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Alcune immagini contenute in questo blog sono state reperite dalla rete, ove non espressamente indicato il diritto di autore.
Tuttavia, se qualcuno rivendicasse diritti di proprietà, può segnalarlo al mio indirizzo e-mail: provvederei alla immediata rimozione delle immagini stesse.
Lo scorpioncino a destra è stato disegnato da Nicoletta Costa dalla quale ho avuto autorizzazione alla pubblicazione.


martedì 31 maggio 2011

Vento in poppa!

Un augurio per tutti noi : che il vento continui a soffiare nella stessa direzione !!! Speriamo di esultare anche il 12 giugno!!!!

venerdì 27 maggio 2011

Ciao "Unodicinque"!













Non posso esimermi dal dedicare due parole di commiato a questo amico di rete discreto, sensibile, presente, che in punta di piedi se n' è andato. E' tanto che attendevo ansiosa un suo post. Dire che sono attonita e tristissima è dire poco  ... le parole in questi casi, sono povera cosa.

Ciao amico caro '- Già mi manchi ...
http://neuccidepiulalinguachelaspada.blogspot.com/

lunedì 23 maggio 2011

La cicogna e i pulcini
















Pulcini (Calcio)
"Pulcino è il termine con cui in gergo calcistico si definisce ciascuno dei giocatori che forma una delle squadre giovanili di una società calcistica. Più specificamente rientrano nella sezione pulcini i bambini di età compresa tra gli 8 e i 10 anni.
Fino agli anni novanta questa era la sezione più giovane di ciascuna squadra. Attualmente alcune società sportive accettano iscrizioni anche per i bambini più precoci, tra i 6 e i 7 anni, mentre altre preferiscono creare una sezione dedicata che spesso si definisce, un po' ironicamente, con il nome di "ovetti".
I pulcini non utilizzano durante il campionato tutta l'area del campo da calcio regolamentare, ma apponendo due porte removibili ai margini della regolamentare area di gioco, creano un campo più ristretto che occupa una sola metà del campo da calcio tradizionale."

Che ci azzecca la cicogna con i pulcini calcistici? No, non sono impazzita, tranquilli :))
Sto solo partecipando a un gioco stupendo, invitata dall' amico Exodus: piacevolmente sorpresa della mia inclusione nel suo elenco,ora mi guardo intorno, smarrita e spaesata, credo di non essere all’ altezza di questo premio.
Ma procediamo con ordine; le regole sono queste:
  1. Andate su Wikipedia e selezionate "Una voce a caso". Non importa cosa compare, quella sarà la voce del vostro premio.
  2. Leggete la pagina (non necessariamente da cima a fondo) che vi è capitata sotto mano e così, banalmente, copiate le informazioni nel post che creerete per il premio. Il post dovrà contenere insomma una sorta di "Lo sapevate che...?" della pagina che a caso avete trovato su wikipedia. Non barate, non vale cliccare due volte sul link. 
  3. Al fondo del post spremete le meningi e cercate di ricordare se con quella pagina avete qualcosa a che fare. Aneddoti, ricordi, storie, fantasie, curiosità, qualsiasi cosa.
  4. Girate il premio a 5 dei vostri blog preferiti. E' concesso uno scarto di +-1 blog. (ovvero minimo 4 massimo 6, ma meglio 5.).
Bene! Diligentemente scrivo nella barra di ricerca "Una voce a caso". E cosa viene fuorti? Guarda un po': la voce "Pulcini(calcio) con quel che ho copiato.

NOOOO!!! Sto per abbandonare!
Anzi no: magari faccio un altro tentativo, sperando in un ancoraggio più adatto!!!
NOOO!!! C' è scritto chiaramente nel regolamento che non si può barare!
Ma guarda un po' cosa mi capita in una domenica mattina ... Il calcio con me non ha nulla a che vedere: è la passione di uno dei figli e di mio marito in quanto hanno praticato questo sport... E poi? Niente...la tastiera siferma qui... Sto per ritirarmi, ma ...

Mi allontano piano piano dai pulcini del calcio e mi sovvengono i pulcini veri... Chiudo gli occhi. Accolgo nel palmo delle mani unite un batuffolino caldo, giallo; me lo accosto alla guancia, percepisco una tenerezza infinita; ascolto il tenero pigolìo; ricordi lontani, lontanissimi...
Quante volte, da piccolissima, ho assistito, a fianco a mia madre, al miracolo della nascita dei pulcini! Con gli occhi spalancati, pupille dilatate, il sospiro sospeso, ho visto quell'uovo che prendeva vita, che lasciava intravvedere un esserino pigolante, bisognoso di rompere la barriere, ed abitare nel mondo...
Ero in età prescolare, è tanto che non ci pensavo, ma ora il ricordo è nitido.
 Quell' anno non fu così, capitò qualcosa che non capii o non ricordo: i pulcini non nacquero. Furono acquistati.

L' episodio s' intreccia con il mio essere unica figlia, desiderosa da sempre di una sorella o di un fratello. Sebbene la mia infanzia sia stata stupenda per innumerevoli motivi, l' essere figlia unica è per me ancora oggi, fonte di un sottile dispiacere, di una solitudine mai colmata; compensata sì dalle belle amicizie, dai rapporti di lavoro, dai rapporti parentali, dalla mia nuova famiglia. Ma un fratello una sorella, quelli sì, mi sono sempre mancati...
E credo che siano cosa diversa e insostituibile; lo evinco anche dal rapporto tra i miei tre figli.
Ebbene, in una mattina di primavera inoltrata, mia madre, pensando di far cosa a me gradita mi disse rientrando in casa:
- Vai a vedere un po’; sotto l’ albero del fico c’ è una bella sorpresa per te .La cicogna ti ha portato una bella cosa!
Quella della cicogna era un adagio in auge peri bambini nati negli anni 50.

Mi precipito, sperando di trovare un bambino in ossa e ciccia.E invece ?! Una nuvola gialla di festosi pulcini  Per sedare il mio evidente disappunto arriva la spiegazione:
- Non aveva bambini disponibili, perciò ti ha portato dei pulcini la cicogna…

Non so descrivere quale turbinìo di emozioni mi prese: certo è che la rabbia e la delusione furono incontenibili! Mia madre era rientrata in casa e io mi avventai su quegli esserini; a uno a uno li presi per la testa e li agitai furiosamente fino a quando non pigolavano più.
Niente bambini??? Allora, niente pulcini!!!! Ecco!

Quando mamma tornò-(lei era la mansuetudine fatta persona)- alla vista della strage degli innocenti, perse il controllo; non riusciva a spiegarsi per quale motivo mi ero trasformata in una bimba che lei stentava a riconoscere. Una sonora sculacciata la presi, e alla grande ...
Ma non era quello il motivo del mio pianto disperato; mi chiedevo come poteva quella sciocca cicogna pensare di sostituire un bambino con i pulcini; E la mamma? Come poteva barattare i pulcini con un bambino? E perché mi puniva? Non doveva essere solidale con me?
Mi sentivo indignata, ma a quattro anni gli strumenti per esprimere tali sentimenti non li avevo.
La mia furia continuò, mi diressi all’ angolo delle erbe aromatiche; e giù a pestare prezzemolo, sedano e basilico! Giornata terribile …

Per diverso tempo ebbi disturbi del sonno, mi svegliavo tremante e sudata e trovavo i miei genitori vicino a me svegli e preoccupati. Parlarono di questa cosa al medico di famiglia, raccontando tutto.
Il dottor Giovannino scuoteva la testa e intanto mi passava le dita tra i riccioli sorridendomi bonario.
Una frase me la ricordo benissimo:
- Non siete cattivi genitori. State tranquilli. Solo che questa bambina va trattata come se fosse adulta. Niente stratagemmi:
"La mamma non può avere altri bambini perché rischierebbe di stare tanto male e poi non potrebbe più prendersi cura di te".
Ecco, bastava dire semplicemente così, in modo chiaro e veritiero; la bambina avrebbe subito capito e piano piano si sarebbe fatta una ragione. Ma non è tardi. Seguite questa semplice regolla e tutto andrà a meraviglia."

Il dottor Giovanni è stato il nostro medico: della mia famiglia di origine e quella attuale. A lui ho affidato anche i miei figli. E’ stato il nostro grande punto di riferimento in tutte le tappe e le circostanze della vita; anche dopo essere andato in pensione, fino a che una malattia non se l’ è portato via…

Sono andata lontano lontano, travolta da uno tsunami di ricordi che vanno ben oltre quello che ho scritto;
ho riso e ho pianto.


Ora il passaggio ad altri cinque amici: qui mi imbarazzo sempre. La tentazione sarebbe quella di includere tutti i blog che seguo, in quanto, per definizioone, sono tutti preferiti; ma devo attenermi alla regola. Saranno 5, come richiesto, saranno quelli che associo di gettito al gioco per motivi che non mi chiedo:

Lara: http://estateincantata.blogspot.com/
Sciarada: http://animamundi-sciarada.blogspot.com/
Lucida Follia: http://conciliarestanca.blogspot.com/
Luigina: http://luiginabs.blogspot.com/
Folletto del Vento: http://basadone.blogspot.com/

Qualunque associazione vogliamo esternare vivacizza ulteriormente la nostra persona che si cela solo apparentemente dietro lo schermo. Anzi, proprio la sua smaterializzazione insita nell' assenza di quella sensorialità che di norma ci annuncia agli altri, è la via di accesso al profondo, ad un frammento di essenza che crea quelle assonanze ed affinità che si esprimono  nelle nostre relazioni di rete. A presto leggervi!

domenica 15 maggio 2011

Piero Calamandrei: 11 febbraio 1950 - Discorso in difesa della scuola pubblica


"Ci siano pure scuole di partito o scuole di chiesa. Ma lo Stato le deve sorvegliare, le deve regolare; le deve tenere nei loro limiti e deve riuscire a far meglio di loro. La scuola di Stato, insomma, deve essere una garanzia, perché non si scivoli in quello che sarebbe la fine della scuola e forse la fine della democrazia e della libertà, cioè nella scuola di partito.

Come si fa a istituire in un paese la scuola di partito? Si può fare in due modi. Uno è quello del totalitarismo aperto, confessato. Lo abbiamo esperimentato, ahimè. Credo che tutti qui ve ne ricordiate, quantunque molta gente non se ne ricordi più. Lo abbiamo sperimentato sotto il fascismo. Tutte le scuole diventano scuole di Stato: la scuola privata non è più permessa, ma lo Stato diventa un partito e quindi tutte le scuole sono scuole di Stato, ma per questo sono anche scuole di partito. Ma c'è un'altra forma per arrivare a trasformare la scuola di Stato in scuola di partito o di setta. Il totalitarismo subdolo, indiretto, torpido, come certe polmoniti torpide che vengono senza febbre, ma che sono pericolosissime... Facciamo l'ipotesi, così astrattamente, che ci sia un partito al potere, un partito dominante, il quale però formalmente vuole rispettare la Costituzione, non la vuole violare in sostanza. Non vuol fare la marcia su Roma e trasformare l'aula in alloggiamento per i manipoli; ma vuol istituire, senza parere, una larvata dittatura. Allora, che cosa fare per impadronirsi delle scuole e per trasformare le scuole di Stato in scuole di partito? Si accorge che le scuole di Stato hanno il difetto di essere imparziali. C'è una certa resistenza; in quelle scuole c'è sempre, perfino sotto il fascismo c'è stata. Allora, il partito dominante segue un'altra strada (è tutta un'ipotesi teorica, intendiamoci). Comincia a trascurare le scuole pubbliche, a screditarle, ad impoverirle. Lascia che si anemizzino e comincia a favorire le scuole private. Non tutte le scuole private. Le scuole del suo partito, di quel partito. Ed allora tutte le cure cominciano ad andare a queste scuole private. Cure di denaro e di privilegi. Si comincia persino a consigliare i ragazzi ad andare a queste scuole, perché in fondo sono migliori si dice di quelle di Stato. E magari si danno dei premi, come ora vi dirò, o si propone di dare dei premi a quei cittadini che saranno disposti a mandare i loro figlioli invece che alle scuole pubbliche alle scuole private. A "quelle" scuole private. Gli esami sono più facili, si studia meno e si riesce meglio. Così la scuola privata diventa una scuola privilegiata. Il partito dominante, non potendo trasformare apertamente le scuole di Stato in scuole di partito, manda in malora le scuole di Stato per dare la prevalenza alle sue scuole private. Attenzione, amici, in questo convegno questo è il punto che bisogna discutere. Attenzione, questa è la ricetta. Bisogna tener d'occhio i cuochi di questa bassa cucina. L'operazione si fa in tre modi: ve l'ho già detto: rovinare le scuole di Stato. Lasciare che vadano in malora. Impoverire i loro bilanci. Ignorare i loro bisogni. Attenuare la sorveglianza e il controllo sulle scuole private. Non controllarne la serietà. Lasciare che vi insegnino insegnanti che non hanno i titoli minimi per insegnare. Lasciare che gli esami siano burlette. Dare alle scuole private denaro pubblico. Questo è il punto. Dare alle scuole private denaro pubblico"



Piero Calamandrei ragionava per ipotesi, in astratto, lo dice lui stesso, e tutto il discorso si contestualizza nel fronte di defascistizzazione che la scuola pubblica e i suoi legislatori stavano realizzando, ma qualche elemento profetico per le sorti della scuola pubblica del XXI secolo, ahimé si può ravvisare. Che ne poteva sapere l' amato Calamandrei?!
Non intendo screditare la scuola privata: ho avuto modo di conoscervi straordinari insegnanti nel corso delle mie esperienze di commissario esterno,  per il passaggio alla classe successiva, in quelle non parificate. Ma allo stesso modo non voglio che si screditi  la scuola pubblica.Né a parole né a fatti.
Un governo democratico favorisce una comune convivenza, lasciando ai genitori democraticamente la libertàdi scelta.

sabato 14 maggio 2011

Lorenzo Cherubini - Opinioni sulla scuola pubblica

Con link di rimando al sito nonunodimeno.net


















"Quando nostra figlia è arrivata all’età della scuola io e mia moglie ne abbiamo parlato e abbiamo deciso: scuola pubblica. Potevamo permetterci di scegliere e abbiamo scelto. Abbiamo pensato che fosse giusto così, per lei. E’ nostra figlia ed è la persona a cui teniamo di più al mondo ma è anche una bimba italiana e l’Italia ha una Scuola Pubblica.
Sapevamo di inserirla in una realtà problematica ma era proprio quello il motivo della scelta.Un luogo pubblico, che fosse di sua proprietà in quanto giovane cittadina, che non fosse gestito come un’azienda e che non basasse i suoi principi su una dottrina religiosa per quanto ogni religione venisse accolta. Un luogo pubblico, di tutti e per tutti, scenario di conquiste e di errori, di piccole miserie e di grandi orizzonti, teatro di diversi saperi e di diverse ignoranze. C’è da imparare anche dalle ignoranze, non solo dai saperi selezionati. La scuola è per tutti, deve essere per tutti, è bello che sia così, è una grande conquista avere una scuola pubblica, specialmente quella dell’obbligo.Io li ho visti i paesi dove la scuola pubblica è solo una parola, si sta peggio anche se una minoranza esigua sta col sedere al calduccio e impara tre lingue. A che serve sapere tre lingue se non sai come parlare con uno diverso da te ?
Il nostro presidente del consiglio dicendo quello che ha detto offende milioni di famiglie e migliaia di persone che all’insegnamento dedicano il loro tempo migliore, con cura, con affetto vero per quei ragazzi.Tra le persone che conosco e tra i miei parenti ci sono stati e ci sono professori di scuola, maestre, ho una cugina che è insegnante di sostegno in una scuola di provincia. Li sento parlare e non sono dei cinici, fanno il loro lavoro con passione civile tra mille difficoltà e per la maggior parte degli insegnanti della scuola pubblica è così. Perchè offenderli? Perchè demotivarli? Perché usare un termine come “inculcare”? E’ una parola brutta che parla di un mondo che non deve esistere più.La scuola pubblica non è in competizione con le scuole private, non è la lotta tra Rai e Mediaset o tra due supermercati per conquistarsi uno spettatore o un cliente in più, non mettiamola su questo piano...La scuola di Stato è quella che si finanzia con le tasse dei cittadini, anche di quelli che non hanno figli e anche di quelli che mandano i figli alla scuola privata, è questo il punto. E’ una conquista, è come l’acqua che ti arriva al rubinetto: poi ognuno può comprarsi l’acqua minerale che preferisce ma guai a chi avvelena l’acqua del rubinetto per vendere più acque minerali. E’ una conquista della civiltà che diventa un diritto nel momento in cui viene sancito. Ma era un diritto di tutti i bambini già prima, solo che andava conquistato, andava affermato. La scuola pubblica va difesa, curata, migliorata.In quanto idea, e poi proprio in quanto scuola: coi banchi gli insegnanti i ragazzi le lavagne. Bisogna amarla, ed esserne fieri."

Inculcare: che brutta parola ... Sa di indottrinamento, è antipedagogica; è quello che un educatore non fa ...
Grazie Lorenzo per questo contributo.
Le parole del presidente del consiglio 

Il referendum abrogativo secondo la Costituzione

Articolo 75

E` indetto referendum popolare per deliberare l'abrogazione, totale o parziale, di una legge o di un atto avente valore di legge , quando lo richiedono cinquecentomila elettori o cinque Consigli regionali.
Non è ammesso il referendum per le leggi tributarie e di bilancio, di amnistia e di indulto, di autorizzazione a ratificare trattati internazionali .
Hanno diritto di partecipare al referendum tutti i cittadini chiamati ad eleggere la Camera dei deputati.
La proposta soggetta a referendum è approvata se ha partecipato alla votazione la maggioranza degli aventi diritto, e se è raggiunta la maggioranza dei voti validamente espressi.
La legge determina le modalità di attuazione del referendum.

Il referendum designa la sovranità del popolo; è la forma in cui  gli aventi diritto al voto possono intervenire direttamente nell' assetto legislativo; è un diritto preziosissimo; un' occasione di partecipazione democratica diretta e irrinunciabile.

Viene promosso dai Consigli Regionali(5) o da 500.000 elettori con l' adesione volontaria ad un quesito; l' intervento diretto (tanto nella definizione dei termini del referendum che nella consultazione elettorale per l' abrogazione totale o parziale di una legge o per confermarla tale quale essa è ) , è una forma di massima espressione della sovranità popolare. 

Pertanto, dopo aver espresso le ragioni dei 4 SI'  da marzo ad oggi, mi sento di dire a tutti e a ciascuno:

Il 12 o il 13 giugno VAI A VOTARE!

Esprimi il tuo parere, fai sentire la tua voce, in tutta libertà e serenità; non rinunciare a questo diritto; non lasciare che siano gli altri a decidere per te, soprattutto nella forma più deleteria, che determina  la morte del referendum, per assenza degli aventi diritto !!!! 

venerdì 13 maggio 2011

Spariti due post del 12 maggio

Ho constatato la sospensione del servizio blogger: ma perché mi sono spariti due post????? E anche una bozza non pubblicata. E' successo anche a qualcuno di  voi???


Sulla privatizzazione dell' acqua



Primo quesito abrogativo

« Volete Voi che sia abrogato l’art. 23-bis (Servizi pubblici locali di rilevanza economica) del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112 “Disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività, la stabilizzazione della finanza pubblica e finanza la perequazione tributaria”, convertito, con modificazioni, in legge 6 agosto 2008, n. 133, come modificato dall’art. 30, comma 26, della legge 23 luglio 2009, n. 99, recante “Disposizioni per lo sviluppo e l’internazionalizzazione delle imprese, nonché in materia di energia”, e dall’art. 15 del decreto-legge 25 settembre 2009, n. 135, recante “Disposizioni urgenti per l’attuazione di obblighi comunitari e per l’esecuzione di sentenze della corte di giustizia della Comunità europea”, convertito, con modificazioni, in legge 20 novembre 2009, n. 166, nel testo risultante a seguito della sentenza n. 325 del 2010 della Corte costituzionale? »

SI'
Rispondendo sì, diciamo NO alla gestione privata del servizio idrico, favorendo nel contempo la gestione del medesimo servizio da parte di enti pubblici con la partecipazione di cittadini ed enti locali.

Secondo quesito abrogativo

Volete voi che sia abrogato il comma 1, dell’art. 154 (Tariffa del servizio idrico integrato) del Decreto Legislativo n. 152 del 3 aprile 2006 “Norme in materia ambientale”, limitatamente alla seguente parte: “dell’adeguatezza della remunerazione del capitale investito”?

SI' 
Votando SI'eliminiamo il comma che consente al gestore privato di ottenere profitti sulla tariffa.

giovedì 12 maggio 2011

Informazioni mai ascoltate dal servizio RAI

Questa è informazione non propagandistica,ma perchè in tarda serata?
Questa sì che è propaganda, ma alla disinformazione e all' ignoranza (al non sapere).


lunedì 9 maggio 2011

I cento passi

Con questo film edito nel 2000 viene alla luce la storia di Peppino Impastato, giovane impegnato nella lotta contro la maia nella sua terra di Sicilia. Peppino ebbe il coraggio di mettersi contro la sua famiglia, di accettare di essere cacciato di casa e di combattere strenuamente, con determinazione, passione, coraggio, fantasia, per costruire un mondo migliore. Finì tragicamente nel 1978, nel giorno della morte di Aldo Moro.
La morte di Moro impegnò i media e l' opinione pubblica offuscando quella non meno tragica di Peppino Impastato:

« Questo non è un film sulla mafia, non appartiene al genere. È piuttosto un film sull’energia, sulla voglia di costruire, sull’immaginazione e la felicità di un gruppo di ragazzi che hanno osato guardare il cielo e sfidare il mondo nell'illusione di cambiarlo. È un film sul conflitto famigliare, sull’amore e la disillusione, sulla vergogna di appartenere allo stesso sangue. È un film su ciò che di buono i ragazzi del ’68 sono riusciti a fare, sulle loro utopie, sul loro coraggio. Se oggi la Sicilia è cambiata e nessuno può fingere che la mafia non esista, ma questo non riguarda solo i siciliani, molto si deve all’esempio di persone come Peppino, alla loro fantasia, al loro dolore, alla loro allegra disobbedienza. »
 Non trovo parole più incisive di quelle del regista Marco Tullio Giordano.


sabato 7 maggio 2011

Il legittimo impedimento - quarto quesito referendario

Il quesito abrogativo n.4 del Referendum intende abolire la legge 51 del 7 aprile 2010: tale legge prevede una serie di impedimenti a comparire in giudizio, da parte del Presidente del Consiglio e dei Ministri per tutta la durata del loro mandato.
In questo modo i magistrati sono costretti ad accettare la richiesta a NON COMPARIRE IN TRIBUNALE per l' appello al legittimo impedimento da parte dei ministri e del presidente del consiglio; ergo eventuali processi  sarebbero rinviati OLTRE IL MANDATO.
Ora, questa legge per me è palesemente anticostituzionale, semplicemente perché implica discriminazioni, contravvenendo a quanto stabilito di principio dall' articolo 3 della Costituzione della Repubblica che così recita:
"Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.
[...]

Al quesito referendario così espresso:
«Volete voi che sia abrogata la legge 7 aprile 2010, n. 51, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 81 dell'8 aprile 2010, recante "Disposizioni in materia di impedimento a comparire in udienza"?»

Io rispondo, senza dubbio,     SI'

giovedì 5 maggio 2011

Sul referendum 12 e 13 giugno 2011

I referendum abrogativi inizialmente erano 4: nucleare, privatizzazione dell' acqua(2), e legittimo impedimento.

Nessuna informazione sulle questioni referendarie, né tantomeno istruzioni sul come si vota: la disinformazione e i potenti distrattori propinati massicciamente dalla televisione sono una propaganda implicita per la vanificazione del referendum medesimo.

L' incidente di Fukushima però ridesta le coscienze; i ricordi volano sulla catastrofe nucleare di Cernobyl; la blogosfera, i social network fanno il resto. E ben presto la situazione allarmante del Giappone fa il giro del mondo e con essa si fa strada nelle coscienze il dubbio, anzi la certezza che il nucleare sicuro è un' utopia, che i danni di un incidente sono incalcolaboli, in quanto si propagano nel tempo modificando l' habitat di questo pianeta che abbiamo il sacrosanto dovere di mantenere indenne da ogni mutazione perniciosa per noi e per le generazioni a venire.

Ma torniamo al referendum: Greenpeace formula una petizione, per accorpare il referendum alle amministrative di maggio. Lo scopo è duplice e doppiamente vantaggioso per il popolo italiano: un risparmio di 400 milioni di euro euro (tanto costerebbe la consultazione referendaria) e assicurare una partecipazione più democratica, in modo da garantire il quorum dell' affluenza alle urne. Servono 25.000 votanti per validare il referendum e raggiungere il quorum. Sono arrivate al ministro Maroni 130.000 mail, ma ciò non sortisce alcun effetto. Nessun accorpamento, in barba alla crisi economica!Tanto c' è chi paga!!!
Il referendum  resta fissato alla data ultima consentita: 12 e 13 giugno, in una domenica vacanziera a scuole chiuse! Qui il commento è puramente superfluo...

Ma non basta: si aggiunge una mossa strategica. Il referendum del nucleare rischia di essere cancellato dalla petizione. Insomma l' avversario si ritira volontariamente. Non vedo nulla di rassicurante in ciò né per la salvaguardia ambientale, né per la nostra salute. Ritirare il referendum non si traduce con la conversione alle energie alternative; significa semplicemente accantonare la questione per riaffrontarla in tempi più opportuni. (non è  un' opinione: per chi non lo avesse chiaro il premier lo spiega bene)

Non essendoci più la spinta motivazionale antinucleare, quante persone andrebbero a votare il 12 e 13 giugno?
Quante conoscono i termini dei rimanenti referendum abrogativi ? (privatizzazione dell' acqua e legittimo impedimento). Ecco l' obiettivo meno palese del ritiro del nucleare: invalidare i restanti quesiti referendari.Ma noi il quorum lo raggiungeremo perché sono certa, andremo alle urne anche e solo per gli altri tre referendum, senza mai abbassare l' attenzione sul nucleare.




Come si può ascoltare, l' esplicitazione del parlante non contraddice la mia opinione. A presto un nuovo post sugli altri referendum.
Ma, anche senza il nucleare noi andremo comunque alle urne per apporre i nostri

 SI', decisi e uniti.

A presto un nuovo post sulla privatizzazione dell' acqua e sul legittimo impedimento.

domenica 1 maggio 2011

Il Primo Maggio e le tradizioni culinarie abruzzesi


Le virtù teramane (ma non solo)


Per il mondo rurale abruzzese, il mese di aprile decretava la fine effettiva dell' inverno e il Primo Maggio l' apertura della bella stagione; non da un punto di vista astronomico, ma da un punto di vista più pragmatico, riferito alle risorse alimentari.
La fine di aprile era preposta alla pulizia delle dispense, in tutti i sensi. I residui della stagione invernale (legumi e cereali), lungi dall' essere spazzati, venivano cucinati separatamente, rispettando i tempi di cottura di ciascuno e poi sapientemente mescolati alle primizie della bella stagione, in un tripudio di sapori, per essere consumati il Primo Maggio.

I miei ricordi di bambina vanno agli scambi che le massaie si facevano per rendere il più possibile variegato quel piatto, anche nei vari formati di pasta comprata. Il risultato era una squisitezza, non un pappone amorfo!

L' area teramana ha coltivato questa tradizione nei passaggi generazionali ed oggi la consumazione è un rito che rafforza i vincoli parentali ed amicali ancorché occasione di allegra convivialità. Le varietà sono molteplici, ma il denominatore comune è il sette:
Sette sono i tipi di legumi, sette le verdure, sette le erbe aromatiche, sette i tipi di carne, sette i formati di pasta ...Tutto secondo i propri tempi di cottura, senza mai assemblarli se non dopo la preparazione. Sette è un numero fortemente simbolico: sette i cieli dell' antichità, sette i vizi capitali, sette i colori dell' iride ...

Perché mai le virtu?
Io darei una duplice spiegazione: La virtù dell' amorevole pazienza di chi cucina e la virtù del duro lavoro dei campi da cui la maggior parte degli ingredienti proviene