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giovedì 31 luglio 2008

Messaggio di tenerezza



"Prendi la vita con più leggerezza!"


Questo il messaggio di Alessia. E come ha ragione ... vivo con i miei problemi che sembrano forme di somatizzazione (ipertensione e battitti accelerati). Anche il responso dei medici sembra identico: devo ancora imparare a reggere o meglio ad allontanare lo stress!

Il disegno di mia figlia visualizza il concetto: bella l' idea del clown che si libra nell' aria ... Grazie piccola ... E' bello ogni tanto intercambiare i ruoli ^ _ ^

giovedì 17 luglio 2008

Ma che film la vita!



Ciao Augusto,
non so perché stamattina non riesco a carburare senza averti ascoltato a lungo. Voglio lasciare traccia di questo ascolto. Il messaggio di questopezzo si contestualizza e ricontestualizza sempre.



Di lì a tre anni ci hai lasciati ...
Ci manchi tantissimo ... Ma ci sei sempre! SEMPRE NOMADI!



martedì 24 giugno 2008

domenica 22 giugno 2008

L' arte di ascoltare


Come educatori siamo molto orientati a promuovere il parlato, a seguirne le regole, onde dare contributi ed assumere punti di vista e tanto altro ancora ... C'è qualcosa che ci sfugge però... Ce ne dovremmo acorgere quando gli alunni chiedono la parola mentre l' insegnante o un altro alunno sta parlando.

E' evidente che quando ciò accade l' alunno che chiede la parola non sta minimamente ascoltando. E allora ci si dice : "qui qualcosa non torna. Ho saltato un passaggio. Prima di imparare a intervenire è opportuno imparare ad ascoltare."
Mentre ti proponi di formulare strategie di ascolto, ti capita tra le mani un testo che, ahimé, non conoscevi o non ricordavi affatto: "L' arte di ascoltare" di Plutarco.


"I bravi educatori rendono sensibili alle parole le orecchie dei ragazzi insegnando loro non a parlare molto ma ad ascoltare molto ... . E la natura, si dice, ha dato a ciascuno di noidue orecchie ma una lingua sola perché siamo tenuti ad ascoltare più che a parlare."

Il silenzio, dunque, è ornamento sicuro per un giovane in ogni circostanza, ma lo è in modo particolare quando, ascoltando un altro, evita di agitarsi o di abbaiare a ogni sua affermazione, e anche se il discorso non gli è gradito pazienta e attende che chi sta dissertandosia arrivato alla conclusione; e non appena quello ha finito, si guarda dall' investirlo di obiezioni, ma ... lascia passare un po' di tempo per consentire all' altro di apportare eventuali integrazioni o di rettificare e sopprimere qualche passaggio"

Plutarco - L' arte di ascoltare

sabato 14 giugno 2008

Parigi - una minivacanza ...



http://www.pere-lachaise.com/

- Mamma, cominciamo a trovare tre o quattro giorni per una minivacanza insieme ... a Parigi ... io e te e bbasta ... Senza Alessia,( l' altra figlia), senza Dennis ( tuo figlio tanto non fa testo, lui sta bene solo a Pescara come papà ... ) senza Roberta, ( la sua ragazza ).
Prima tappa "Il cimitero degli artisti", senza che nessuno si rompe le scatole ad aspettarci, poi "Notre Dame", "Montmartre", la Senna, e poi il Museo Dorcet per la gioia del nostro Van Gogh. E poi... basta ... ti dispiace troppo sacrificare Versaille e il Louvre?
Te la senti di macinare Kilometri a piedi, di andare in metro, di dormire negli ostelli senza arricciare il naso?

EEEEHHHH!!!!! Un Invito a nozze!!!

Auguro a tutte le mamme di provare questa gioia. L' amicizia con i figli è il massimo per un genitore...
Con Cristian ho avuto empre un feeling particolare ... praticamente identici: stessa faccia, stessi gusti, stesse passioni, stesse sensibilità, stessi difetti ... essì .... questo ha creato intensi problemi conflittuali per tutto l' arco adolescenziale.
Ben sette anni di incomprensione e di contestazione: il classico figlio ribelle insomma.
Proprio lui, anzi, solo lui!
Quello che è sempre stato il più legato a me, da quando è nato ... Ma poi, un ritorno gradito e inaspettato a 17 anni: Mà, mi aiuti?... Una delusione amorosa ... Meno male che decise di confidarsi ...

Qualche flasch:
- Mamma, io mi sposo con te da grande - Mamma, tu non devi mai invecchiare e mai morire (4 anni) sennò mi devi portare con te - Mamma, quando io sono grande ti porto a Parigi con me!

messaggi sotto il cuscino

- Ho disubbidito
e vola un bacio della mamma!

- Ho bisticciato
e vola un bacio della mamma!

- Ho rotto il soprammobile bello
e vola un bacio della mamma!

Ho giocato con l' acqua in bagno
e vola un bacio della mamma!

Mamma, tu mi perdoni sempre.... (7 anni)

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Mamma, sei tu che mi svegli al mattino,

sei tu che mi rimbocchi le coperte alla sera,

sei tu che mi guarisci se sono malato,

sei tu che mi dai la mano quando non so andare,

vicino a te non ho paura,

mamma .... cosa sarei senza di te? (8 anni)

Con affetto il tuo Cristian.



mercoledì 11 giugno 2008

Le seadas o sebadas

Splendidi dolci sardi.

Stasera era destinata ad essere una di quelle serate in cui parlo da sola, per digerire un boccone amaro e pesante scaraventato nello stomaco in modo totalmente imprevedibile e ... bho ... mi verrebbe da dire con cattiveria, con follia, ma non ci sono paragoni che tengano: dico semplicemente in modo indefinibile e incomprensibile, perché tale è stato nel vero senso della parola.

Tralascio i dettagli. Dico solo che stavolta ho preso coscienza del valore della mia persona. Un po' di immodestia ci vuole ogni tanto ... L' ispettore Petracca in altri contesti ebbe a dire: " Ci si valuta nell' intersoggettività". Non banalizzo un' asserzione legata al pilotaggio del sistema d' istruzione, ma, caro stimatissimo Ispettore mi permetto di decontestualizzarla e ricontestualizzarla. E sinceramente ora apprezzo e comprendo ancora di più quella frase.

Ma basta con le elucubrazioni, vivaddio! Concentriamoci invece su questa bella e insolita immagine culinaria, almeno per un' abruzzese!
Una seada sarda. Una vera finezza e delizia! Ci ha pensato lei a spazzarmi via l' adrenalina favorendo fiotti di benefica serotonina ...
I miei figli hanno imparato a socializzare le loro vacanze soprattutto con un pezzo di cultura veicolato da piatti tipici.
Queste seadas vengono dalla Sardegna .
Il sapore della pasta mi ricorda quella della cicerchiata o dei nostri fritti natalizi.
Si tratta di due pezzi di pasta che a me è sembrata lievitata; essi racchiudono del formaggio filante delicatissimo. Questa specie di grosso raviolo va fritto in olio abbondante, (non si impregna per niente) quindi, ancora caldo, si appoggia su un piattino per dolci e si cosparge di miele filante. Si mangia con coltello e forchetta.
Nettare degli dei!! Veramente ... troppo bella e varia la vita, mai sprecarne un secondo ...

Cara seada, la digestione ha lievemente sofferto, considerata l' ora tarda della nostra cena e le tue dimensioni (altro che dolcetto...), ma hai avuto il merito di spiazzare l' altro boccone, fastidiosissimo e sconveniente :-)

P.S. Informazioni più approfondite si trovano su un sito dedicato.

Nel video, pure e semplici associazioni ...