto qui; credo che ciò valga anche per gli studenti...
Che dice la pioggerellina
Di marzo, che picchia argentina
Sui tegoli vecchi
del tetto, sui bruscoli secchi
Dell'orto, sul fico e sul moro
Ornati di gemmule d'oro?
- Passata è l'uggiosa invernata,
Passata, passata!
Di fuor dalla nuvola nera
Di fuor dalla nuvola bigia
Che in ciel si pigia,
Domani uscira' la primavera
Guernita di gemme e di gale,
Di lucido sole,
Di fresche viole,
Di primule rosse, di battiti d'ale,
Di nidi,
Di gridi,
di rondini, ed anche
Di stelle di mandorlo, bianche…
Cio' dice la pioggerellina
di marzo che picchia argentina
Sui tegoli vecchi
del tetto, sui bruscoli secchi
Dell'orto, sul fico e sul moro
Ornati di gemmule d'oro.
Cio' canta, cio' dice;
E il cuore che l'ascolta e' felice.
Angiolo Silvio Novaro
(In verità l' uggiosa invernata non l' abbiamo vista quest' anno ...)
Il ricordo vola lontanissimo, quando alunnetta dal grembiulino nero, collettino bianco e nastro rosa, imparai a memoria questa poesia, con naturalezza, senza forzature perché tutto riscontravo nell' ambiente circostante casa mia.
La ricordo ancora con tenerezza ed ogni anno al primo di marzo mi diletto a recitarla ai miei alunni. Il miracolo si ripete sempre; tutti in religioso silenzio e alla fine:
-ANCORA, ANCORA!!!
Comunicare emozioni: il segreto è tutto qui; credo che ciò valga anche per gli studenti...
Etichette:
ciclicità,
citazioni,
su di me,
sugli alunni
Iscriviti a:
Post (Atom)



