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Visualizzazione post con etichetta sugli alunni. Mostra tutti i post
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venerdì 8 marzo 2019

Buongiorno!

Lavoro sul PC dalle 5.00 per gli ultimi ritocchi di un lavoro didattico per la festa del Papà. Organizzeremo un concerto sulle sigle dei cartoni animati, anni '80-'90 per i papà, avendo indagato in tempi non sospetti sulle loro abitudini in materia.

I bambini hanno voluto farsi piccoli con loro; in una sorta di macchina del tempo, hanno voluto guardare con i loro occhi gli eroi di allora: essere compagni di viaggio dei loro papà.

E' stato un gesto di tenerezza e affetto.

E' l'invito indiretto per i papà a farsi piccoli con loro, condividendo qualsiasi cosa, lasciandosi semplicemente condurre.

Il tempo vola; saranno presto adolescenti, giovani presi dalla loro vita. E questo tempo prezioso che sembra non finire mai, sarà presto irrimediabilmente andato ...

Intanto la maestra vegliarda dona il suo tempo e le sue fatiche divertendosi un mondo.e cantando con le sue splendide pesti. [Che paura mi fa Carletto, L'uomo Lupo, Franky e Dracula!
(Lupo, Franky e Dracula! ... )]

E poi, pensieri liberi e poesie da brividi.

Cominciai questo lavoro quando i genitori degli alunni erano di poco più giovani dei miei; ora i genitori degli alunni sono di poco più anziani del mio primogenito! Che dire!?! la vita con me è stata grandiosamente generosa!

P.S.

Ho visto in diretta il commento di Diana al mio ultimo ormai vecchio post; ho voluto raccogliere il suo invito, seduta stante!

(in progress)

domenica 13 gennaio 2019

Fabrizio De André vent'anni dopo

Avevo iniziato il mio post in altro modo, ma la lettura di questo intervento su Facebook mi induce ad altra scrittura:

"Quando morì De Andrè, le mie maestre ci fecero ascoltare Il pescatore. Ci appassionammo così tanto che portammo il CD in gita e cantammo tutto il tempo. Mamma se lo ricorda e dice che era uno spettacolo così strano, venticinque bambini di dieci anni che in pullman cantano canzoni che parlano di puttane, assassini e diseredati.

La maestra ci raccontò anche che andava nei bar a Genova più malfamati, che faceva amicizia con i tossici e i delinquenti, sempre con la chitarra in ma
no. Sono passati vent'anni, e anche se Il pescatore ha un posto speciale nel mio cuore, in seguito ho ascoltato tutto e ho capito molto di più di quanto potessi fare a dieci anni. La chiave però era sempre la stessa: raccontare con la grazia che solo lui riusciva ad usare, situazioni e persone disgraziate, restituendo loro la dignità che non avevano nella società. Ed è come se fosse nato per questo, che non potesse fare altrimenti: 'È bello che dove finiscano le mie dita debba in qualche modo incominciare una chitarra'.

Venti anni che è morto, venti anni che lo ascolto.
Questa è la mia sua preferita dal mio suo album preferito."





Le maestre siamo noi: io e Teresa (anche lei ascoltatrice di De André) con la quale insegnavo in una scuola a tempo pieno in quinta A.
La mia risposta su FB:
 "Lo scopo era questo, Maira, gettare un seme che ero sicura germogliasse, almeno in qualcuno. Voi avete cantato "Il pescatore", "Fiume Sant Creek" (ricordi il nostro Carnevale a tema dopo Balla coi Lupi e l'abbinamento con questo canto?) e "La guerra di Piero". Sempre vicino agli ultimi il grande Faber! Lui, di ceto alto-borghese, sempre in direzione ostinata e contraria.

 La passione è contagiosa!!!

 Un malato di cuore è struggente e di una delicatezza infinita. Il mio scopo è la diffusione di tanta "smisurata" grandezza; riascoltandolo intelligo nuovi contenuti e nuovi messaggi, come accade con qualsiasi opera d'arte. L'ho ascoltato e cantato ieri sera al Cinema Teatro Massimo attraverso la passione di Antonello Persico, altrettanto, il 13 dicembre scorso dalle note dei Notte Fonda; a Dio piacendo, lo ascolterò in aprile dalla PFM. Grazie Maira! La tua testimonianza, venti anni dopo, mi riempie il cuore"

Quello fu un ciclo scolastico particolare, alla soglia del 2000: erano alunni di una maturità pazzesca; ricordo che affrontammo di tutto: questioni politiche, sociali, economiche. L'abbinamento italiano/storia ci fece andare molto lontano. 

domenica 30 dicembre 2018

Un dono del 22 dicembre


- Maestra, il 28 dicembre mi trasferisco a Liverpool, ma prima di partire ho bisogno di raccontarle la mia storia d'amore. mi dica quando ci possiamo incontrare.
- Va bene sabato mattina. Non mi è possibile prima.
- Benissimo! Può andar bene alle 10,30 al "Pain et Chocolat" per una colazione?
Il messaggio mi perviene in privato da Facebook da un'ex alunna che ora ha vent'anni. Quando mi contatta un "vecchio/a" alunno/ anche per un semplice ciao, l'emozione che provo è inconteibile.

E' il 22 dicembre, primo giorno libero dal lavoro giacché il sabato sono libera.
Chi insegna sa come si arriva a dicembre e al Natale con le infinite incombenze che occupano i pomeriggi e parzialmente anche le notti. Ma potete immaginare, come questo pensiero vada immediatamente sullo sfondo: chi se ne importa del frigorifero vuoto, della dispensa senza pane, del portabiancheria che mi urla contro e di tutto il resto? Alle 9.45 sono pronta: abbigliamento comodo per raggiungere il punto convenuto, a un paio di chilometri da casa.

Eccola che mi attende alla fermata del pullman: esile, bella e sorridente.
Abbraccio infinito.

Consumo con lentezza la mia colazione mentre ascolto con attenzione e trasporto la sua love story; sembra che sto ascoltando la lettura di un romanzo d'amore con l'incanto adolescente.

Così ha deciso: lascerà la famiglia, per ora interromperà la facoltà di giurisprudenza per inseguire un suo sogno:
-Sarà un colpo di testa? Una pazzia? Ho una sola certezza: se rinuncio non sto bene e la mia vita non sarà bella.

Cosa avrebbe dovuto dire la maestra? Ripensaci, sei troppo giovane, finisci prima l'univerità, ecc ecc ecc...

Non ne sono stata capace.

Aveva già deciso; voleva solo condividere, accomiatarsi anche da me anche se gli incontri sono quasi nulli od occasionali.

Forse legge nel mio sguardo un attimo di titubanza:

- Maestra, lo so che è una follia, ma in fondo a vent'anni posso permettermi anche di sbagliare. Avrei tutto il tempo di valutare e di percorrere una strada tutta diversa.

Ripenso, a quelle parole, al dialogo di Zorba e della gabbianella:
" Vola solo chi osa farlo!"

La determinazione dei giovani mi fa impazzire. Li amo anche nella loro incoscienza.

Mi limito a dirle che lei è troppo intuitiva per non capire, in tempi brevissimi, se quella è la sua strada e di tornare subito al nido, da mamma e papà, qualora capisse il contrario.

Il coraggio di inseguire i nostri sogni non ci dovrebbe mai abbandonare, a nessuna età, per qualunque motivo. Coltivare le nostre passioni, in barba ai rischi, forse è qui la chiave della felicità. 

Già, perché essere felici è un obiettivo primario.


mercoledì 4 gennaio 2017

Il GGG - Il Grande Gigante Gentille /bis


Un pomeriggio indimenticabile regalatomi da Alisia, mia ex alunna.
In barba al freddo, alla pioggia, agli impegni da assolvere accetto il suo invito concreto.

- Maestra, si può andare anche domani! (Lunedì sera sul tardi)

Sarei tentata di aggiungere - facciamo mercoledì o giovedì magari ... Invece no; preferisco cogliere l'attimo; ogni giorno ha la sua pena, con le sue incombenze varie. Non è vero che c'è un giorno più adatto per essere contenti. Ogni giorno deve avere un pizzico di festività.

Accetto. Primo pomeriggio. Ore 14.30 ai botteghini. Proiezione 14.45.

Sacrifico molto volentieri il mio pranzo senza avere minimamente appetito fino alla cena. non mi andava di uscire con lo stomaco pieno ed affrontare la visione con sonnolenza.
Intanto ho avuto un'altra dimostrazione: mangio per noia. Quindi avere obiettivi chiari e tangibili, ma soprattutto esaltanti e piacevoli precipita lo sbocconcellare sullo sfondo più remoto.

Fiumi di discorsi. Una diciottenne vivacissima, esuberante, generosa, determinata come da piccola alunna; tra l'altro non apparteneva al gruppo degli alunni ligi e obbedienti, ma amava affermare il suo punto di vista, discuterlo con gli altri, dissentire se così le appariva. Decisamente lontana da ogni forma di quieto vivere.
La vedo interloquire con me con la disinvoltura e le modalità che avrebbe con  una coetanea ed io faccio altrettanto con lei: forse è questo l'elemento che mi gratifica di più. Due donne adulte che non hanno più legami con il loro ruolo ... Bello!!!

Il film ci assorbe totalmente. Entrambe abbiamo la sensazione che personaggi, ambientazione ed elementi scenici sono vicinissimi al nostro immaginario di lettori. Il film merita,.. Veramente.
Tutto valeva la pena. Tempo speso bene. 

Decido che nella gestione degli impegni ci sarà più spazio per il cinema; mi rendo conto di aver trascurato questo elemento culturale.

Un bell'inizio d'anno all'insegna del cogli l'attimo!

Continuazione del post Il GGG - Il Grande Gigante Gentile

giovedì 29 dicembre 2016

Il GGG Il Grande Gigante Gentile


Ieri sera, ore 22.40 circa, mentre mi dirigo in camera, sento il bip del Messenger al telefono; curiosa attivo la lettura e ...
Un'alunna di due cicli fa, prossima alla maturità classica, mi scrive:
-Maestra oggi, mentre passeggiavo, ho visto un manifesto pubblicitario: Il GGG, la proiezione del film del Grande Gigante Gentile! Un tuffo nel passato ... Un bellissimo ricordo della mia infanzia. Che bello sarebbe ritornare in quegli anni ...Le voglio un bene immenso, grazie per avermi regalato ricordi magnifici!

L'emozione è incontenibile ...

Un tuffo nel passato anche per me. Ricordi magnifici anche per me.
Eravamo in quarta. Io ed ariel53, una carissima collega di rete di Vibo Valentia (Calabria), decidemmo di leggere il libro di Roald Dhal nelle rispettive classi parallele.
Quindi aprimmo un blog nella piattaforma del MIUR, dal titolo "PescaraViboBlog - Il Grande Gigante Gentile". Peccato che non esista più la piattaforma, né le tracce della nostra favolosa esperienza.

Settimanalmente, lavoro pionieristico per quei tempi, nell'ora di informatica i nostri alunni si incontravano per condividere emozioni, disegni, riflessioni, studio, nella gioia dell'incontro non sensoriale, non in ossa e ciccia. Sorvolo sulla proficua ricaduta didattica che si può immaginare; sullo stupore, la gioia, la motivazione alle stelle, il piacere della lettura... E torno al nostro dialogo.

-Sai una cosa? Mi stai facendo pensare che riproporrò quel libro ai miei attuali alunni.

-Veramente?!?! Allora, come rientriamo a scuola, in qualche ora buca verrò in classe ... magari, se ne parlerà una vecchia alunna, saranno più spinti a leggerlo!



- Maestra ... sarebbe carino andarlo a vedere insieme ....
- Perché no ... Quando inizia la proiezione?
- Controllo subito!
- Non fa nulla, se non lo sai ... Non cercare ora ...
- Dal primo di gennaio!!!!
Mi prefiguro un appuntamento all'Arca... :-) Sorrido divertita, mi basta l'idea.

Addio sonno ... L'emozione me lo ha spazzato via. Ma ne sono felice! Resto a lungo a vagare nei ricordi. Che bel regalo, però ... E che soddisfazione .... Fiera di esercitare il mestiere più bello del mondo!

Roald Dhal: autore di narrativa per ragazzi. Ebbe un'infanzia triste, vissuta in solitudine; quando divenne scrittore perseguì un unico obiettivo: scrivere per bambini e ragazzi per infondere sempre una sana allegria.

giovedì 24 marzo 2016

Arrivederci Izabela!

Ieri, ultimo giorno di frequenza di Izabela nella nostra classe prima. E' venuta sino all'ultimo , uscita 45 minuti prima dell'orario; il tempo di festeggiare la vigilia delle vacanze pasquali con i compagni e con le maestre e il tempo di abbracciarci tutti.

Iza ha il turbamento nel cuore da diverse settimane; con lunghi abbracci si stringe a me quando i ritmi della giornata scolastica lo consentono. Per lei era la vigilia di un lungo viaggio che l'avrebbe condotta in Romania insieme alla sorella di un anno più grande, alla mamma, al papà, al fratellino in arrivo.

Dopo 4/5 anni di integrazione e di amicizie sincere, le mutate condizioni lavorative hanno imposto loro questa drastica decisione. Ho toccato con mano una dignità profonda; hanno lasciato qui il loro cuore tra la solidarietà costruttiva di tutti, ma con un innato senso della precarietà della vita e senza clamore.

Iza ieri mattina ha voluto lasciarmi alcuni effetti personali; un fermaglietto e una molletta per capelli unitamente a un fiore di carta colorata costruito con le sue mani: ancora adesso non riesco a trattenere l'emozione...

Infine, al momento di lasciare la scuola,  l'abbraccio con i suoi genitori: io e la mamma non siamo riuscite a trattenere lacrime calde e sommesse, strette a lungo con la promessa e l'augurio che ci saremmo rivisti nei nostri lidi per il tempo di una vacanza.

Le bambine erano silenziose e composte; dal loro visetto traspariva il senso della conclusione di un capitolo e lo sgomento per l'incertezza del futuro, mentre il papà si frapponeva tra noi e loro cercando di nascondere il nostro pianto ...

Buona Pasqua di Rinascita Izabela!
Ci mancheranno il tuo viso angelico, la delicatezza del tuo essere e la tua compostezza..

martedì 5 gennaio 2016

16.09.2015

"CARISSIMA MAESTRA GRAZIANA,

all'inizio di questa nuova avventura al servizio dei piccoli, le arrivi il nostro grazie per il bellissimo percorso di crescita al fianco di nostro figlio.

Grazie per gli insegnamenti didattici e non, per le gite, le recite, gli abbracci di consolazione, i sorrisi di incoraggiamento, le battute "tiramisu" ...

.... E soprattutto grazie per averlo fatto con passione e con amore!

AUGURI PER QUESTO NUOVO INIZIO!

M, L, S e LR" (i componenti della famiglia)

Questa lettera accompagnava un mazzo di girasoli pervenuto in classe il secondo giorno di scuola del corrente anno scolastico. Ritrovo il foglio nella cartellina dei documenti accumulati in questa prima parte dell'anno. Il biglietto continuerà a vivere tra le mie agende, libri, tutto il cartaceo che consulterò, ma voglio affidarlo a questi bit che sono per me i garanti della conservazione, i custodi delle cose importanti. E poi mi piace condividere questo momento di intima gratificazione ...

Non tutti i genitori esprimono a note così chiare il senso di gratitudine, e ancora, non tutti lo provano, se non col senno di poi; molti salutano con un largo sorriso, qualcuno con gli occhi lucidi, qualcun altro con senso di 'doveroso' rispetto. E' bellissima la diversità  ed io sono massimamente grata a tutti i genitori per avermi affidato i loro figli per 5 anni. e gli alunni?? Ora vengono a bussare alla finestra perché il bidello un po' burbero e ligio non li lascia entrare, e giù saluti, racconti dei successi scolastici ...
Col tempo saranno adolescenti e saluteranno un po' intimiditi, molto presi dalla loro nuova vita, quasi imbarazzati a mostrare i loro cambiamenti. Ma la maestra non ne dimentica uno: viso,caratteristiche, nome e cognome ... E tutti li porta nel cuore.

martedì 9 dicembre 2014

Un regalo inatteso


Non posso condannare i social ... Del resto il loro valore o disvalore dipende dall'uso che ne fanno gli utenti, ma la sera dell'Immacolata Fb mi ha fatto un regalo che ancora mi fa traboccare di gioia ...

Vedo la notifica di un messaggio privato, mi precipito con la curiosità di un'adolescente:
trovo i saluti affettuosi di un ex alunno, ora universitario che non ho più visto dalla licenza della quinta elementare. Parliamo in chat per alcuni minuti come due vecchi amici che si ritrovano.

Tra le altre cose: " Maestra, leggo solo ora un messaggio che lei mi aveva mandato addirittura nel 2009; non lo so perché non mi mi è mai arrivato prima ... "

Interloquire con gli ex alunni  significa azzerare il vuoto temporale, ricollocarsi sul filo conduttore che porta a cogliere l'essenza della loro evoluzione.

La gratificazione non è paragonabile a 1000 riconoscimenti ufficiali.

giovedì 14 febbraio 2013

San valentino 2013

Festa dell' amore, han concluso i miei alnni; un pensiero di ringraziamento alle singole figure parentali, poi una bella conclusione: Grazie per essere come siete!
Intanto rileggo e condivido questa rilettura con tutti voi:

La coppia destinata a durare

Buon San Valentino!

sabato 30 ottobre 2010

Maestra ... So leggere!!!!

E' difficile rendere la gioia che un insegnante prova quando un bimbo di prima si ill
umina in volto, spalanca gli occhi e:
- So leggereeeeee!
Maestra .... Qui c' è scritto matita!
- Bene:) Qui c' è  un breve messaggio (sulla seconda pagina del libro), ma voi cercherete di scoprire cosa c' è scritto, cioè voi a casa proverete a leggere e a capire. Mi raccomando: ognuno leggerà come sa fare, letterina per letterina e poi cercherà di ricomporre la parola intera e infine rileggerà per comprendere il messaggio completo.
Domani mi racconterete

IL MIO LIBRO(immagine del libro) PARLA DI PIRATI E PIUME.

Questa mattina li ascolto leggere, e, ognuno mi vuole riferire anche l' atmosfera di casa sua, i commenti, le meraviglie, le perlessità della mamma, del papà, della babysitter, dei nonni: i  miei alunni al momento conoscono solo pochi grafemi, che sono tutti concentrati in questa frase.

Li ascolto perplessa a mia volta, non immaginavo di incontrare tanta aspettativa.

Ed ecco Federico:
- Maestra, ti devo dire una cosa. La mamma si è commossa tanto .... e anche la nonna ... e anche io ... e, in quel crescendo di pause e di rinnovata emozione, comincia a piangere e mi abbraccia ...
E  pure io mi commuovo, impotente, immersa in un silenzio intenso, tra sguardi empatici e interroganti ...

E mentre stringo Federico riesco a dire:
- Sapete? A volte si può piangere anche di gioia; a qualcuno capita .... non a tutti  ... né si deve fare per forza ...

Queste sono le gioie immense del mio lavoro...

martedì 11 novembre 2008

Il giubbotto di Indiana Jones

Questo il titolo di una lettura offerta dal libro di testo adottato nel corrente anno scolastico(classe quarta), a sua volta tratta da un libro della Piemme Junior.

Parafraso il contenuto:
Una bambina, ultimogenita di tre figli ha il destino di "riciclare" gli abiti dismessi dei fratelli maggiori: se ne rammarica in quanto vorrebbe abiti pensati e calzati da lei dall' inizio.

la sua famiglia non è né ricca né povera: usa andare in vacanza infatti, ma può farlo grazie a certe scelte di risparmio.

Quella mattina le toccò indossare il giubbino del fratello: già si prefigurava i frizzi e i lazzi dei compagni, ma il freddo l' avevano dissuasa dal rifiutarsi.

Gli epiteti furono terribili, al punto da far sentire alla nostra protagonista l' oppressione del mal di pancia: "emigrante", "poveraccia".

Al che, una svolta geniale: la bambina escogita un racconto che la toglie dall' imbarazzo e le fa vivere un momento di gloria da parte di tutti i compagni che ora l' ascoltano rapiti e pieni di domande.
Quel giubbino era appartenuto nientemeno che ad Harrison Ford, l' interprete di Indiana Jones, donato dall' attore a suo zio che lavora ad Hollivood, non ricordo con quale mansione ...Il quale tornando in Italia, aveva pensato di donaelo, a sua volta, alla nostra protaonista.

A questo punto mi vedo 25 indici puntati e altrettanti sguardi inquisitori:
- Ha fatto bene? E' giusto inventarsi una storia del genere? Tu che fiuti e non tolleri la più piccola bugia, maestra, che ne dici?
- Ehi, ma che vi ha preso?! Era giusto quello che vi volevo chiedere ...
- Rispondi, RISPONDI!!
- Con calma, scusate ... io posso esprimere il mio punto di vista, ma non è detto che quello che dirò sia la cosa più giusta. Questo non è un quesito di matematica ... Qui è richiesta un' opinione; e tutte le opinioni sono opinabili, cioè possono essere contraddette, non condivise, adducendo motivazioni, ovviamente.

Segue un silenzio che quasi mi imbarazza "Ma che stanno macchinando sti mocciosi?! Che cosa sarà successo? Quanto mai tanto interesse per un' analisi testuale!?"

Chiedo a loro, ma in reatà lo chiedo a me stessa:

- Ma qual è stato lo scopo di quell' invenzione? Ingannare, o togliersi da una situazione incresciosa e causa di sofferenza anche fisica?
E cos' altro avrebbe potuto fare la bambina!?
Avrebbe potuto replicare con altre offese e degenerare la scontro in litigio..
Oppure dire tutto alla maestra, affidando a lei la soluzione di un fatto successo fuori della scuola ... E cosa le sarebbe costata questa "spia" in futuro?
Avrebbe potuto accontare tutto alla mamma che magari sarebbe venuta a scuola a parlare con la maestra o avrebbe affrontato direttamente le mamme dei compagni ...

A me sembra che la bambina con questo stratagemma, che non mi sembra una vera bugia, ha evitato uno scontro violento; ha risolto da sola un suo problema; ha spento la pessima abitudine al giudizio e all' offesa gratuita dei suoi compagni ... Che posso dire ... L' inganno mi sembra un fatto secondario che, tutto sommato, i suoi compagni si erano meritati ...Non mi sembra una vera bugia ... Ma posso anche sbagliarmi: la soluzione migliore potrebbe essere un' altra. Parliamone. Voi che ne pensate?

- La maestra che ti ha sostituita quando sei andata a fare l' esame a Chieti ci ha fatto fare questa lettura e ha detto in modo serio che è meglio la verità, anche se fa vergognare, perché bugie non si dicono mai! MAI e poi MAI!!!!

- :-) Che volete che vi dica ... Io non ho tutte queste certezze, ho solo punti di vista, che posso sempre correggere se qualcuno me ne offre le motivazioni.

La maestra che mi ha sostituita è più sicura di sé. E a me non dispiace per niente, anzi, fortunata lei...
Ma il mio pensiero è questo, e ve lo dimostrerò in tantissime occasioni man mano che crescerete: ognuno può vedere le cose dal suo punto di vista, ascolatare e rispettare quello degli altri ed essere sempre disposti a mdificarlo, se le argomentazioni di chi li pone sono plausibili.
Le imposizioni non mi hanno mi convinto, abbiate pazienza...

Grazie collega: mi hai offerto l' opportunità di introdurre una lezione difficile, anche se ha vanificato tuuuuutto il programma della mattinata!!!!
"Se insegni, insegna anche a dubitare di ciò che insegni." - José Ortega y Gasset
"Io combatto la tua idea, che è diversa dalla mia, ma sono pronto a battermi fino al prezzo della mia vita, perché tu, la tua idea, possa esprimerla liberamente" - Voltaire


sabato 24 maggio 2008

Rileggendo ... ricordi informali cartacei della fine di un ciclo scolastico



Cara maestra Graziana
tu sai che da sempre, fin dalla prima, la matematica è stata la mia materia preferita.
Ma tutto è successo anche perché ad insegnarla è stata una maestra gentile, buona, che ci raccontava un mucchio di cose.
Ci hai fatto imparare tutto ciò che c' era da sapere, divertendoci, giocando.Per esempio, la geometria; non ce l' hai imposta dicendo: "Fate così...", ma costruendo figure e solidi veri, divertendoci come matti.Beh siamo arrivati all' ultimo giorno che passiamo con voi maestre, in questa bella scuola....Non ho nient' altro da dire, solo una cosa:
Grazie maestra Graziana!
Spero di rivederti ogni tanto...venire in questa scuola e rincontrarti.
Con affetto...Marco
Ti Voglio Tanto Bene!!!


Maestra Graziana,
vorrei farti una domanda: racconterai di noi ai prossimi alunni che avrai?
Cara maestra, l'anno prossimo, quando aggiornerai il sito, lascerai uno spazio apposta per noi, così potremo parlare più di frequente!

Ti prometto che alla fine di ogni anno ti verrò a trovare e ti aggiornerò su tutti i voti di matematica che prenderò.
Comunque non scorderò mai le tue storielle simpatiche, le tue spiegazioni, la tua squillante voce resterà per sempre nel mio cuore.
Stefano

Cara maestra,
In questi 5 anni tu ci sei stata molto vicina per capire le nostre esigenze.

La cosa più bella che ci hai dato è la pazienza nei confronti nostri.
Ad esempio, quando un bambino non sapeva una cosa gliela dicevi e gliela rispiegavi.

Quando eravamo piccoli, ma anche ora, ci racconti parti della tua vita che
c' entrano con quello che stiamo facendo.

Io ti ringrazio anche per quando ci porti al computer e non ci tocca e, alla fine del lavoro ci fai giocare.

C' è una cosa che voglio ricordare perché molto importante, ovvero hai creato un sito per la nostra scuola, dandoci l' opportunità di entrare nella nostra pagina anche da casa, di incontrarci nel forum.

Nel nostro primo laboratorio opzionale di "Ambiente e territorio", senza di te non mi sarei divertito così tanto a giocare a scacchi con Valerio in "Giochi sotto l' albero".

Ora la scuola sta finendo e non saremo più insieme, e se ci rivedremo sarà solo di sfuggita, ma io non ti dimenticherò mai.
"Libero"


Questo è l' inizio dei ricordi che non si dimenticano.
Non sapevamo scrivere né leggere,
Voi maestre ci avete accompagnati e indirizzati per diventare perfetti scolari.

ci avete insegnato a percorrere il sentiero del sapere, a togliere le spine dalle rose, a riconoscere il vero dal falso.
Modelli di pazienza e di costanza, amore e comprensione.

Senza bontà non ha valor la scienza.
Questa è la massima lezione, la futura ricchezza che ci avete donato.

Grazie maestre!!!!!
Letizia e Flavia

Cara Grazi,
in questi lunghi 5 anni ci hai fatto tanto divertire; ricordo i mille modi per farci imparare questo è maggiore di quello, questo è minore di quello...

Non posso dimenticare la macchina operatrice della seconda con cui abbiamo imparato a giocare con le quattro operazioni.

Non posso dimenticare le storie dei tuoi vecchi alunni e gli eventi divertenti della tua vita di bambina.
Non posso dimenticare quando ci hai raccontato di aver imprigionato uno scorpione in un cerchio di fuoco per vedere se era vero che si pungevano con il loro pngiglione per non morire arrostiti.

Quando lo scorpione si è suicidato tu hai pianto, non ci avevi pensato prima...

Ah! Quasi dimenticavo, grazie per le volte che ci hai portato a fare computer anhe quando non ci toccava.

Tu ci hai dato tanto tanto affetto
Natasha

Maestra Graziana,
Ci mancherai tantissimo, ma ci mancheranno soprattutto i racconti sui tuoi ex alunni.
Oggi usciremo da scuola con le canoe.
Ci mancheranno anche le altre maestre, ma ci rivedremo!
Con affetto Fabiana
T. V. B. T. T. T.


Cara maestra Graziana
ti voglio dire in un modo superlativo un "Grazie" per tutte le cose che, in tutti questi 5 anni con simpatia, scherzosità, e grazia (lo dice anche il tuo nome Grazia-na) ci hai insegnato;
nei primi anni "piu piu" poi "il bronzetto etrusco", poi ancora "il testolone" e tante altre cose...

Sinceramente (non lo dire alle altre) tu sei la mia preferita perché ogni cosa riesci a mantenerla scherzosa nei limiti.
Questa è la mia mano sinistra che ti dice Ciao (impronta della mano tracciata con la biro)
Alessandro T.

Lascerò qualcosa di buono anche agli attuali alunni??? L' esperienza non sempre è maestra di vita. Cambiano le generazioni, cambiano i contesti ...
In questi messaggi informali c' è un denominatore comune: il bisogno di un clima di empatia. I nostri alunni non ci ricordano per le competenze e le abilità che siamo riusciti a formare, ma per il contesto comunicativo che abbiamo saputo creare, per il background affettivo.

Sono legatissimi alla narrazione; forse perché evoca immagini legate alla prima infanzia o forse perché quando il docente narra "qualcosa che c' entra con quello che siamo facendo" come ha scritto 'Libero', si mobilita la sfera emotiva che fa dell' apprendimento "un volo di farfalla piuttosto che la traiettoria di una palla di fucile" (N. Cuomo)
In poche parole la motivazione e l' attenzione si mobilitano di fronte all' humanitas, ivi comprese le debolezze, le fragilità e la fallacia, qui sta il segreto ...

mercoledì 14 maggio 2008

La Venere di Willendorf

-Ecco, stiamo interrogando una fonte iconografica perché di una foto si tratta, ma nella realtà è una statuetta, un reperto archeologico.
Bene: questa statua ci parla di sé purché noi "l' ascoltiamo" attentamente. Vi dico solo che è stata trovata nella bassa Austria, e che è custodita nel Museo delle Scienze Naturali di Vienna.

Bambini: E' di pietra, è orribile, altro che Venere, maestra!?!
-Be', sicuramente, non è stata lavorata per portarci questo messaggio. Leggiamola, dài ...

Bambini -Paleolitico, forse Paleolitico inferiore, non posso credere che per tutti i 9/10 della storia, l' uomo si sia divertito a scolpire... prima di imparare questo ha imparato a costruire il chopper, poi il chopping tool ... Era meglio risolvere il problema della fame prima di fare le statuette...

Bambini - Ho capito, è il simbolo della nutrizione: seno immenso, pancia e sedere enormi... mah... sembra un deposito di grasso

Bambini: Essì, il compito principale della donna era quello di fare e allevare i figli e doveva allattarli ... chi glielo dava il biberon a quelle lì!?!

Bambini - E poi i figli si facevano in continuazione perché nessuno diventava vecchio, cioè si moriva molto prima: sbranati dai mammut, avvelenati dalle bacche, di malattia ... Le nuove nascite garantivano la sopravvivenza della specie.

Bambini: Ma le donne mica facevano solo i figli? Avevano anche il compito di alimentare il fuoco, raccogliere le bacche, le radici, le erbe, tutti i frutti spontanei insomma! Anzi, aveva imparato a distinguere quelli commestibili da quelli velenosi, vedendo morire le vittime.

- Bene: raccogliamo le informazioni che abbiamo ricavato. Paleolitico inferiore, figura di donna simbolo della maternità, ruolo naturale e sociale, visto che garantiva così la conservazione della specie. Proprio per questo il suo corpo ha imparato ad immagazzinare il cibo sottoforma di riserva alimentare per poter garantire la nutrizione ai suoi "cuccioli".

Massimo: mi ha raccontato la mamma che le donne hanno conservato questo ruolo a lungo. Fino
a mezzo secolo fa, avevano il compito di curare la casa, preparare da mangiare, curarei figli. Ma ad un certo punto si sono ribellate, hanno fatto una specie di guerra, hanno voluto fare le stesse cose degli uomini. Hanno voluto lavorare anche fuori casa.

Fabio: MA ERANO PROPRIO STUPIDE QUELLE DONNE! HANNO FATTO UNA GUERRA PER LAVORARE DI PIU'?! DENTRO E FUORI CASA!?!

Quanta saggezza in queste parole! E quale vivacità intellettuale ... Pensiero puro, non indottrinato ... La sua sincera meraviglia, gli occhi spalancati tra le lentiggini e i capelli più scapigliati del solito, mi hanno suscitato un' ilarità che ho trattenuto a stento, per non sminuire la serietà del discorso.

- Non è stata proprio una guerra come ha detto Massimo, ma una contestazione, un movimento ... come dire?! Una protesta. Perché le donne volevano realizzarsi anche in altre attività. Volevano una maggiore parità. E' vero che è stato molto difficile realizzarlo. Per decenni la donna si è trovata a fare doppio lavoro, come dice Fabio.
Ma ora gli uomini sono diversi: anche loro hanno imparato a fare i lavori riservati un tempo solo alla donna. Quanti papà cucinano, passano l' aspirapolvere, spingono il carrozzino, danno la pappa al bambino o gli cambiano il pannolino?Tutto si risolve con la collaborazione...

- Sì, il mio prepara la torta di carote!
- Il mio il brodetto di pesce!
- Il mio prepara il pranzo quando la mamma rientra alle due!
- Il mio fa la doccia al fratellino!
...
Quando si dice evoluzione di genere ... maschile e femminile ... culturalmente definiti...
Questo è un esempio di ricerca-azione in classe, scaturito dal metodo euristico-partecipativo; una forma laboratoriale di apprendimento che io applico praticamente sempre ... Un discorso a catena, in cui il docente oscilla dallo sfondo al primo piano, c' è e non c' è. Se gli alunni ci si abituano imparano a discutere correttamente e ad ascoltare, a riflettere, a rilanciare aggiungendo altro e, cosa più bella, arriva sempre qualcosa di nuovo, di assolutamente non previsto, come in questo caso il problema dell' emancipazione femminile: una sorta di spiazzamento cognitivo che l' insegnante non poteva prevedere e che non può assolutamente ignorare. Della serie, sai da dove parti, ma non puoi sapere dove arrivi.

Richiede tempo, un tempo non quantizzabile, ma l' efficacia di questa metodica è altrettanto indefinibile, è una semina i cui frutti si raccoglgono ad libitum, perché qui stiamo formando competenze personali che vanno ben oltre i confini delle conoscenze: la figura del docente è quella di colui che cresce con i suoi alunni, non c' è posto per le certezze, può venir fuori di tutto, anche la propria ignoranza, ma è giusto così...

lunedì 14 aprile 2008

DIFFERENZIAMOCI!



Di solito conversazioni come quella che state per leggere si verificano in un salotto, in un caffè, in una sala per convegni o riunione; invece i nostri insoliti interlocutori si trovano in un posto altrettanto insolito … Leggete pure e lo scoprirete!

- Ciao, non capisco che pesce sei, ridotto in questo stato; ma tu senz’ altro intuisci cos’ ero io…
- Io ero una splendida sogliola; passeggiavo spensierata nel fondale del Mar Adriatico in cerca delle squisite erbette di cui sono ghiotta. Ero ricoperta da un leggero strato di sabbia per non farmi notare dai predatori, quando ahimè … Mi sono sentita intrappolata nella sacca di un sogliolaio insieme a molti altri sventurati amici … Mi consola pensare di essere stata acquistata in pescheria da una mamma e di essere stata mangiata da una bella bambina paffutella con le guanciotte rosse …
- Io veramente non sono mai stato libero, ma vivevo in gabbia aspettando il cibo che gli umani ci somministravano. A dire il vero, io sono solo una parte di un pollo … Chissà dove saranno finite le altre parti del pollo che eravamo …

- Posso ?? Posso dire qualcosa anch’ Io?
- Certo che puoi, però si capisce subito che sei un uovo, o almeno lo eri! – replicò la lisca della sogliola.
- Io e te veramente siamo lontani parenti, anche se non sembra – rispose l’ osso -tutti i polli infatti sono nati da un uovo.

Oramai è chiaro qual è il luogo di questa curiosa conversazione: un secchio di immondizia!
E gli interlocutori che stiamo ascoltando, sono rifiuti organici!

Ma insieme a loro convivono altri tipi di rifiuti: bottiglie di birra, posate, piatti e bottiglie di plastica, tovaglioli di carta: forse in casa c’ è stata una festicciola.
L’ uovo ha ancora qualcosa da dire:
- Scusate … ma che ci fanno insieme a noi carta, plastica e vetro? Non dovremmo essere divisi?
- Veramente è quello che vorremmo sapere anche noi: che ci fanno insieme a noi i cosiddetti rifiuti organici? Non dovremmo essere divisi? – esordì un po’ stizzita una bottiglia di birra.
- La nostra storia è sicuramente meno infelice della vostra. Almeno non siamo stati divorati, noialtri. E poi, prima di finire qui abbiamo partecipato ad una bella festa di compleanno!- questo aggiunse una bottiglia di Coca – Cola.
- Ma smettetela di discutere … Tanto faremo tutti la stessa fine … Presto finiremo in un cassonetto e dopo poche ore saremo nella pancia di un grosso veicolo insieme a tutti i rifiuti del quartiere; quindi il nostro viaggio terminerà in una discarica. Lì saremo schiacciati, disintegrati e inceneriti … sigh! sigh! – aggiunse un tovagliolo di carta tutto triste e sconsolato.

Alle parole del tovagliolo, tutti i residui organici rabbrividirono all’ idea e dopo una veloce consultazione … Ascoltiamoli!
- Io ho sentito parlare di raccolta differenziata – afferma con aria da sapiente un piattino di plastica!
- Ne abbiamo sentito parlare anche noi – replicarono un cucchiaio e una forchetta
- Che cos’ è la raccolta differenziata ? – chiese perplesso il tovagliolo.
- E’ una raccolta ragionata che vuole mettere il vetro nel contenitore apposito; la carta nel proprio contenitore; gli oggetti di plastica tutti insieme; e i rifiuti organici nel loro cassonetto. – spiega pazientemente il cucchiaino.
- E quali vantaggi ricaviamo stando separati? Non saremo ugualmente annientati?
- Apparentemente sì, ma continueremo a vivere … Aspetta e capirai.

- Ma se esistono contenitori separati per la raccolta differenziata … potremmo andarci … Ma come facciamo? – dissero insieme la bottiglia di Coca e il guscio
d’ uovo.
- Non conoscete un modo di muoversi in aria che si chiama volo? – replicarono il tovagliolo e il piattino.
- Mi è venuta un’ idea: noi tovaglioli di carta possiamo piegarci e trasformarci in aeroplani, così potremo trasportare i nostri compagni più leggeri nel contenitore giusto.
- E noi piatti di plastica diventeremo dischi volanti, ben felici di caricare i materiali più pesanti.
- Evviva!!!! Abbiamo trovato la soluzione per non morire schiacciati disintegrati e inceneriti- urlò con tutta la sua voce la lisca della sogliola.

- Bello! Bello! Io voglio rinascere sotto forma di un graziosissimo quaderno a righe, così un bravo bambino mi riempirà di belle parole, di frasi, di disegni e io sarò molto felice…
- Noi oggetti di plastica saremo lieti di diventare una bella fioriera da balcone che ospiterà profumate piantine in fiore, oppure tornare a vivere in un terrazzo, attraverso un tavolo con sedie. Come sarebbe bello stare insieme ad amici e familiari che conversano allegramente sorseggiando una bibita…
- E noi bottiglie di birra torneremo in vita, magari ospitando vino novello e saremo di nuovo insieme, tra commensali festaioli che brindano contenti!

- Capito…Questa è la raccolta differenziata, di cui parlavamo. Ma noi che fine faremo? Anche separati da voi rifiuti inorganici, marciremo miseramente. Come faremo a vivere una nuova vita?!?! – si preoccuparono i resti dei cibi.
- Ascoltatemi bene – disse il futuro “disco volante” – anche voi rinascerete, ma non sarete uovo, sogliola, pollo … Per voi la cosa è più complessa e pure un po’ difficile da spiegare. Dovrei almeno essere aiutato da alunni di terza elementare… Ma ora ci provo lo stesso.

Avete mai sentito parlare di energia da biomassa?!? Nòo!?!
Ebbene, pensate a una grande fossa sotterranea, io la immagino con la forma di una gigantesca scatola. Bene: andrete tutti lì e con un processo chimico diventerete sostanza gassosa. Tornerete a nuova vita come nuova energia. Ci pensate? Grazie a voi intere famiglie potranno riscaldarsi d’ inverno, usare l’ acqua calda, e, udite udite, senza inquinare l’ ambiente! La vostra energia sarà energia pulita!
- Credo di aver capito – aggiunge la sogliola attenta e riflessiva – tu stai parlando di risparmio energetico e del problema di rifiuti: due facce della stessa medaglia! In poche parole se gli umani facessero tutto quello che noi, modesti rifiuti, abbiamo detto nei nostri discorsi, non ci sarebbe una montagna di sostanze da smaltire. Non solo, si risparmierebbe denaro, ma si risparmierebbe l’ energia che non si rinnova. Infine, vi pare poco avere mare, cielo, terra, aria più puliti?

- Io vorrei aggiungere una cosa importante: vorrei ringraziare il SOLE che io considero fratello e padre. Grazie a lui viviamo, grazie a lui la vita continua il suo ciclo, e se non fosse per lui non potremmo parlare di energia rinnovabile. Mi spiego meglio: senza di lui non nascerebbero i vegetali, senza vegetali gli erbivori non saprebbero come nutrirsi, senza erbivori,i predatori, i carnivori e gli onnivori sarebbero in guai seri. Insomma prima della catena alimentare c’ è proprio il SOLE, fonte di tutte le energie – così concluse l’ uovo.
- Ehi? Ma sei andato a scuola? – aggiunse il tovagliolo – altro che rifiuti! Questo è un convegno importante. Ma ora direi di mettere in azione il nostro piano, sta per arrivare il monoperatore. Dai, muoviamoci! Raggiungiamo i nostri contenitori, e speriamo che gli umani seguiranno i nostri consigli.

- Buona fortuna, amici, arrivederci alla prossima vita!!!!!- così salutò l’ osso del pollo, mentre saliva sull’ “aeroplano”.
- Addio! Buona fortuna! – salutano commossi tutti gli altri.

Invenzioni di storie, secondo le indicazioni di Zucchermaglio e Pontecorvo con un cenno al role plaiyng.

Né io né gli alunni, avevamo pianificato un canovaccio ... che so ... un itinerario. Abbiamo cominciato solo a fissare l' obiettivo finale, un racconto che promuovesse l' energia rinnovabile, il risparmio energetico e la salvaguardia ambientale. Poi una parola tira l' altra; un risultato che è diverso da tutti quelli che sarebbero scaturiti dai singoli contributi, in cui il singolo si integra col tutto; con un' efficacia che la sola lezione frontale e una verifica tradizionale non avrebbero garantito.
Le discussioni, anche accese, non sono mancate, e, mediarle senza spegnerle non è stata una passeggiata ... ma l' ascolto attento è stato il denominatore comune per evitare di dire fanfaluche e per riconoscere quelle degli altri ...

lunedì 25 febbraio 2008

"T" come Teatro: La bella addormentata nel bosco

Auditorium Flaiano.
Ore 10,30.
Inizia lo spettacolo. Compagnia "Teatro Verde":Andrea Calabretta, Daniele Miglio, Vittoria Rossi per la regia di Vania Castelfranchi.

Poche persone per tanti personaggi. Un piccolo spazio con tanti scenari. Una trama narrativa giocata con luci e ombre, burattini, e intercambio continuo di personaggi.

La storia è stata manipolata per un messaggio che i bambini hanno colto in pieno: la nobiltà, quella vera, è nobiltà d' animo. Tutte le fasi giocate sull' interazione col giovane pubblico. Soluzione vincente per educare al gusto per il teatro.
Semplicemente fantastici! Grazie scudiero Zero!

domenica 6 gennaio 2008

Un dono inatteso :-D

Che può desiderarare di più la maestra Graziana dalla vita!?!?

Chi me l' avrebbe mai detto che "Libero", dopo aver postato sul nuovo forum della scuola , (che quasi nessuno in verità ha notato), insieme alla gemella Chiara, mi segnala la sua presenza qui, (!?) su questo ignotissimo space, nel commento a "Maria Catena"!?!?

...Libero, il nomignolo che io stessa gli avevo dato insieme ai compagni più fedeli, quasi a sottolineare il suo temperamento così refrattario verso ogni forma di "imposizione" o quantomeno che tale appariva a lui...
Come ti capisco Ale...

E' bello constatare, che a distanza di anni la stima e l' affetto che reciprocmente ci siamo regalati, non sono affatto mutati.

Ti seguo, arrivo subito al forum della scuola!!
Grazie...grazie infinite...

giovedì 27 settembre 2007

Supplenza in prima C

Ore 9.30.
La collega che mi ha preceduto è in procinto di andarsene, il piccolo esercito di 6 anni è elettrizzato, vociante, mobile.
Santa pace ... Niente urlo, niente colpi sulla cattedra, molti non m' hanno neppure vista, urge inventarsi qualcosa subito, all' istante ... Ho con me due libri di racconti: li abbandono sulla cattedra e comincio a segnare col pugno chiuso, ampi ghirigori che dall' alto, vanno poi a definire immaginarie spirali e ... sottovoce:
- Scsc sc sc sc...ho la polvere di stelle che la fatina Trilli mi ha appena dato ...
-Trilli?! Ma quella di Peter Pan?!?!
- Certo! ... E' una polverina che fa magie ... ecco ... in questo momento noi sentiremo il tum tum tum del nostro cuore.. sentiremo i rumori del corridoio ... le voci delle altre classi ...
- Davvero maestra?! Ma io ... non vedo niente ... - conclude Antonio
- Eppure c' è ... Senti il silenzio ?! La magia è appena iniziata ....
- Ma ci hai parlato con Trilli?!
- No, mi ha solo lanciato un po' della sua polvere dei stelle tra le mani

Nessun inganno: facciamo finta di crederci; tutti complici, io per prima ... perché è bello così...

Un'ora splendida: ci presentiamo; per ogni nome una storia da narrare ...
Incantati ascoltano e partecipano; poi la lezione si anima ... animali che si muovono,oggetti che si animano; finiamo senza accorgercene per fare attività motoria in classe...con serietà e compostezza e felici come una Pasqua...

-Il mio cuore fa tum tum tum - Anche il mio!! - Anche il mio!!!
- Ha bisogno di aria pulita!
Spalanchiamo le finestre, poi, un fiore alla mano sinistra, una candela alla destra: un respiro profondo per sentire il profumo del fiore, un altro per spegnere la candela..
L' ora passa in un lampo.
Intanto affido ai gessetti colorati l' onore di fissare alla lavagna i nostri momenti, mentre i tavolini si dipingono di tovagliette colorte e gustose merende ...

- Maestra vero che tornertai?
- Quando vieni un' altra volta?
- No no...non te ne andare...

Saluto uno a uno i nuovi piccoli della mia scuola: uno per uno, col loro nome ... Ogni occasione è buona per tener desta la memoria. Oh... Mi è passato il fastidioso cerchio alla testa che mi accompagnava dall' alba ... la polvere di Trilli ha fatto effetto anche a me :-)

Grazie cuccioli ... :-*

mercoledì 28 febbraio 2007

Primavera

La pioggerellina di marzo

Che dice la pioggerellina
Di marzo, che picchia argentina
Sui tegoli vecchi
del tetto, sui bruscoli secchi
Dell'orto, sul fico e sul moro
Ornati di gemmule d'oro?

- Passata è l'uggiosa invernata,
Passata, passata!
Di fuor dalla nuvola nera
Di fuor dalla nuvola bigia
Che in ciel si pigia,
Domani uscira' la primavera
Guernita di gemme e di gale,
Di lucido sole,
Di fresche viole,
Di primule rosse, di battiti d'ale,
Di nidi,
Di gridi,
di rondini, ed anche
Di stelle di mandorlo, bianche…

Cio' dice la pioggerellina
di marzo che picchia argentina
Sui tegoli vecchi
del tetto, sui bruscoli secchi
Dell'orto, sul fico e sul moro
Ornati di gemmule d'oro.
Cio' canta, cio' dice;
E il cuore che l'ascolta e' felice.

Angiolo Silvio Novaro

(In verità l' uggiosa invernata non l' abbiamo vista quest' anno ...)

Il ricordo vola lontanissimo, quando alunnetta dal grembiulino nero, collettino bianco e nastro rosa, imparai a memoria questa poesia, con naturalezza, senza forzature perché tutto riscontravo nell' ambiente circostante casa mia.
La ricordo ancora con tenerezza ed ogni anno al primo di marzo mi diletto a recitarla ai miei alunni. Il miracolo si ripete sempre; tutti in religioso silenzio e alla fine:
-ANCORA, ANCORA!!!
Comunicare emozioni: il segreto è tutto qui; credo che ciò valga anche per gli studenti...